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Trieste: il corteo che non avremmo mai voluto vedere.

(di Biagio Mannino)

No, questo corteo non lo avremmo mai voluto vedere!
Ad un anno di distanza dalle prime manifestazioni che Trieste guardava svilupparsi tra le vie e le piazze del centro, ad ormai un anno di distanza quando migliaia di persone dicevano NO alla “obbligatorietà indotta” a vaccinarsi tramite il Green Pass, a mesi di distanza dove le parole e la forza di volontà della gente sono rimaste inascoltate e considerate al pari di niente, il corteo di oggi lascia tutti sconvolti, rattristati, amareggiati.
Decine di immagini, grandi, portate una ad una, in un silenzio rotto dal colpo di un tamburo, sordo nella calda sera di una giornata qualunque di un luglio qualunque, eppure sembra urlare i nomi, quelli di tutte quelle persone che da quei cartelli sembrano a loro volta urlare “giustizia e verità”.
Persone come tante, piccole e grandi, belle o brutte, simpatiche o insopportabili, uomini, donne, lavoratori o studenti o indifferentemente cosa, persone, come tante, che contavano per qualcuno, che contavano per loro stesse, persone come noi ma, adesso, vittime.
“giustizia e verità”: questo è ciò che chiedono i partecipanti al corteo, questo è ciò che chiedono assieme vaccinati e non vaccinati di fronte a tutto ciò che si è vissuto in questo terribile periodo tra il 2021 ed il 2022.
“Giustizia e verità” per capire, sapere e rendere quanto meno onore a quelle vittime nella speranza che, questa volta, le parole non restino inascoltate come quelle che venivano portate nelle manifestazioni precedenti, quelle parole che sembravano quasi essere una profezia su ciò che deve essere chiarito.

“Vogliamo giustizia e verità”. Trieste si prepara ad un nuovo corteo per sapere e non dimenticare.

“Vogliamo giustizia e verità”.
Queste sono le parole che, immediatamente, colpiscono l’attenzione, ci fermano e ci invitano a riflettere, a pensare, a ricordare e a non dimenticare.
Queste sono le parole che appaiono sul volantino che presenta una importante iniziativa, rivolta a tutti, vaccinati e non vaccinati, che, assieme, vogliono conoscere e sapere.
Troppo è accaduto per essere messo da parte, troppe sono state le vicende non chiarite e troppi sono i dubbi che si stanno presentando all’orizzonte.
Trieste è stata al centro delle manifestazioni che, in nome dei diritti inalienabili e del valore e della difesa della democrazia, chiedevano chiarezza, verità e rispetto.
Di seguito il comunicato stampa così come fornito dalla organizzatrice dell’evento, la Signora Alessandra Covach.

Comunicato stampa: “DOMENICA 24 LUGLIO ALLE ORE 19 IN PIAZZA PONTEROSSO UN CORTEO COMMEMORATIVO, SILENZIOSO, ricorderà chi non può più essere al nostro fianco, continuare gli studi, vivere con i suoi cari, scegliere il suo futuro. Il 15 aprile, la rivista Food and Chemical Toxicology pubblica l’ennesimo studio sui possibili effetti avversi ai vaccini anticovid: ”Innate immune suppression by SARS-CoV-2 mRNA vaccinations: The role of G-quadruplexes, exosomes, and MicroRNAs”.
Un’accurata analisi dei potenziali rischi legati alla somministrazione dei vaccini a tecnologia mRNA, che si conclude con un appello alle istituzioni e alla popolazione civile: “Miliardi di vite sono potenzialmente a rischio, date le grandi dimensioni del numero di individui a cui sono stati iniettati i vaccini mRNA SARS-CoV-2 e l’ampia gamma di esiti avversi che abbiamo descritto.

