VIDEO: Pierluigi Sabatti e l’Italia, la UE, il Mondo nell’epoca del Corona Virus.

VIDEO: Pierluigi Sabatti e l’Italia, la UE, il Mondo nell’epoca del Corona Virus.

VideoVento n.5:

Oggi a VideoVento: Pierluigi Sabatti, Presidente del Circolo della Stampa di Trieste, esprime la sua opinione sull’Italia, sull’Unione Europea e sul Mondo nell’epoca del Corona Virus.

spot

 

VIDEO;Il futuro delle Liberetà ed il Kenya nell’epoca del Corona Virus.

VideoVento n.4.

Oggi a VideoVento: ospite della chiacchierata è Sebastiano Truglio, Direttore dell’Università delle Liberetà Auser di Trieste e Presidente di Urafiki Center Kotengelaa di Trieste.
Quali le scelte di impostazione delle attività dell’importante struttura formativa a seguito della chiusura a causa del Corona Virus e alcune osservazioni sulla situazione in Kenya. Sono questi gli argomenti trattati nella puntata di oggi.

spot

VIDEO: Donald Trump e il Corona Virus.

VideoVento n.3.

Argomento della puntata di oggi: Donald Trump alle prese con la potenziale emergenza Corona Virus negli USA. Un’epidemia che rischia di mettere a dura prova il sistema sanitario americano che, a detta di molti, non è attrezzato ad affrontare una situazione di questo tipo.
Donald Trump si trova nella duplice veste di Presidente e di candidato alle elezioni di novembre e, questa vicenda, rischia di favorire chi, tra Sanders e Biden, sarà il suo avversario.

spot

VIDEO: la poesia al tempo del Corona Virus. Dialogo con Anna Piccioni.

VideoVento: la poesia al tempo del Corona Virus.
Continua la sperimentazione de Il vento di nord est in VIDEO.Tante sono state le segnalazioni di gradimento, le opinioni, i suggerimenti ed allora… avanti così!
Questa sera avremo un’ospite con la quale dialogherò di poesia. Infatti l’importanza di questo genere di arte, oggi più che mai, diviene di aiuto nell’affrontare le preoccupazioni portate da questa disavventura collettiva, il Corona Virus e, in qualche modo, ci aiuta a superare il disagio dell’isolamento che, chi più chi meno, si trova a vivere.
Anna Piccioni è un’amica de Il vento di nord est, attiva nel contesto sia sociale che politico di Trieste. Professoressa di lettere è stata anche Consigliera Regionale e componente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Muggia. Viaggiatrice, scrittrice e tanto altro, i suoi interessi sono molteplici e la curiosità la rende una grande osservatrice delle cose nel loro divenire. Una delle persone più adatte per poter parlare di poesia al tempo del Corona Virus.
spot

Corona Virus: Italia 1 – Europa 0.

