Una storia di tante piccole storie.

 

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Trieste, 17 ottobre 2018 ore 11.00. Alcuni risparmiatori delle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli si ritrovano in via delle Torri per ricordare le vicende che li hanno colpiti assieme ad altre 17000 persone. Un anniversario per non dimenticare quel 17 ottobre 2014 quando trovarono le casse delle Coop chiuse e per loro iniziava un percorso difficile. (foto BM 2018)

(di Biagio Mannino)

Era il 17 ottobre 2014 quando, migliaia di persone, quel giorno, si trovarono di fronte ad una brutta, anzi, una bruttissima sorpresa: le casse delle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli non distribuivano più il denaro. Erano sostanzialmente chiuse.
Iniziava così per ben 17000 piccoli risparmiatori un percorso difficile, drammatico sotto molti punti di vista, ricco solo di angosce, ricco solo di ansie e preoccupazioni.
Era proprio quel risparmio, quel piccolo risparmio ad essere messo a rischio in un periodo in cui ci si trovava in piena crisi sia economica che finanziaria dove era l’incertezza a dominare e dove ancora non ci si riusciva ad orientare nel turbine provocato dalla crisi del vicino 2008.
Sì, era quel risparmio di migliaia di famiglie, di persone che vedevano nelle Cooperative il punto di sicurezza, l’approdo, la realtà territoriale che solo e solo quella dava piena fiducia.
Quattro anni sono passati e, per chi non ha vissuto quelle vicende, appaiono come lontani e il ricordo delle cronache di allora si assottiglia sempre di più.
Ma ben diverso, al contrario, è il senso di sconcerto per chi ha attraversato quell’esperienza e che, invece, non dimentica affatto né ciò che accadde, né le conseguenze, anzi, potremmo dire, le “ferite” riportate.
Qualche giorno fa sono stato contattato da tre persone che mi dicono “Vogliamo che la memoria di quanto successo sia mantenuta”.
Mantenere la memoria di una storia fatta di tante piccole storie perché poi, in definitiva, di questo si tratta.
I soldi divengono sempre più fondamentali per chi ne ha pochi o pochissimi, per chi in quelle piccole cifre trova una sorta di rifugio più psicologico che altro, per far fronte agli imprevisti che si mostrano sempre pronti ad infierire vedendo nei più deboli le loro prede preferite.
Tante storie di persone di tutti i tipi: donne, uomini, pensionati, tanti, anzi, tantissimi, madri sole che sostengono figli disoccupati, altri con malattie, altri ancora mossi da fiducia per tutto ciò che rappresenta il territorio il cui legame per i triestini è, o, forse, era, molto forte.
La voce di tanti, tantissimi della loro quotidianità fatta di bollette da pagare, affitti, mutui, dal correre a fare la spesa, dal rinunciare spesso a compere ritenute superflue per alcuni ma fondamentali per altri, una vita di famiglie alla ricerca di barcamenarsi tra pensioni basse e costi della vita in aumento, tra l’acquisto di libri per i figli che nell’università vedono una prospettiva e esigenze che non possono essere soddisfatte.
Insomma, la voce della gente che non vive nell’illusione dei prodotti televisivi ma in una concreta e tangibile realtà.
Quel giorno inizia tutto o… finisce qualcosa…
Persone sconcertate, alcuni apprendono la notizia dalla stampa, altri passando per via Giacinto Gallina, altri ricevono telefonate, altri ancora per passaparola…
“E adesso? Che faccio?” la domanda più frequente nella confusione generale “E i miei soldi?” si chiedevano tutti.
Una sorta di panico collettivo perché, come detto, erano ben 17000 i piccoli risparmiatori coinvolti.
Non si può non tenere conto che una parte consistente di questi erano anziani inesperti nel muoversi nei contesti burocratici ma, non solo, anche del mondo dei conti correnti e di internet.
Si racconta di scene in occasione delle assemblee pubbliche di persone completamente disorientate, altre con evidenti problemi di salute e acciacchi legati anche all’età che, accompagnati, si perdevano nelle spiegazioni tecniche.
“Tutti commercialisti” mi viene spiegato. Andare e sapere cosa fare.
Ma così non è e così non è per molti che si trovano nell’incapacità oggettiva di valutare al meglio cosa fare.
Storie di tante persone che, dopo quattro anni sono riuscite ad avere una parte dei loro soldi, il 76% ma che hanno vissuto uno stress che non verrà ripagato da nessuno.
Molti sono morti e anche questo rattrista proprio perché nei loro ultimi momenti hanno vissuto quell’esperienza.
Ricordare diviene fondamentale: non solo i grandi eventi, le ricorrenze nel bene o nel male. Ricordare anche quei fatti che, per la gente, quella gente che vive la vita, hanno rappresentato un vero e proprio dramma. Ricordare per ricordarli.
Questa è solo una storia, una breve storia, una storia fatta di tante piccole storie…

