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Trieste scende di nuovo in piazza per dire NO al GREEN PASS.

(di Biagio Mannino)

Sono passate solo poche ore e, per la seconda volta in una settimana, migliaia di persone di nuovo per le vie del centro gridando NO GREEN PASS.
Tantissimi e ancora di più, e come la volta scorsa di tutte le età, molte famiglie con i loro bambini, e ancora non vaccinati con sempre più vaccinati assieme.
Il Green Pass non lo vogliono!
Uniti si sono fatti sentire e sfilano per le vie del centro con slogan e cartelli: la loro voce, il loro diritto di esprimere anche il loro pensiero, la loro critica, il loro dissenso, essere ascoltati, essere democrazia e non solo una parola nel dizionario.
Il primo comma dell’art. 1 della Costituzione Italiana recita “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”. Ma il Green Pass garantisce il lavoro? Rappresenta il pilastro trainante della democrazia? Impedisce o no ai cittadini di poter esercitare il loro diritto a lavorare, a lavorare serenamente, per garantire una vita quanto meno degna anche ai loro figli?
Mentre Confindustria applaude Draghi, Trieste scende in piazza e non applaude affatto.
Il Governo, nel frattempo, continua a far finta di non vedere…

L’urlo di migliaia di Triestini scesi in piazza: NO GREEN PASS!

(di Biagio Mannino)

Questa sera, a Trieste, sono scesi per le vie del centro, migliaia di Triestini. Persone di tutte le età, giovani ed anziani, famiglie e bambini, ma soprattutto, non vaccinati e tanti vaccinati assieme! Come detto, bisogna sottolinearlo, migliaia di persone che, da Piazza della Borsa, hanno sfilato lungo Corso Italia, Piazza Goldoni, via Carducci fino ad arrivare, con un lungo tragitto, in via Fabio Severo davanti alla RAI, per poi andare in piazza Oberdann di fronte alla sede del Consiglio Regionale e poi proseguire.
Uniti al grido di “NO GREEN PASS”! Una misura che non piace ai cittadini e che sempre di più ne denota gli aspetti illiberali. Un segnale questo di come non si voglia questa misura che limita la democrazia, la libertà, diritto fondamentale di tutti i cittadini italiani!
Quando il governo smetterà di far finta di non vedere?

Natale 2020? La grande tristezza…

Natale 2020? La grande tristezza…

(di Biagio Mannino)
Natale 2020? Non facciamoci illusioni. Sarà denso di ansia e preoccupazioni.
Questo è un anno che resterà oggetto, per gli storici del futuro, di grande curiosità e meraviglia, di stupore ed incredulità. Per coloro i quali studieranno quanto è accaduto, quanto si è fatto, quanto si è scelto di fare e quanto tutto questo ha lasciato, sarà un percorso che li porterà dalla fantasia alla consapevolezza.
Si chiederanno, gli storici del futuro, come sia stato possibile chiudere in casa gli abitanti dell’intero pianeta. Come sia stato possibile far andare in tilt l’intero sistema globale dell’economia. Come sia stato possibile creare un malessere sociale di così vasta proporzione.
Dagli Stati Uniti all’Europa, dall’Indonesia all’India e così ovunque, in una crisi che assume dei connotati che rasentano l’incredibile.
Tutto perché ci si è fermati, insieme. Tutto perché, di fronte all’epidemia, si è ritenuta valida la soluzione più semplice.
Se un’epidemia si trasmette di uomo in uomo, basta separare l’uomo dall’uomo e, così, prima tutti a casa, poi il distanziamento, poi le limitazioni, poi le chiusure, poi di tutto un po’.
Nel frattempo, accettando questo in nome della salute, si è perso di vista il risultato del così detto fuoco amico. Quelle vittime che, a causa delle scelte prese per tutelare la salute, sono cadute in nome di quelle scelte stesse.
E negli ospedali come in tutto il mondo del lavoro, altri vivono il dramma di ciò che questa situazione sta provocando.
Chiudere? Allora disoccupazione!
Non c’è futuro per coloro i quali hanno piccoli lavori e che dipendono più che mai dalla vita comune, sociale.
Piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, i loro pochi dipendenti, le loro famiglie… tutti in crisi.
Ma il problema è che non si giunge a questa situazione da una condizione di benessere.
La società, prima, prima del Corona virus, era già in crisi ed ora, è nel dramma.
Chi aveva difficoltà prima adesso le vede moltiplicate. Chi cercava disperatamente un lavoro prima, adesso non sa dove sbattere la testa.
Si diceva che gli italiani, per rimediare al loro debito pubblico, avrebbero dovuto attingere al vasto patrimonio privato.
Oggi questo accade perché, per far fronte all’emergenza, si attinge ai risparmi per andare avanti.
E chi non li ha…?
Limitare adesso per passare un Natale sereno: in che senso sereno?
Correndo a fare acquisti e tanti bei regalini da mettere sotto l’alberello? Con lucine colorate e musichette sdolcinate?
Certo, il Natale, quello commerciale, non quello religioso, aiuta i consumi e, quindi, l’economia. Ma, se la gente lavora sempre meno, dove li prende i soldi per quei bei regalini?
Teatri, cinema, associazioni… chiudere! La cultura? Non serve! Ma c’è un mondo dietro a queste attività, che vive e che rende vivi.
Tutto è strano, tutto è surreale, tutti hanno la soluzione al problema e contano i contagi, esprimono formule matematiche, mostrano grafici e parlano tanto ma, nel frattempo, la gente si impoverisce sempre di più e la malattia non preoccupa come l’angoscia della miseria.