bandiere2Corona Virus: Italia 1 – Europa 0.
(di Biagio Mannino))
Continua l’esperienza “Io resto a casa”. Da lunedì 9 marzo, quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte comunicava le prime dure restrizioni, gli italiani si trovano a condurre una vita molto limitata.
La necessità di far uso di queste difficili misure si unisce anche all’urgenza di applicarle per ottenere, nel minor tempo possibile, degli oggettivi risultati di miglioramento della situazione.
In gioco c’è tutto: da quel fondamentale diritto alla salute, così profondamente voluto dai Padri Costituenti nel 1946, alla tenuta dell’intero Sistema Italia, in tutti i suoi elementi, produttivi, economici, finanziari, sociali.
Una sfida enorme che vede, al momento, il popolo italiano trovare un’unione nella direzione espressa da un Governo che, solo poche settimane fa, si trovava ad affrontare altri problemi, sì importanti, ma non gravi come quello rappresentato dall’epidemia di Corona Virus.
Nessuno immaginava di provare quanto in questo momento 60 milioni di italiani vivono.
Restare a casa, confinati ed isolati, dove le abitudini sono state completamente travolte, dove il contatto umano appare quanto mai lontano.
E tutto questo per un tempo che, al momento, sembra non essere quantificabile.
Rinunciare al fine di non dover rinunciare ancora di più.
Gli italiani stanno dimostrando un grande carattere, un senso di disciplina sempre messo in discussione ma che, in questo caso, diviene addirittura esemplare per chi si troverà ad attraversare a breve la stessa situazione.
Non mancano le iniziative legate anche alla buona fantasia che porta a sdrammatizzare ed a cogliere il meglio, per quanto possibile.
Mentre le strade sono vuote come mai lo sono state, mentre tutte le attività di svago, di ritrovo, di socializzazione, sono chiuse, mentre gli autobus viaggiano vuoti, dalle finestre delle case, qualcuno si improvvisa cantante, qualcun altro musicista e il tempo passa in una gelida, ma fortemente voluta, allegria.
“Andrà tutto bene” è la frase che gira adesso nei social, in WhatsApp, in Facebook, in Twitter e ovunque, a ribadire la ferma intenzione di un popolo intero ad essere collaborativo per raggiungere il risultato.
Nella difficoltà si vedono le doti migliori e le intenzioni si uniscono alle capacità di tutti, piccole e grandi che siano.
Insomma l’immagine è proprio quella di un popolo serio e determinato che ha messo da parte i litigi e che, in questo momento, segue le indicazioni di chi governa.
Lo dicono i sondaggi dove, attualmente, due italiani su tre, sono favorevoli all’operato del Governo.
Non si può dire altrettanto per l’Unione Europea che, nuovamente, sembra perdere l’occasione per dare un senso di appartenenza e di popolo proprio ai suoi cittadini.
Gli Stati membri cercano di affrontare la drammatica situazione a modo proprio, in contatto, scambiandosi informazioni ed esperienze ma, quella struttura unica, la UE, sembra essere smarrita e disorientata, incapace, nuovamente a reagire alle concrete emergenze , mettendo sempre più in evidenza le mancanze della sua realtà, mettendo in discussione le proprie ambizioni di aspirante Stato.
Un vero peccato perché, mentre l’Italia si ritrova, l’Europa si perde.
spot
NOTA: l’immagine “bandiere” in questo post è tratta do google immagini.

Da oggi Il vento di nord est diventa anche video.

Da oggi Il vento di nord est diventa anche video.
Da oggi incominciaia, in fase sperimentale, una edizione di video di approfondimento secondo lo stile de Il vento di nord est.
Analisi e valutazioni su quanto accade intorno a noi, con un’attenzione particolare agli aspetti della geopolitica. L’intenzione è quella di far sì che questi appuntamenti diventino una costante del blog, con anche interviste ed altro ancora. Tutto dipenderà, in questa prima fase iniziale, anche dal gradimento dei lettori del blog.
Iniziamo con un piccolo video introduttivo ed una riflessione sul nostro attuale modo di vivere modificato delle restrizioni volte a contrastare la diffusione del Corona Virus.
spot

Il Corona Virus e quella linea sottile tra il diritto alla salute e la possibilità di garantirlo.

DSC_0211
il mare al tramonto. foto BM 2015

(di Biagio Mannino)