I danneggiati da vaccino in Europa sono centinaia di migliaia.
736.188 CITTADINI EUROPEI HANNO SEGNALATO
1.946.937 GRAVI REAZIONI AVVERSE AL VACCINO
1.030 CASI AL GIORNO!
115.426 SEGNALAZIONI EUROPEE
IN PIU’
DAL 5 MARZO AL 7 MAGGIO. IL TASSO DI SEGNALAZIONE
INDICA “CASI FREQUENTI”

Le reazioni avverse colpiscono prevalentemente giovani. Il dato che emerge dall’analisi del sistema di farmacovigilanza passiva è che i sintomi sono multipli.

Il principio di precauzione, che dovrebbe ispirare l’azione dei professionisti della sanità, è mancato ed espone i pazienti ad un grave rischio per la loro salute con la somministrazione di ulteriori dosi.
Già il British Medical Journal del 19 febbraio aveva messo in guardia sull’assenza di un adeguato controllo indipendente e chiesto trasparenza e dati.
La mistificazione della verità crea una realtà priva di tutele. Chiediamo dati, accertamenti, e maggiore sicurezze: è un nostro diritto. Chiediamo libera scelta senza coercizioni di alcun tipo, dopo adeguata informazione.
Perché non ci siano altri ragazzi che debbano pagare le spese di una gestione arrogante , frettolosa e superficiale invitiamo tutti ad unirsi domenica 24 luglio in Piazza Ponterosso a Trieste.

.”.

L’intervista. Dalla situazione politica italiana alla Trieste di nuovo al centro di interessi strategici: l’effetto del biennnio 2020 – 2022.

L’intervista. Dalla situazione politica italiana alla Trieste di nuovo al centro di interessi strategici: l’effetto del biennnio 2020 – 2022.

INTERVISTA AL GIORNALISTA BIAGIO MANNINO DEL SITO INFORMATIVO http://www.ventodinordest.com

A CURA DI SANDRA FERREIRA DELLA REDAZIONE DI RDE http://www.rderadio.net

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO INTERREGIONALE RTV D.T. WEB

http://www.saiuzmedia.it

(Pianeta Oggi TV rete 2)

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NOTA: l’immagine in questo post è di Biagio Mannino.

“L’altra anima di Trieste” il volume a cura di Marija Pirjavec.

“L’altra anima di Trieste” il volume a cura di Marija Pirjavec – Mladika 2008

(di Anna Piccioni)

