Si riporta la lettera come ricevuta.
Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità” e vanno rispettate!
(de Il Grillo Scrivente)
Dal 15 al 17 febbraio scorsi si è tenuta a Rimini una fiera denominata “Beer & Food Attraction”. Il nome parla abbastanza chiaro. Se pensa che mi scandalizzi per la birra, in realtà non è questo il problema, bensì il fatto che all’interno di uno dei padiglioni c’era un allestimento che ricreava l’interno di una chiesa con (ovviamente finti) frati ad un bancone che servivano drink, e “avvenenti” (temo di poter immaginare la scena…) suore (ovviamente finte anch’esse), che offrivano la “comunione con aperitivo”: ostie finte.
La cosa ha scatenato polemiche (chissà come mai….) e ha fatto infuriare (direi…) la Diocesi di Rimini, la quale ha espresso, attraverso una nota ufficiale sull’iniziativa, “ferma deplorazione” e “rammarico” e ha parlato di strumentalizzazione di simboli religiosi a fini commerciali.
L’azienda lombarda Fusetti, ideatrice di questa “bella trovata” per pubblicizzare i suoi prodotti, è subita corsa ai ripari con un comunicato a sua volta, chiedendo scusa, spiegando che volevano solo suscitare ironia in linea col tema dell’aperitivo, e chiarendo che non hanno mai avuto volontà di mancare di rispetto.
Caro Blogger, innanzitutto mi verrebbe da chiedere all’azienda Fusetti “Ci sei o ci fai?”; perché mi perdoni, ma questi improvvisi rammarichi e “inginocchiate sui ceci”…..
Al di là di questo, le figure dei frati e delle suore molto spesso vengono usate con ironia, soprattutto in alcuni film; basta pensare agli abiti religiosi indossati a Carnevale; in questo mondo non è ancora vietata l’ironia. Però, caro Blogger, ci sono dei limiti…. Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità”; e vanno rispettate. Non puoi arrivare a fare ironia sul momento della comunione, perché allora tutto diventa solo una pagliacciata! Ci sono cose (vedi l’Inno, di cui Le parlavo nella mia ultima lettera) che non si possono “toccare”. Si chiama semplicemente “rispetto”.
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