Patriarcato? Si cerca di capire ma la confusione è tanta.

Si riporta la lettera come ricevuta.

Patriarcato? Si cerca di capire ma la confusione è tanta.

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

domenica scorsa 8 marzo scopro che a Milano è in corso (fino al 21 marzo) presso la Fabbrica del Vapore, “MUPA, il Museo del patriarcato”. Che in realtà non è un museo, bensì una mostra, organizzata dall’associazione Actionaid. “Dovevo” vedere di che cosa si trattava. Ma questa volta non per verificare di persona cose che mi son state dette, ma per capire (così speravo) dove, secondo quest’associazione, vige ancora in Italia il sistema patriarcale. Riassumiamo il concetto riportando poche righe dal sito ufficiale:

  • un tempo in cui il patriarcato è ormai solo una pagina di storia.
  • osservare con sguardo critico (mi permetto di aggiungere che questo va sempre benissimo) i comportamenti, le abitudini e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività marginalizzate per la propria identità di genere (se avessero spiegato quali sono queste soggettività marginalizzate…. Pazienza).
  • interrogarci sul valore che giochiamo nel mantenere, trasformare o sfidare le strutture di potere che ci circondano […] immaginare un futuro in cui la violenza di genere e il patriarcato siano davvero solo un ricordo del passato.

Allora, caro Blogger, prima di tutto, più che aprire parentesi qui nella mia lettera a Lei, dovrei mandare una mail all’associazione per chiedere anche: quali sono le strutture di potere; come fa una persona a mantenerle e trasformarle, e quale sarebbe il modo di sfidarle.
Per quanto riguarda la violenza, temo che purtroppo difficilmente potrà arrivare un giorno in cui gli uomini smetteranno di uccidere; o di fare furti. Quello che però mi sto chiedendo anch’io da tanto tempo è perché ci sono così tanti uomini che stanno riversando questa specie di “follia omicida” nei confronti di mogli, fidanzate, ex,… Solo che io non ci trovo la risposta nel patriarcato.

Ma la cosa che mi ha più creato…”sorpresa”, caro Blogger, è una foto esempio di quelle che si trovano nella mostra: il manichino di un uomo in slip e maglietta seduto su una poltrona con tre bottiglie (che ricordano quelle delle birre) vuote, e quello di una donna (con cuffie e microfono in testa) con un bastone tipo quello di uno strofinaccio o di una scopa, con il manichino di un bambino che la cinge ad una gamba. Commento questa foto con un’unica frase: chiedo scusa, caro Blogger, ma io vorrei capire in quante famiglie italiane possiamo ancora assistere ad una scena del genere.

A completamento del tutto, domenica scorsa i Media annunciavano gli scioperi di lunedì 9 marzo indetti in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle donne; così leggo che il sindacato FLC Cgil parla di “evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale, che si traduce in frequenti episodi di violenza e discriminazione delle donne”. Scusi sa, caro Blogger, ma mi sa che sono io che non riesco a capire, perché questa cultura misogina (“che odia le donne”) è così evidente che io non vedo altro che donne sulle copertine di tutti i giornali; serie tv “a destra e a manca” con donne al comando; donne mezze nude su Facebook che dicono oscenità; e una donna che ha appena co – condotto il festival più importante della nazione.
Quanto alla violenza, il problema è che questo paese sta attraversando un momento di mancanza di educazione e di rispetto, e un momento di rabbia raramente visti.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

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