Quando la sinistra non fa le cose di sinistra.

Quando la sinistra non fa le cose di sinistra.
(de Il Grillo Scrivente)

Ho visto un video su Facebook di Simone Carabella: denuncia un provvedimento recente del sindaco Gualtieri di Roma. Anzi, più che “denuncia”, lo contesta e ne dichiara l’evidente flop: sono stati messi a disposizione quattrocentomila euro per i cittadini romani che vogliano ospitare nelle loro case un immigrato per risolvere il problema della accoglienza a Roma: vi hanno aderito non uno, non due, bensì…tre persone!

Ora, Carabella fa una considerazione: (riportandolo brevemente) il sindaco poteva impiegare quei soldi in diverso modo, e soprattutto direttamente a vantaggio dei romani; da qui il flop. Mette così in evidenza un aspetto che non è del tutto secondario, ma anzi forse è il principale: la sinistra fa dell’immigrazione (e soprattutto dell’accoglienza!) il suo cavallo di battaglia; accusa la destra di odio verso lo straniero, di razzismo; e ogni tanto aggiunge un pizzico di…fascismo! Parla di ideali, di fraternità, e di amore; sostiene che siamo tutti uguali. Elogia la ricchezza della diversità, dell’incontro tra svariate culture. Tutto bellissimo! Ma ora, questa sinistra, adesso che il sindaco ne è l’espressione e offre il sostegno economico per poter mettere tutto ciò in pratica, ha dimostrato che le parole restano parole: soltanto tre romani su quasi tre milioni hannno accettato. Chiedo scusa, capisco che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare, ma tutti i buoni propositi, dove sono finiti?

Caro Grillo Scrivente,

come ben sai, abitualmente non ti rispondo pur apprezzando molto le tue interessantisssime e profonde lettere. In quest’occasione faccio un’eccezione e mi permetto di aggiungere poche parole.
Continuamente, attraverso sistemi mediatici tradizionali, attraverso i social, attraverso tutti i mezzi di comunicazione ed informazione, diretti ed indiretti, in tutti i luoghi , ci hanno riempito la testa di buoni e sani principi visti però da un’unica parte, da quei salottini e circoletti pseudoculturali mascherati di perbenismo, tanto sicuri nelle chiacchiere quanto fragili nei fatti, pronti a sciogliersi come neve al sole d’estate, lontani e lontanissimi da quella che è la realtà vera, la vita vera della gente dove, alle difficoltà quotidiane, alla sempre più importante paura del futuro, si sommano quelle incertezze derivanti da un’insicurezza sociale crescente. Ed ora eccolo qua: questo è il risultato!
Grazie per tutte le tue opinioni che arricchiscono il dibattito democratico.

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