Saggi, racconti, testimonianze, poesie di autori e autrici di lingua slovena sono raccolte in questo volume a cura di Marija Pirjavec., docente di Lingua e Letteratura slovena presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste. L’ambizione della curatrice è quello di dare “un ritratto spirituale, politico,sociale e storico… di molti che a Trieste hanno vissuto e hanno lasciato una traccia nella sua storia passata e presente”. L’intenzione di far conoscere all’altra parte triestina la quantità e la qualità di intellettuali e menti pensanti che arricchiscono questo nostro territorio pur parlando un’altra lingua.
Ben venga questa pubblicazione! Per molti Triestini, che a tutti i costi difendono l’italianità di Trieste e dare spazio alla cultura di lingua slovena potrebbe “metter in pericolo” le loro convinzioni.
Scrive la Pirjavec nella presentazione culturale e storica del volume: “A ridosso tra Ottocento e Novecento, Trieste fu teatro anche di un’eccezionale fioritura della produzione letteraria italiana […]Grazie a nomi eccellenti quali Italo Svevo, Umberto Saba e Scipio Slataper, la città assurse alla condizione privilegiata di finestra italiana sul mondo[…]La sprezzante sufficienza con cui questa cerchia di raffinati intellettuali considerava gli Sloveni di Trieste appare oggi difficilmente comprensibile, se non come dimostrazione di quell’arroccamento in un’autarchia spirituale refrattaria al contatto con i “diversi”, cui a volte neppure la cultura più alta riesce a sottrarsi ”ad eccezione di Scipio Slataper che in un articolo su La Voce di Firenze ricordò che l’insediamento degli Sloveni risalisse a ben 11 secoli prima; e inoltre scriveva alla futura moglie Gigetta Carniel nel 1912 “Tu sai che io sono slavo, tedesco e italiano” e senza dimenticare l’incipit de “Il mio Carso”
Tuttavia Claudio Magris in Identità di frontiera che prima della Grande Guerra gli ambienti culturali italiani e sloveni non avevano alcun rapporto non solo per volontà di ambedue le parti.
Vorrei osservare che per quanto la cultura di lingua slovena i suoi esponenti hanno un punto di riferimento nel vicino stato di Slovenia, mentre la cultura di lingua italiana solitamente trova poca solidarietà dalla Madre patria. Inoltre gli Sloveni di Trieste hanno un vantaggio rispetto i Triestini di lingua italiana, sono bilingui; i Triestini non si sono mai impegnati a studiarla, nelle scuole non si è mai provveduto ai corsi di sloveno: quindi questo è un grosso handicap.
Ma tornando all’antologia io credo che condividere uno stesso territorio alimenti uno stesso modo di sentire; forse la differenza può rivelarsi tra un vissuto urbano e l’ambiente carsico. La poesia ispirata dalla landa carsica o dal mare provoca emozioni che chi vive qui non può non condividere. Le testimonianze portano alla luce situazione di un vissuto semplice faticoso di pescatori e di lavoratori della cava di marmo di Aurisina. I borghi carsici sono animati dal lavoro dei campi, dalla dignità dalla semplicità , dalle sofferenze della gente che li abitano: l’orgoglio dell’appartenenza da generazioni a un luogo che solo l’intolleranza vorrebbe negare. Altre testimonianze riportano le tragedie vissute dagli Sloveni durante il Regime fascista: il non poter usare la propria lingua, avere le proprie scuole, essere costretti a nascondere la propria identità.
Interessante secondo me è l’ultima parte dove autorevoli intellettuali sloveni si pongono il problema della convivenza di due etnie di Aleš Lokar, Darko Bratina Gli sloveni a Trieste: un soggetto storico da “nascondere”?, Alojz Rebula La cultura nelle regioni di confine, Jože Pirjavec Un vaso di coccio tra due vasi di ferro,Ivan Verč Essere sloveno, Pavel Fonda In quale Trieste vivremo nel secolo che si affaccia? ;e infine Miran Košuta La profezia di Dževad. Košuta scrive”In questo mondo ristretto dalla comunicazione a minuscolo villaggio globale, le enclavi nazionali o statali appaiono assurdità anacronistiche. Ovunque esistano confini, differenze, contiguità, intrecci di popoli, razze, religioni e culture, il convivere pacifico diventa necessità quotidiana, destino ineluttabile. Oggi forse sciagura, domani felicità”

Nasce a Trieste Info Line 24: il network giornalistico libero, indipendente e plurale.

In un momento storico particolarmente difficile, nasce a Trieste Info Line 24: il network giornalistico libero, indipendente e plurale.
La notizia in primo piano, quanto accade intorno a noi, a Trieste come nel resto d’Italia, in Europa, nel mondo.
Spazio all’informazione giornalistica sotto tutti gli aspetti guardando dalle realtà locali per arrivare ai contesti internazionali.
Info Line 24 porta ad una collaborazione sinergica Radio Diffusione Europea (Trieste – http://www.radiodiffusioneeuropea.net ), Pianeta Oggi TV ( Venezia – http://www.pianetaoggitv.net ) e Il vento di nord est (Trieste – http://www.ventodinordest.com ).
Graziano D’Andrea, Massimo Bonella e Biagio Mannino danno il via ad un ambizioso e promettente progetto di informazione giornalistica.
VIDEO: Graziano D’Andrea, Direttore di Radio Diffusione Europea, presenta Info Line 24 ( http://www.infoline24.it ).

Stefano Puzzer porta a Pordenone la voce dei portuali di Trieste.

Stefano Puzzer porta a Pordenone la voce dei portuali di Trieste.