Chi lo avrebbe mai detto?
Trovarsi, in poco più di due settimane, da spettatori, comodamente seduti sul divano di casa,  che guardavano alla TV i servizi giornalistici sull’epidemia di Corona Virus in Cina, a protagonisti delle scelte che, di fatto, limitano le nostre libertà ma finalizzate a garantirle in un futuro speriamo non troppo lontano.
Dal divano degli osservatori a quello degli osservati, guardare e adesso guardati, chiusi nelle nostre case, chi più, chi meno, per un periodo non quantificabile, per un risultato sperato ma non garantito.
Guardati da chi, tra poco, sarà a sua volta guardato, perché quell’epidemia venuta da lontano, da molto lontano, ha fatto prendere coscienza che poi, alla fine, il mondo non è così grande.
Strana la sensazione di capire improvvisamente che, prima, si aveva tutto, e, dopo, rendersi conto come questo tutto sia veramente poco e fragile, che, come nel tempo di un battito di ciglia, si possa ritornare a non avere più niente.
I nuovi valori e principi si scontrano contro quei diritti inalienabili per cui i nostri padri avevano lottato e lottato duramente a costo della libertà più grande: la vita.
L’aperitivo diviene il surrogato del concetto di poter essere, di poter fare, e l’individualismo, dominante sempre di più, diviene nel tempo il principio fondamentale dell’apparente senso di realizzazione democratica.
Mal si concilia, però, nel momento in cui quell’individualismo deve la sua esistenza all’appartenenza ad una collettività, che in modo inconsapevole, ne rende il senso stesso della sua esistenza.
Quell’aperitivo esiste perché c’è chi lo rende possibile.
Il diritto, così fondamentale, così importante, così presente nel nostro immaginario collettivo, così presente nelle parole di tutti e, anche, così abusato, c’è perché ad esso si contrappone quel principio sempre un po’ ostico da accettare, ovvero il dovere.
Non c’è diritto senza dovere.
L’estensione da tutta Italia delle regole applicate alla zona rossa, implicano dei doveri per garantire i diritti.
Occorre un forte senso di appartenenza al gruppo sociale, che non si chiama però Italia, che non si chiama Cina, che non si chiama Europa ma, semplicemente, si chiama mondo, anzi, Mondo!
In una società globalizzata, dove il sistema basato sul consumismo garantisce , al momento, la sopravvivenza del sistema stesso, il concetto di confine è quanto mai insignificante nel momento in cui, quegli elementi utili alla sua realizzazione, di fatto, confini non ne hanno.
E così il crollo delle Borse mondiali non guarda alle bandiere, il panico dei popoli porta a rifugiarsi là dove si può, le epidemie dilagano senza che alcuna sbarra, passaporto o visto possa, in qualche modo, trattenerle al di là del… confine.
Parlare di Stati in queste situazioni è quanto mai relativo, parlare di unione di intenti, d’obiettivi, di salvaguardia dei diritti inalienabili e di doveri per realizzarli, è quanto mai auspicabile.
Il diritto alla salute, così importante, così prezioso, così scontato, così dimenticato quando, come in Italia, se ne beneficia al punto di potersi permettere di non rendersi conto che, la Costituzione Italiana, la tanto criticata Costituzione Italiana, lo garantisce in modo assoluto, ma, la Costituzione formale viaggia su strade diverse da quella materiale e, alla fine, trova a scontrarsi con la realtà oggettiva dei fatti, ovvero la possibilità di renderlo effettivo per tutti.
La velocità di diffusione del Corona Virus, le caratteristiche dello stesso, la necessità di cure impegnative, rendono il sistema sanitario potenzialmente a rischio di blocco.
Allora quel diritto si scontra contro la possibilità di renderlo garantito a tutti e necessita del dovere collettivo.
Il dovere ci riporta da quel principio individualistico ad una visione di appartenenza sociale ad un gruppo, da un sacrificio finalizzato a noi stessi ad uno finalizzato a tutti per, nuovamente, garantire a noi stessi di sopravvivere.
Il gruppo come strumento di salvaguardia dell’individuo, gli individui come parte unica del tutto.
Ma non possiamo guardare al percorso di risoluzione del problema se, contemporaneamente, non concepiamo che anche “gli altri” fanno parte del tutto.
Individui, quindi, di una società globale, che trasforma il momento di crisi in uno di opportunità, che capiscono di cogliere l’occasione per uscire da questa esperienza ricchi di aver provato quella paura che permette di vedere le cose in modo diverso, che permette di impostare il cammino collettivo degli uomini e non il piccolo sentiero del singolo uomo.
Alla fine, però, il dubbio resta: quell’aperitivo, dopo, sopravviverà al Corona Virus?
spot