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Articolo tratto da Vita Nuova – 12 ottobre 2018.

Ascolta, nella sezione RADIO,  la trasmissione Grandangolo del 16 ottobre 2018 dedicata all’argomento andata in onda su Radio Nuova Trieste.

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NOTA: le immagini in questo posto sono tratte dall’archivio Biagio Mannino.

Il teatro dialettale de L’Armonia trova spazio anche a Staranzano.

Compagnia de L'ARMONIA_foto repertorioComunicato:

Continua la consolidata collaborazione tra L’ARMONIA – Associazione tra le Compagnie Teatrali Triestine (F.I.T.A.) con il Circolo ACLI – US ACLI “Mons. Francesco Plet”, la Pro Loco di Staranzano ai quali si uniscono la MACC Mutua di Assistenza del Credito Cooperativo prezioso partner dell’iniziativa che si svolge anche con il Patrocinio del Comune di Staranzano, che presentano STAR A TEATRO – Stagione Teatrale 2018-2019 presso il Teatro Parrocchiale SAN PIO X di Staranzano (Via De Amicis 10), composta dalla Rassegna “A TEATRO CON L’ARMONIA” e la Rassegna “NON SOLO L’ARMONIA”.

Per la Rassegna “A TEATRO CON L’ARMONIA” un ricco Cartellone di 13 commedie, quasi tutte in dialetto triestino e prevalentemente brillanti e divertenti (dal 14 ottobre 2018 al 7 aprile 2019) tutte programmate la domenica pomeriggio alle ore 16.00, l’occasione per dare al pubblico del vasto territorio del Mandamento, una vera e propria Stagione del Teatro Amatoriale che vedrà protagoniste le Compagnie teatrali de L’ARMONIA più alcuni Gruppi ospiti proprio dalla provincia di Gorizia, tutti affiliati alla F.I.T.A. – U.I.L.T FVG che sostiene e patrocina la Rassegna anche con fondi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Progetto: L’ARMONIA TEATRO AMATORIALE.

L’opportunità di uscire dalla provincia di Trieste per organizzare in proprio una rassegna teatrale conferma sempre più la volontà de L’ARMONIA di essere sempre presente sul territorio regionale anche grazie al Progetto L’ARMONIA TEATRO AMATORIALE. Ogni anno viene presentata una selezione dalla “STAGIONE DEL TEATRO IN DIALETTO TRIESTINO” che possa rappresentare un “excursus” fra temi, tradizioni, storia e dialetto del territorio triestino.
Lo stimolo principale per far proseguire negli anni questa attività organizzativa in provincia di Gorizia è stato l’ottimo consenso di pubblico che numeroso segue gli spettacoli.

Confermate tariffe dei biglietti d’ingresso: INTERO € 8,00 e RIDOTTO riservato ai Circoli ACLI, Pro Loco e MACC partner dell’iniziativa € 7,00 a commedia, RIDOTTO GIOVANISSIMI € 5,00 fino ai 14 anni per invogliare anche il pubblico delle famiglie e dei bambini/ragazzi a venire a scoprire il mondo del Teatro. Novità da quest’anno presso ACLI, MACC e PRO LOCO tessera “Teatro Club” per i soci, per assistere agli spettacoli de L’ARMONIA con posto fisso prenotato in teatro e biglietto ridotto.
Ultimi appuntamenti per sottoscrivere la tessera: giovedì 11 ottobre dalle 17.30 alle 18.30, domenica 7 e 14, dalle 9.30 alle 11.00 presso l’atrio della Sala San Pio X.

