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DATI DI TRAFFICO 2024: PIÙ DI 63 MLN DI TONNELLATE MOVIMENTATE NEI DUE PORTI DEL SISTEMA DELL’ADRIATICO ORIENTALE

Si riporta come ricevuto.

COMUNICATO STAMPA

DATI DI TRAFFICO 2024: PIÙ DI 63 MLN DI TONNELLATE MOVIMENTATE NEI DUE PORTI DEL SISTEMA DELL’ADRIATICO ORIENTALE

A TRIESTE CRESCONO I VOLUMI TOTALI (+7,14%)

TEU (-1,21%); RO-RO (-1,07%)

Torbianelli, il bilancio di fine anno: « Ci aspetta un 2025 impegnativo. Il sistema portuale e logistico nonostante la crisi, sta tenendo. »

Trieste, 31 gennaio 2025 – “Nonostante il contesto geopolitico internazionale, la crisi del Mar rosso e la recessione economica, il sistema portuale e logistico giuliano sta tenendo, grazie anche al lavoro degli operatori”. È quanto afferma il commissario straordinario dei porti di Trieste e Monfalcone Vittorio Torbianelli, commentando i dati di traffico di chiusura annuale.

Come preannunciato a novembre, il sistema dei porti di Trieste e Monfalcone archivia il 2024 con un segno positivo e più di 63.000.000 di tonnellate di merce movimentata.

Sulle banchine dello scalo giuliano i volumi totali dei 12 mesi hanno raggiunto quota 59.540.505 tonnellate (+7,14%). Risultato trainato principalmente dalle rinfuse liquide, driver della crescita generale con 41.261.754 tonnellate e un incremento a doppia cifra (+10,64%).

Il settore container, dopo un inizio molto problematico dovuto alla crisi del Mar Rosso, ha chiuso l’anno con una stabilità complessiva rispetto all’anno precedente (-1,21%), attestandosi su 841.867 TEU. Nell’insieme, i numeri sono addirittura in aumento se si considera il dato dei TEU pieni, 608.327 (+4,02%), mentre risultano in calo quelli vuoti, 233.540 (-12,65%).

Nel comparto RO-RO, i cui valori a fine anno tornano a crescere (+7,51% nel singolo mese di dicembre), le unità transitate sono state 295.386: numeri di poco inferiori a quelli del 2023 (-1,07%), mentre le toccate dell’autostrada del mare sono cresciute (+8,08%), anche grazie all’introduzione di nuove linee marittime, passando da 804 del 2023, a 869 nell’anno appena concluso.

Lieve aumento per le merci varie (+1,81%) e 18.157.699 tonnellate movimentate.

Forte rallentamento nel settore delle rinfuse solide (-72,72%) con 121.052 tonnellate, riconducibile alla caduta della sottocategoria prodotti metallurgici che non ha registrato traffico nel corso dell’anno. Da segnalare, viceversa, il balzo in avanti della sottocategoria cereali (75.331 tonnellate e +12,99%), indice del crescente interesse dimostrato dall’industria alimentare per il porto di Trieste.

Sul fronte ferroviario il sistema dello scalo giuliano ha movimentato complessivamente 11.147 treni (-9,94%). La perdita è stata causata in parte dai grandi lavori sulle reti (Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia), e dalle difficili condizioni meteo durante l’anno nel Centro Europa che hanno condizionato pesantemente tutta la circolazione ferroviaria. All’interno di questo quadro, si evidenzia però il buon andamento dei treni nell’Interporto di Cervignano (+17,44%).

Ottima la prova del traffico croceristico gestito dalla Trieste Terminal Passeggeri: (+8%) rispetto all’anno precedente, con un totale di oltre 500.000 crocieristi.

Per quanto riguarda Monfalcone, lo scalo che ha risentito maggiormente delle problematiche collegate al quadro geopolitico (conflitto russo-ucraino e Mar Rosso) e alla crisi del settore automobilistico, chiude il 2024 in perdita, registrando una movimentazione complessiva di 3.586.782 ( -6,34%).

Andando nel dettaglio, flessione per le rinfuse solide con 2.861.448 tonnellate (-5%), ma importante lo sprint dei cereali (+23,65%) e dei prodotti chimici (+34,45%). Decrescita nel settore delle merci varie (-11,43%) con 724.185 tonnellate movimentate e pesante contrazione per i veicoli commerciali (-20,57%) con 86.722 mezzi transitati, dovuta alla elevata tassazione presente ancora in Turchia ed alla riconversione delle linee produttive dello stabilimento Fiat di Bursa.

Anche a Portorosega rallentamento per il settore ferroviario (-2,53%), ma va considerato che i 1.848 treni totalizzati nel 2024, rappresentano il secondo miglior risultato degli ultimi anni.

Guardando invece al 2025 Torbianelli commenta: “Fare previsioni in questi tempi turbolenti lascia il tempo che trova, ma sappiamo già che i prossimi mesi saranno particolarmente impegnativi, principalmente per la crisi economica tedesca, l’atteso ridisegno di alcuni servizi marittimi, anche legati alle nuove alleanze, i lavori sulle linee ferroviarie del retroterra che implicheranno inevitabilmente dei rallentamenti. Nonostante questo, il grande lavoro e la crescita degli investimenti portati avanti da pubblico e privato ci da’ comunque fiducia e ottimismo”.

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IL PORTO DI TRIESTE RESISTE ALLA CRISI.

