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Il basso livello della politica USA raggiunge nuovi sorprendenti traguardi con Donald Trump.

Che il livello della politica e dei politici nel contesto globale sia basso è cosa ormai assodata! E gli USA, a parole sempre primi in tanti contesti, vogliono anche primeggiare nel mostrare le “capacità” strategiche dei loro leader.
Mentre in Ucraina si combatte una guerra che rende il popolo ucraino in particolare, e quello europeo in generale, vittime dei giochi di altri fatti altrove, a New York, lontano e protetto, nel lusso di un grande hotel, Donald Trump tiene un discorso ai finanziatori della sua campagna elettorale affermando che da Presidente “avrebbe bombardato Mosca e Pechino se la Russia avesse invaso l’Ucraina o la Cina avesse invaso Taiwan” (virgolettato fonte ANSA 29 maggio 2024).
Riesce difficile comprendere come la gestione delle crisi internazionali possa passare attraverso affermazioni di questo tipo che, di fatto, evidenziano anche una superficialità ed una scarsa considerazione degli elettori – cittadini di fronte a problemi di primaria importanza.
Se Biden ha abbondantemente dimostrato con i fatti il suo disastroso percorso strategico, l’aspetto disarmante è evidenziato dalla consapevolezza che l’unica alternativa è… Donald Trump!

La solita politica europea: chi sarà il nuovo Segretario Generale della NATO?

La confusione e le divisioni restano dominanti nel contesto europeo in generale e tra i componenti della NATO in particolare.

Al centro la questione della determinazione del candidato ufficiale all’incarico di nuovo Segretario Generale della NATO. Nonostante esista una convergenza verso Mark Rutte, voluto in particolare da Joe Biden, all’orizzonte le sorprese potrebbero non mancare.

Tutto si lega al risultato delle elezioni europee che già appare alquanto incerto.

Nel caso in cui la scelta di affidare nuovamente l’incarico di Presidente della Commissione Europea non dovesse andare nella direzione di Ursula von der Leyen, la stessa potrebbe ritrovarsi a capo proprio della NATO.

Ma le logiche della politica sono infinite e tutto può (o non può) essere, a meno che non lo decida… Washington.

La Slovacchia ha scelto: no alla linea politica di Ursula von der Leyen.

Dopo la vittoria di Robert Fico alle recenti elezioni legislative, la volontà dei cittadini slovacchi di dire NO alla linea politica di Ursula von der Leyen si conferma con le elezioni presidenziali: vince Peter Pellegrini, nuovo Presidente molto vicino al pensiero di Robert Fico.
E mentre la Slovacchia evidenzia come la UE degli ultimi cinque anni non abbia rappresentato gli interessi dei cittadini europei, Ursula von der Leyen definisce “amici di Putin” quei movimenti e partiti politici che vogliono un cambio di rotta nella gestione anche delle relazioni con la Russia.
Come emerso dall’ultimo Consiglio europeo ordinario, definito da molti come “Consiglio di guerra”, ad un percorso opportuno verso un costruttivo dialogo e verso un effettivo riavvicinamento alla Russia di Putin, in nome di un concreto e pragmatico interesse europeo in ambito energetico e, di conseguenza, produttivo e competitivo, si è preferito guardare all’autodistruttiva “economia di guerra”, gettando le basi per una difesa europea che poco si concilia con il concetto di “pace”.