Per la Rassegna “NON SOLO L’ARMONIA” si vogliono proporre iniziative storiche e ricorrenti che da anni trovano accoglienza presso la Sala San Pio X, da quest’anno inserite in unico calendario di appuntamenti. La continuità della Stagione propone sempre gli appuntamenti per la domenica pomeriggio alle ore 16.00.
Alcuni eventi promossi vogliono riproporre un teatro per giovani, con protagonisti i giovani stessi, promuovendo i prodotti di laboratori teatrali che si svolgono presso la Sala San Pio X da parte del Circolo e con ospiti invitati.
Durante il periodo natalizio si ospiteranno le iniziative promosse e sostenute dall’Amministrazione Comunale di Staranzano, così come per i festeggiamenti della giornata internazionale del teatro del 27 marzo.

A TEATRO CON L’ARMONIA
Si inizierà domenica 14 ottobre 2018 con una commedia brillante in dialetto bisiaco presentata dal Gruppo Teatrale Amatoriale BRANDL – U.I.L.T. (Turriaco – GO) “LA ZENA DE LE INSEMPIADE” libero
adattamento di Silvia Portelli e Fulvia Cristin de “La cena dei cretini” di Francis Veber, regia di Enrico Cavallero;
domenica 21 ottobre la COMPAGNIA DE L’ARMONIA – F.I.T.A. (Trieste) metterà in scena “STUPENDO!” regia di Riccardo Fortuna;
domenica 18 novembre sempre alle ore 16 il Gruppo Teatrale IL GABBIANO – F.I.T.A. (Trieste) con “INTRIGO” da “Giallo Canarino” di Mario Pozzoli, adattamento in dialetto triestino e regia di Riccardo Fortuna;
domenica 25 novembre il Gruppo PROPOSTE TEATRALI (Trieste) con la commedia brillante “IN BONA COMPAGNIA” testo e regia di Alessandra Privileggi;
Da domenica 20 gennaio 2019 sempre ore 16, riprenderanno gli appuntamenti organizzati e promossi da L’ARMONIA la Compagnia QUEI DE SCALA SANTA – F.I.T.A. (Trieste) con la commedia “TUTTE PER UNA, UNO PER TUTTE” testo e regia di Sabrina Gregori;
domenica 3 febbraio la Compagnia EX ALLIEVI DEL TOTI – F.I.T.A. (Trieste) con “VIVA L’A… CHE NUMERI!” da “La fortuna si diverte” di Athos Setti, adattamento in dialetto triestino di Roberto Tramontini, regia di Paolo Dalfovo;
domenica 10 febbraio L’ARMONIA PER I BAMBINI – biglietto speciale a € 4,00: la Compagnia BANDABLANDA – F.I.T.A. (Trieste) con “NO STE VERZER QUELA PORTA” spettacolo musicale per bambini, testo di Gianfranco Pacco, regia di Alenka Devetta e Gianfranco Pacco;
domenica 17 febbraio in scena “LA SAGRA DEI ZIMISI” farsa dialettale in due atti di Lino Monaco, regia di Bruna Brosolo e Lino Monaco con la Compagnia Teatrale I ZERCANOME – F.I.T.A. (Trieste);
domenica 24 febbraio sarà ospite de L’ARMONIA il GRUPPO TEATRO ROTONDO – U.I.L.T. (Trieste) con con la commedia in lingua italiana “ROSE ROSSE PER…” di Massimo Meneghini, regia di Riccardo Fortuna;

