Primi dibattiti da Sanremo: c’è ancora quel valore familiare che dovrebbe caratterizzare il Festival?

Si riporta la lettera come ricevuta.

Primi dibattiti da Sanremo: c’è ancora quel valore familiare che dovrebbe caratterizzare il Festival?

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

ho appena scoperto (visitando il sito Rainews.it, per sapere le ultime notizie) che “finalmente” le “Bambole di pezza” approdano a Sanremo. Non so se Lei sa chi sono, io confesso tutta la mia ignoranza. Sono un gruppo musicale composto da cinque giovani donne. Dalla foto posta sopra il titolo dell’articolo, ho capito subito che non avrebbero cantato sigle di cartoni animati…: in modo provocatorio e aggressivo, indossano: top neri corti e sexy; reggiseni neri lasciando nuda la pancia; e altri accessori in pelle nera. Il tutto, messo insieme, trasmette, a mio parere, una volgarità assolutamente lontana dal valore familiare che dovrebbe caratterizzare il Festival di Sanremo.
Leggo l’articolo, perché, nonostante lo….”stupore”…, voglio approfondire la cosa: cinque cantanti, come Le dicevo, gruppo rigorosamente (e già qui capisce dove si va a parare) al femminile. In attività da anni, i testi delle loro canzoni manifestano sostegno alla “gender equality” e grande battaglia contro la violenza di genere.

Posto il fatto che mi sconcerta che “qualcuno” debba dichiarare di lottare contro la violenza alle donne, perché in teoria dovremmo esserle categoricamente e tassativamente contrari tutti; e a parte il fatto che non ho capito perché molte donne ritengono che un modo per sostenere l’equità tra i sessi sia vestirsi in maniera…diciamo “trasgressiva”…. Ma su questo, ognuno ha la sua più che legittima opinione. Siccome però si esibiranno a Sanremo, mi auguro abbiano il buon gusto (e mi perdoni, veramente, caro Blogger, ma scommetto tutto quello che vuole che non l’avranno) di presentarsi al Festival della canzone italiana vestite, non dico in tailleur, ma quantomeno in modo decoroso; come facevano le cantanti che si presentavano sul palco del Festival quando questo era ai suoi esordi ed anche un po’ dopo; e in Italia c’era ancora una cosa chiamata “decenza”.
La cosa più….non so neanch’io come chiamarla, è che un secondo prima di vedere quella foto delle cantanti, avevo gioito per il fatto che a condurre ci sarà anche Laura Pausini, che la decenza la conosce.

Beh, caro Blogger, io spero solo di dover porgere le mie scuse dopo la loro esibizione, per aver perso la scommessa.

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