Si riporta la lettera come ricevuta.
Riscoprire il piacere di stare assieme… a testa alta!
(de Il Grillo Scrivente)
Caro Blogger,
si è conclusa da poco una serie TV con Sabrina Ferilli dal titolo “A testa alta. Il coraggio di una donna”.
Probabilmente “a testa alta” ha un doppio senso: penso indichi il fatto che la protagonista va avanti a testa
alta per tutta la serie nonostante le sue varie peripezie; ed è il nome di un progetto al quale dà vita la
protagonista stessa, in quanto preside di un liceo di una cittadina vicino Roma, per i suoi studenti: stanca
del fatto che le persone, in particolare i giovani, siano sempre più “attaccati” al cellulare, soprattutto
“navigando” in internet, crea per l’appunto questo progetto pensando che i suoi studenti, anziché stare con
lo sguardo rivolto verso il basso sul telefono, guardino in alto, “a testa alta”. Vuole che la smettano di
dipendere da quegli che chiama “cosi”, per ritrovare il piacere di confrontarsi con l’altro. Questo
attraverso corsi di danza, canto, teatro, laboratori,…. Rigorosamente senza internet.
Caro Blogger, mentre seguivo la serie, davanti a codeste affermazioni, ho pensato due cose: 1) che piacere
davvero che, finalmente, venga mandata in onda una serie che trasmette questo messaggio (ormai secondo
me appartenente alla “preistoria”) di ritrovarsi fra di noi, persone; e per un po’ dimenticare che esistono
questi “cosi”. Considerando l’epoca nella quale stiamo vivendo, lo trovo quasi un miracolo….
2) ma soprattutto, magari nelle scuole italiane questo si facesse sul serio! Riscoprire (anzi, temo
“scoprire”…) il piacere di stare assieme, di socializzare, di fare corsi insieme,…. Credo che proprio i
giovani di oggi ne abbiano tanto bisogno….
Ma mica solo loro! Tempo fa, in una piscina pubblica, ho visto: una mamma che aspettava che
l’insegnante di nuoto le portasse il figlio, finito il corso, e per tutto il tempo controllava lo smartphone; e
una signora che si asciugava i capelli sotto il fon con lo smartphone in mano visionando vari video. E
potrei descrivere situazioni simili viste in tantissime altre occasioni: in autobus, al supermercato; ed in
generale ovunque per la strada.
Ma caro Blogger, serve dire altro per capire che stiamo andando verso il “cortocircuito”?
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