domenica 10 marzo la Compagnia Teatrale TUTTOFABRODUEI con “OSCAR” da “Oscar” di Claude Magnier, traduzione di Mariella Fenoglio, adattamento in dialetto triestino di Laura Vicenzotti e Stefano Volo, regia di Stefano Volo;
domenica 17 marzo, sempre ore 16, “TRIESTE E LA SUA STORIA, 2000 anni de scuro e de gloria’” del Gruppo Teatrale AMICI DI SAN GIOVANNI – F.I.T.A. (Trieste) con Ruggero Zannier;
domenica 31 marzo la COMPAGNIA DEI GIOVANI – F.I.T.A. (Trieste) con la commedia “VOIA DE LAVORAR, SALTIME ‘DOSSO” di Agostino Tommasi, regia di Julian Sgherla e Agostino Tommasi;
domenica 7 aprile ultimo appuntamento del ricco cartellone ritorna la Compagnia Teatrale BANDABLANDA – F.I.T.A. (Trieste) con la commedia “TIC (A passi pici… col sorriso)” testo e regia di Gianfranco Pacco.

Informazioni e notizie sul sito http://www.teatroarmonia.it e sulla pagina facebook L’Armonia Teatro.
NON SOLO L’ARMONIA
Domenica 4 novembre, alle ore 16.00, il gruppo teatrale giovanile I Tubi Innocenti (parrocchia del Duomo di Gorizia) metteranno in scena un musical, “IL PRINCIPE D’EGITTO”, ispirato all’omonimo film della Dreamworks. Ingresso ad offerta libera.
Domenica 11 novembre, sempre ore 16.00, i giovani del gruppo DALLE STALLE ALLE STELLE del Circolo ACLI – US ACLI “Mons. F. Plet” di Staranzano, propongono la commedia “DOLCI, BARUFFE E FANTASMI”, testo e regia di Silvia Viezzi. Ingresso ad offerta libera.
Domenica 27 gennaio, alle ore 18.00, l’Associazione Culturale APERTAMENTE vuole celebrare la GIORNATA DELLA MEMORIA con un evento a presso la Sala San Pio X.
Domenica 3 marzo, alle ore 16.00, la compagnia teatrale OGGI, DOMANI E SEMPRE… di Monfalcone, proporrà la nuova commedia inedita scritta, sceneggiata e diretta da Claudio Gardenal.
Domenica 14 aprile, ultimo appuntamento alle ore 16.00, per prendere parte allo SPETTACOLO DEL LABORATORIO TEATRALE PRIMAVERILE per ragazzi promosso dai giovanissimi del gruppo DALLE STALLE ALLE STELLE del Circolo ACLI – US ACLI “Mons. F. Plet” di Staranzano. Testo e regia di Silvia Viezzi. Ingresso ad offerta libera.

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NOTA: il comunicato e le immagini in questo post sono state fornite dall’Associazione L’Armonia.

Trieste, 18 settembre 1938.

1(di Biagio Mannino)

