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Si ripete la sfida Trump – Biden.

Dalle primarie, del Partito Repubblicano e del Partito Democratico, sono ormai certi risultati che portano al raggiungimento definitivo dei delegati necessari ad indicare i candidati ufficiali alle elezioni presidenziali USA 2024.
Donald Trump e Joe Biden, martedì 5 novembre, si affronteranno per la seconda volta nella sfida elettorale per la conquista della Casa Bianca.
Ma, a prescindere dallo show rappresentato dalle elezioni USA, dopo la disastrosa esperienza mostrata al mondo dall’amministrazione Biden, riuscirà Trump, nel caso di rielezione, a sostenere le spinte dei gruppi di interesse che hanno dettato la linea politica in questi anni?

Tensione diplomatica tra Repubblica Ceca e Slovacchia.

I due Stati, uniti nella Cecoslovacchia e divisi poi nel 1993, hanno mantenuto rapporti pacifici e collaborativi in molti settori, incluso quello della politica estera.
Ma con l’inizio della guerra in Ucraina le cose sono velocemente cambiate. La Slovacchia, con la recente vittoria di Robert Fico, guarda non solo all’Ungheria, ma anche alla Russia con la presa di posizione netta di contrarietà nel fornire armi all’Ucraina.
Al contrario la Repubblica Ceca vede protagonista la politica “anti Russia” di Petr Fiala che, seguendo maggiormente la linea di Macron, si pone in una posizione diametralmente opposta a quella della Slovacchia di Fico.
Intanto, il vertice di Governo tra i due Paesi, è stato sospeso.

La Svezia potrebbe diventare la base operativa per le forze armate USA.

Dopo l’entrata nella NATO un altro passo verso la limitazione della sovranità svedese: a maggio, il Rikesdag si riunirà per votare in merito all’approvazione dell’Accordo di Cooperazione per la Difesa (DCA ), già firmato dal Governo della Svezia.
Sulla base di tale documento, la Svezia si mette a disposizione delle forze armate degli USA fornendo basi ed infrastrutture logistiche oltre a non incidere, con la propria legislazione, sulle decisioni e sulla operabilità di azione delle forze statunitensi.
La Svezia, se l’accordo dovesse essere approvato, assieme alla Finlandia, alla Norvegia ed alla Danimarca, diverrebbe punto di partenza operativo in una Europa sempre più militarizzata, assoggettata e dipendente dalle strategie di Washington.
Per essere approvato, il DCA necessita della maggioranza qualificata dei voti favorevoli.
Il Gruppo di lavoro contro il DCA invita a respingere questo accordo.

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