Da oggi la collaborazione tra Il vento di nord est e l’importante network veneziano Pianeta Oggi TV ( http://www.pianetaoggitv.net ) del Direttore Massimo Bonella.
DA PORDENONE L’INTERVISTA A STEFANO PUZZER.

INCONTRO TRA PUZZER E L’ARTISTA RENZO BORTOLUSSI PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ACQUA ONLUS SCRITTORE.

A CURA DI SABRINA CICCOTTI (PIANETA OGGI TV – http://www.pianetaoggitv.net )

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

Non bastano i vertici o le cene post G20 per evitare la brutta figura della politica internazionale, italiana e triestina.

(di Biagio Mannino)
Non bastano i vertici o le cene post G20 per evitare la brutta figura della politica internazionale, italiana e triestina.
Siamo nell’era del Green Pass e quante volte lo abbiamo detto, ripetuto e ripetuto nuovamente: i cittadini vivono male!
La pandemia di Covid – 19 ha colpito il mondo che già da prima viveva precariamente e le incertezze erano dominanti.
La politica planetaria ha preso la decisione di chiudere e le conseguenze di quelle scelte le pagheremo duramente.
La disoccupazione globale conta milioni di persone, di lavoratori, di famiglie che si trovano a guardare un futuro molto breve. Un futuro che arriva alla fine della giornata per poi lasciare le preoccupazioni sul come affrontare la giornata successiva.
Bei vertici, quello di Roma, quello di Glasgow, bei luoghi, bei palazzi, belle cene alle quali i “Grandi” del mondo hanno partecipato. Quei “Grandi” che, chi di più, chi di meno, ci hanno portato ad oggi.
E così, mentre gustiamo tele visivamente i manicaretti offerti, la gente si spacca la testa per capire come andare avanti, per comprendere la confusione in cui vive, per orientarsi in una comunicazione che stordisce e divide, per trovare i soldi per pagare le bollette, i mutui, i cambi dei televisori, gli aumenti di non si sa più neanche cosa, e poi, dei tamponi!
Sì, i tamponi, la nuova invenzione per vivere peggio e in una povertà crescente, in nome di quella salute che, ormai, sempre di più rappresenta un pretesto per altri fini.
Belle e eleganti le cene, mentre la gente pacificamente manifesta il proprio malessere inascoltato e, da molti “intellettuali”, deriso.
La politica globale, e tutto ciò che gli gravita intorno, viaggia nelle auto con i vetri oscurati da un palazzo blindato all’altro, mentre fuori, nelle vie e nelle piazze, si pensa all’esempio di Trieste, dove la gente è stata spazzata via da idranti e dal fumo dei lacrimogeni.
Va tutto bene? Sì? Siamo sicuri?
Intanto in Italia i partiti non esistono più, completamente annullati dall’enorme presenza di Draghi, incapaci di far valere il ruolo sovrano del Parlamento su un Governo inattaccabile e riconosciuto come esclusivo elemento di riferimento nel contesto internazionale.
L’Italia di Draghi e il mondo che guarda, silenziosamente preoccupato perché, anche a livello internazionale, le strade sembrano essere dirette tutte verso Roma, divenuta esempio della nuova “Democrazia” globale.
Spariti tutti, i partiti, i sindacati, i valori ma non la gente, quelle persone che ostinatamente, fiere dei principi democratici in cui credono, vanno avanti nel tentativo di essere ascoltate da quella politica sorda ed ormai inesistente al punto tale che, nelle recenti elezioni amministrative, il vero partito di maggioranza è quello degli astenuti, di quelli che hanno detto NO a tutto questo.
E come se niente fosse, a Trieste, qualcuno continua a fare finta che i manifestanti, da elemento folcloristico, siano divenuti degli insolenti disturbatori della quiete pubblica, proponendo le soluzioni della nuova “Democrazia” e impedendo di manifestare proprio in quella piazza, Piazza Unità d’Italia, che è un simbolo, nel bene e nel male, per l’Italia e l’Europa.
Non c’è molto da aggiungere all’assurdità di quanto stiamo vedendo, di quanto stiamo subendo, di quanto stiamo vivendo.
Ma una domanda resta, fondamentale, basilare ed essenziale per comprendere gli equilibri futuri: com’era la cena di gala del G20? Buona?

