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Sanremo 2026. La conferma: un festival dove si parla troppo…

Si riporta la lettera come ricevuta.

Sanremo 2026. La conferma: un festival dove si parla troppo…

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

non so se lo ricorda, il 18 gennaio scorso ho fatto una scommessa; che francamente avrei voluto perdere, ma purtroppo…. Purtroppo l’ho vinta: le “Bambole di pezza” non si sono presentate eleganti a Sanremo. Decisamente no…. Per carità, rispetto alla loro foto di gruppo che avevo trovato online, sul palco dell’Ariston erano quasi da “Gran Galà”! Però…. Braccia completamente tatuate (quello ormai va dato per scontato) della cantante; abitini inguinali con stivali “modello esercito” e tacchi a spillo delle chitarriste (la batterista non riuscivo bene a capire, essendo “nascosta” dalla batteria). A coronare il tutto, le chitarriste hanno suonato con una grazia degna di Sanremo…. (aggiungo un ulteriore “purtroppo”, commento ironico).

Ma questo Sanremo mi ha colpito per altri quattro motivi:

1) Mia amata Laura Pausini, da come hai fatto il tuo “ingresso”, non riesci a nascondere che ti piace il protagonismo. Mi sa che non sei la persona proprio tanto semplice che pensavo….

2) A proposito di Laura Pausini, il suo commento alle “Bambole di pezza”: “Il rock è donna!”. Pure lei? Pure lei con questa fissazione sull’importanza di essere donna!

3) Per concludere su Laura Pausini, all’ospite d’onore Gianna Pratesi (una delle donne che votò per decidere se l’Italia rimaneva una monarchia o diveniva una repubblica), invitata per ricordare l’anniversario della nascita della repubblica e del raggiungimento del diritto delle donne al voto, la Pausini ha detto: “La sua vita è una storia meravigliosa molto emozionante, che rappresenta tutte noi donne italiane, che dal ’46 possiamo essere libere!!” (e metto doppio punto esclamativo perché l’ha proprio enfatizzato). Mi piacerebbe capire cosa significa per la Pausini “libere”….

4) “Ringraziamo” tutti calorosamente Carlo Conti per averci (da bravo conduttore di un festival musicale) ricordato di vaccinarci contro l’influenza e, soprattutto i giovani, contro l’HIV. ….e come mai non ha ricordato di vaccinarci contro il Covid?….

Una cosa non ho bisogno che nessuno mi spieghi: come mai il programma è iniziato con circa tre milioni di ascolti in meno rispetto lo scorso anno, ed ha pure perso ascolti in divenire.

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Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità” e vanno rispettate!

Si riporta la lettera come ricevuta.

Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità” e vanno rispettate!

(de Il Grillo Scrivente)

Dal 15 al 17 febbraio scorsi si è tenuta a Rimini una fiera denominata “Beer & Food Attraction”. Il nome parla abbastanza chiaro. Se pensa che mi scandalizzi per la birra, in realtà non è questo il problema, bensì il fatto che all’interno di uno dei padiglioni c’era un allestimento che ricreava l’interno di una chiesa con (ovviamente finti) frati ad un bancone che servivano drink, e “avvenenti” (temo di poter immaginare la scena…) suore (ovviamente finte anch’esse), che offrivano la “comunione con aperitivo”: ostie finte.

La cosa ha scatenato polemiche (chissà come mai….) e ha fatto infuriare (direi…) la Diocesi di Rimini, la quale ha espresso, attraverso una nota ufficiale sull’iniziativa, “ferma deplorazione” e “rammarico” e ha parlato di strumentalizzazione di simboli religiosi a fini commerciali.
L’azienda lombarda Fusetti, ideatrice di questa “bella trovata” per pubblicizzare i suoi prodotti, è subita corsa ai ripari con un comunicato a sua volta, chiedendo scusa, spiegando che volevano solo suscitare ironia in linea col tema dell’aperitivo, e chiarendo che non hanno mai avuto volontà di mancare di rispetto.

Caro Blogger, innanzitutto mi verrebbe da chiedere all’azienda Fusetti “Ci sei o ci fai?”; perché mi perdoni, ma questi improvvisi rammarichi e “inginocchiate sui ceci”…..
Al di là di questo, le figure dei frati e delle suore molto spesso vengono usate con ironia, soprattutto in alcuni film; basta pensare agli abiti religiosi indossati a Carnevale; in questo mondo non è ancora vietata l’ironia. Però, caro Blogger, ci sono dei limiti…. Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità”; e vanno rispettate. Non puoi arrivare a fare ironia sul momento della comunione, perché allora tutto diventa solo una pagliacciata! Ci sono cose (vedi l’Inno, di cui Le parlavo nella mia ultima lettera) che non si possono “toccare”. Si chiama semplicemente “rispetto”.

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Laura Pausini, Olimpiadi ed Inno: c’è stato un peccato di vanità?

Si riporta la lettera come ricevuta.

Laura Pausini, Olimpiadi ed Inno: c’è stato un peccato di vanità?
(de Il Grillo Scrivente)

Lo premetto subito, caro Blogger: io ho sempre amato Laura Pausini; da quando è “arrivata” sulla scena. Ma questa volta….

Correva l’anno 1993, quando la Pausini vinceva il Festival di Sanremo incantando tutti con la canzone rimasta “nella storia”, (quella sua musicale, in questo caso) “La solitudine”. La storia, autobiografica, di una ragazza innamorata di un compagno di scuola di nome Marco, e della solitudine, per l’appunto, tra di loro.
Le dico la verità, caro Blogger, mi è piaciuta subito: voce “potente”, melodiosa; e le sue canzoni (ne son seguite a decine) una più bella dell’altra, a mio avviso: dolci, romantiche; una musica stupenda; e una voce meravigliosa! In tutti questi anni l’ho difesa contro tutti quegli (e ce ne sono tanti) che mi dicevano “che lagna”, “ma come fa a piacere?…”. Da ultimo, una donna fine, elegante, a modo; cosa alquanto “insolita” al giorno d’oggi. Però il 6 febbraio scorso è successa una cosa che mi ha lasciato tanta perplessità: mi è stato detto che ha cantato l’Inno di Mameli all’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano – Cortina mettendosi a fare dei…come dire..”gorgheggi”…fuori luogo; perché stava cantando l’Inno; e in effetti questo non va cantato così…

La notizia mi provoca non poco stupore… E così, come sempre faccio, verifico: caro Blogger, in effetti, è vero! Soprattutto nella parte finale ha un po’…. diciamo così (visto che non sono una persona esperta di canto), “gorgheggiato”.
Ho sentito che la cosa ha diviso molto gli italiani: chi l’ha esaltata, chi ha detto che sembrava stesse cantando “La solitudine”. Alcuni, molto ironicamente, hanno detto che “Marco” si sarà tappato gli orecchi.
Guardi, caro Blogger, al di là di quello che pensano gli altri, quello che mi ha sorpreso è che, osservandola attentamente mentre cantava, ho realizzato che in quel momento lei non stava “mettendo davanti” l’Inno, ma se stessa; perché in effetti è vero, sembrava stesse cantando una sua canzone. Un peccato di vanità?
Non cambio assolutamente idea sulla sua bravura; ma in questo caso secondo me ha sbagliato, doveva metter da parte se stessa. L’Inno è una cosa importante, rappresenta l’Italia; non è un caso che una voce all’altoparlante ha chiesto di alzarsi in piedi.

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