Era gremita quel giorno, fino all’incredibile, quella piazza che, pochi anni prima, si chiamava piazza Grande.
L’attuale piazza Unità d’Italia venne addirittura modificata nel suo assetto estetico divenendo nera per l’asfalto al fine esclusivo di accogliere lui, il Duce, Benito Mussolini che, con tutti i più noti gerarchi del fascismo, decise che proprio a Trieste dovessero essere presentate quelle leggi. Sì, quelle leggi che avrebbero dato il via all’essenza razzista del regime.
200 mila persone tra la piazza e le vie limitrofe, sulle rive, ovunque per Mussolini che, dal balcone del Comune, tenne il suo discorso, quel discorso.
Non una scelta a caso: doveva essere Trieste il luogo con la “L” maiuscola ideale per la proclamazione di quelle leggi destinate a macchiare la storia e, di conseguenza, Trieste.
“L’italianissima” città era nella sua natura multi etnica, multi religiosa e multi culturale e, proprio da qui, doveva nascere quel percorso di purificazione della razza italica.
La Trieste di tutti i popoli europei diveniva lo scenario adatto dell’Europa degli anni ‘30, quella di Hittler e, appunto, Mussolini.
Inizia un percorso che proprio da quel 18 settembre, dava il via ad un impressionante declino fino alla violenza estrema della guerra e di tutte le terribili persecuzioni.
Anche il Re diviene protagonista del disastro, protagonista anche lui, Vittorio Emanuele III che nulla fece, pur potendolo, per impedirne il grave passo e firmando le stesse leggi poneva fine alla dinastia dei Savoia.
18 settembre 1938 – 18 settembre 2018. sono passati 80 anni dalla proclamazione delle leggi razziali. Un percorso tra luglio e novembre di quell’anno che, poi, si tradusse in una serie di decreti convertiti in leggi in cui gli ebrei venivano esclusi dalla vita attiva dell’Italia: dai loro incarichi e lavori negli enti pubblici, ma anche in tutti quegli enti privati di rilevanza economica e finanziaria come banche ed assicurazioni. Venivano privati di beni immobili e patrimoni mobiliari oltre ad essere colpiti anche nella vita affettiva, personale e privata, con il divieto di matrimonio con cittadini / e italiani.
Inevitabilmente molti dovettero lasciare l’Italia e la dicitura “di razza ebraica” appariva in appositi elenchi.
A 80 anni di distanza, quanto accadde quel giorno, si rivela fondamentale nel ricordarlo non solo perché doveroso, ma anche perché esperienze di quel tipo devono, o dovrebbero servire ad esempio poiché la storia non si ripeta e così gli errori dei suoi protagonisti.
Eppure parole come queste, scritte, appaiono scontate ma, in un modo o nell’altro, la storia si rivela come essere una maestra di vita molto poco ascoltata.
Non mancano oggi le polemiche ed appaiono quanto mai inopportune di fronte alle giuste attenzioni portate nel ricordo di quell’evento. L’atto del ricordare, che non ha e non deve avere colori politici, deve essere accettato da tutti per ciò che quel giorno fu, poiché ha rappresentato un crimine verso l’umanità tutta.

I CONTENUTI DELLA LEGGE:

il divieto di matrimonio tra ebrei ed italiani
divieto per gli ebrei di avere dipendenti di razza ariana
divieto di accesso a qualsiasi attività lavorativa presso enti pubblici o privati ad interesse pubblico come banche ed assicurazioni
divieto di trasferimento nel territorio italiano per ebrei stranieri
divieto di esercitare il ruolo di tutore di minori
per quegli ebrei che avevano acquisito la cittadinanza italiana dopo il 1919 questa veniva a decadere
alle scuole pubbliche era fatto divieto di utilizzare testi di studio ai quali avesse partecipato alla stesura un ebreo
divieto di essere proprietari di terreni o di fabbricati superiori a determinati parametri
il divieto di svolgere il servizio militare
divieto di essere titolari di aziende dichiarate di interesse per la difesa nazionale
tutte le professioni intellettuali e, in particolare, quelle di notaio e giornalista, erano interdette agli ebrei
i ragazzi di origine ebraica erano interdetti dal frequentare la scuola pubblica
Obbligo di annotazione dello stato di razza ebraica nei registri dello stato civile valido per tutti gli ebrei.

UNA NOTA DI MUSICA IN UN PERIODO OSCURO: YOUKALI .

L’Europa degli anni ‘30 è alla ricerca di un rifugio dal buio che la caratterizza.
Nel 1934n Adolf Hitler assume il potere assoluto in Germania e nel 1935 vengono approvate le leggi razziali tedesche.
Nel 1934 la notte dei lunghi coltelli e nel 1939 la Notte dei Cristalli…

Un luogo ideale dove rifugiarsi è Youkali, il posto dove scappare da tutto quello che accade.
Youkali: testo scritto dal francese Roger Fernay nel 1935 su musica di Kurt Weill ma modificata poiché Kurt Weill la scrisse per l’adattamento teatrale del romanzo “Marie Galante” del 1931 di Jaques Deval.
Era un tango che con quell’adattamento a Youkali, assunse subito un valore ed un significato profondo. La ricerca di un mondo diverso “L’isola che non c’è” la terra desiderata e diversa dalla realtà.

ascolta Youkali interpretata da Shara Worden:

spotNOTA: il video in questo post è stato tratto da www. YouTube. it-

…il blog di Biagio Mannino

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