Trieste: si aggrava la situazione in porto. Getti d’acqua e fumogeni per disperdere il No Green Pass.

(di Biagio Mannino)
Situazione gravissima al porto di Trieste. L’intervento con getti d’acqua e fumogeni sui dimostranti per liberare l’accesso al porto evidenzia che la via del dialogo diviene sempre più lontana e difficile.
Questo intervento però potrebbe avere effetti opposti portando ad un irrigidimento delle posizioni di contrapposizione tra chi manifesta ed il Governo, non solo a Trieste ma anche in altre parti di Italia.
La protesta al Green Pass mostra sempre di più come le scelte del Governo non piacciano alle persone ma come abbia scoperto una situazione di malessere sociale estremamente ampio e sottovalutato da chi, invece, non ha ascoltato la voce dei manifestanti triestini da molte settimane e che, ormai, sono divenuti la voce del malessere italiano.
Il video è stato scelto tra i tantissimi che giungono poiché rende l’idea della situazione che sta assumendo toni surreali.

Migliaia di persone scendono in piazza e i portuali di Trieste potrebbero diventare la spina nel fianco del Governo Draghi.

(di Biagio Mannino)

Di nuovo in piazza. Di nuovo in migliaia. Di nuovo determinati a far sentire la loro voce, il loro dissenso a quanto accade, a quanto limita la vita, la quotidianità perfino in quelle cose semplici come andare a bere un caffè, e sedersi, e ripararsi dal freddo che incomincia.
Tutto assurdo nell’Italia del 2021, dove persone che manifestano per difendere il loro diritto di essere cittadini, di essere lavoratori, di essere semplicemente persone, si sentono definire “fascisti”, nemici della democrazia.
Tutto assurdo nell’Italia del 2021, dove quella Repubblica, democratica, fondata sul lavoro, crea il disagio e le difficoltà per chi, liberamente, ha deciso diversamente dagli altri, e dove, buona parte degli “altri”, sono diventati “giusti” dopo che la “libera costrizione” ha dato la possibilità di scegliere di vivere nella nuova normalità, quella del Green Pass.
Una “certa” Italia si è accorta dei NO GREEN PASS perché a Roma violenti hanno assaltato e devastato.
Allora improvvisamente l’evento porta la notizia, e i NO GREEN PASS diventano, semplicemente… fascisti.
Il dissenso si trasforma, da espressione di legittimità democratica a forma di negazione della stessa democrazia. Ma l’altra democrazia, quella rappresentata dai tantissimi che manifestano, chi la considera, chi vede come sia trattata da quello che sempre di più diviene un pensiero unico dominante?
Forse, perché no?, bisognerebbe parlare con chi da settimane scende nelle strade, parlare ed ascoltare e capire tutto il malessere che vivono le persone che hanno sulle spalle proprio il futuro di questo Paese, ovvero la classe lavoratrice.
A Trieste nel corteo anche i portuali, e in vista del 15 ottobre, promettono il blocco del porto.
Il porto di Trieste è il decimo scalo portuale in Europa e la quasi totalità delle merci in transito riguarda le economie dell’area dell’Europa Centrale, tra cui, in particolare, Germania, Austria ed Ungheria.
Se il porto di Trieste si ferma, l’Italia ne risente poco ma l’Europa… molto.
I giochi diventano complicati e, forse, l’imposizione del Green Pass “all’italiana”, potrebbe, nei suoi effetti indesiderati, avere uno scarso gradimento nel mondo degli interessi e degli affari centro europei.
I portuali di Trieste potrebbero diventare proprio per il Governo Draghi una spina nel fianco?
Nel frattempo l’impressione è che nessun dialogo sia all’orizzonte mentre i NO GREENPASS diventano sempre più numerosi e la distinzione tra vaccinati e non vaccinati ancora più sottile.