Si riporta il seguente comunicato come ricevuto:

COMUNICATO STAMPA

DATI DI TRAFFICO GENNAIO-NOVEMBRE 2024

IL PORTO DI TRIESTE RESISTE ALLA CRISI:

OLTRE 54 MLN DI TONNELLATE MOVIMENTATE (+6,42%)

Trieste, 23 dicembre 2024 – Non è ancora il momento per il bilancio definitivo del 2024 ma, ad un anno dall’inizio della crisi di Suez, i dati complessivi del porto di Trieste per i primi 11 mesi dell’anno mostrano un risultato di sostanziale tenuta: dal quadro d’assieme emergono alcuni incrementi, con numeri che lasciano ben sperare per un bilancio annuale soddisfacente. Si potrà avere riscontro con i valori consolidati a gennaio 2025, ma sin d’ora, considerato il contesto geopolitico estremamente problematico legato alla situazione di crisi del Mar Rosso e considerata la recessione economica che colpisce la Germania, la performance del sistema portuale può essere valutata in termini di positività.

Il periodo gennaio-novembre evidenzia, infatti, per lo scalo giuliano una crescita dei volumi totali (+6,42%), con 54.406.317 tonnellate movimentate rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. La virata al rialzo dei primi undici mesi è dovuta principalmente al settore energetico e vede indiscutibilmente sul podio il comparto delle rinfuse liquide, con 37.664.654 tonnellate (+9,74%).

Il settore potenzialmente più critico in relazione alla situazione del Mar Rosso, quello dei container, che nei primi mesi del 2024 aveva riportato importanti decrementi, ha dato prova di forza. I valori sono infatti quasi allineati con l’anno precedente (-1,12%) se guardiamo ai TEU movimentati che hanno raggiunto la soglia dei 770.323. I numeri sono addirittura in aumento se si considera il dato dei TEU pieni che sono stati 556.659 (+3,75%), mentre sono in calo quelli vuoti, 213.664 (-11,90%). Cresce inoltre il volume dei TEU trasbordati da nave a nave, 279.322 (+5,88%).

Passando al settore RO-RO, 270.444 sono state le unità transitate (-1,79%) in un quadro economico non positivo per alcune economie estere del retroterra industriale di tali traffici, anche se l’autostrada del mare vede aumentare le toccate (+7,22%) che passano a 787 rispetto alle 734 del 2023, in parte grazie all’introduzione di nuove linee.

Importante riduzione delle rinfuse solide (-72,64%) dovuta alla sostanziale assenza di traffici del sistema siderurgico triestino. In controtendenza va segnalato invece l’incremento della sottocategoria cereali (+5,69%), collegata ad una costante attenzione da parte dell’industria alimentare insediata sul territorio della zona industriale verso le opportunità offerte dallo scalo giuliano.

Per quanto riguarda la movimentazione ferroviaria, 7.261 sono stati i treni operati a Trieste (-12,47%) in un periodo in cui diversi cantieri ferroviari sulle linee nel retroterra internazionale hanno reso più difficile mantenere la qualità dei servizi. A fronte di tale risultato complessivo negativo, vanno evidenziati non solo i risultati positivi del Molo VI e del Terminal Cereali, ma allargando lo sguardo al network intermodale del sistema, anche i valori dell’Interporto di Cervignano che mette a segno una crescita a doppia cifra (+19,96%) con 1.166 treni.

Notevole la performance del traffico croceristico della Trieste Terminal Passeggeri che supera i 500.000 crocieristi, con una crescita rispetto al 2023 che sfiora il 9%.

Passando al porto di Monfalcone, si conferma la maggiore esposizione di tale scalo alle problematiche collegate al quadro geopolitico (Ucraina e Mar Rosso), così come al momento critico del settore automobilistico. Nel periodo gennaio-novembre i volumi totali si attestano su 3.280.590 tonnellate movimentate (-8,23%): un trend negativo che già nel singolo mese di novembre presenta incoraggianti segnali di ripresa, sia sul tonnellaggio complessivo rispetto al singolo mese dell’anno precedente(+40,24%), sia, a cascata, sulle principali categorie.

Flessione per le rinfuse solide nei primi 11 mesi rispetto al 2023 con 2.605.113 tonnellate (-7,53%) mentre in forte espansione l’andamento delle sottocategorie cereali (+59,08%) e prodotti chimici (+34,45%). Decremento per le merci varie (-10,98%) con 674.328 tonnellate movimentate e pesante contrazione per i veicoli commerciali (-26,09%), con 75.718 mezzi transitati.

Leggero rallentamento per il settore ferroviario (-5,01%), ma i 1.705 treni manovrati sulle banchine di Portorosega permettono di mettere a segno il secondo miglior risultato degli ultimi anni.

Per il commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale Vittorio Torbianelli si tratta di “Un’annata che si sta chiudendo complessivamente in modo positivo, proprio in considerazione del fatto che il risultato si è realizzato in uno scenario geopolitico ed economico problematico. I nuovi servizi Ro-Ro partiti negli ultimi mesi sono un segnale di buon auspicio, come gli indicatori sul lavoro in banchina, in particolare per quel che concerne l’Agenzia del Lavoro Portuale di Trieste, che ha visto una crescita delle giornate-uomo lavorate rispetto al 2023, con un aumento medio di circa 200 giornate a mese. A gennaio 2025 avremo i dati definitivi del 2024 e rifletteremo sulle sfide del nuovo anno; per ora ringraziamo intanto tutti i lavoratori che in ogni tipo di mansione hanno contribuito con lo sforzo quotidiano a questo risultato”.

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