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LETTERE AL BLOG: “E poi dicono che sta tornando il fascismo…”.

E poi dicono che sta tornando il fascismo…

(de Il Grillo Scrivente)

Nell’epoca delle restrizioni alcuni dicevano così:

Mario Draghi, presidente del Consiglio: “Il green pass è una misura con la quale i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore”.

Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione: “Là dove ci siano classi dove tutti siano vaccinati, possono togliere la mascherina e tornare a sorridere assieme”.

Roberto Speranza, ministro della Salute: “L’obbligo di green pass a lavoro è una strategia giusta. Dobbiamo ancora insistere per vaccinare, più asciughiamo l’area dei non vaccinati più il Paese è in sicurezza”.

Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute: “Renderemo la vita difficile ai no vax, sono pericolosi”.

Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione: “Il green pass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli”.

Eugenio Giani, presidente Regione Toscana: “I no vax fuori dai luoghi pubblici”.

Giovanni Toti, presidente Regione Liguria: “I no vax sono i nostri talebani”.

Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio: “I non vaccinati che finiscono nelle terapie intensive regionali devono pagare i ricoveri”.

Licia Ronzulli, senatrice: “Chi non si vaccina è un irresponsabile, egoista e opportunista. È un parassita che può permettersi di stare in piazza grazie a noi che ci siamo vaccinati. Io non voglio che rischiamo per colpa loro, che introdurranno varianti, di ammalarci tutti”.

Alessia Morani, deputata: “Non chiamateli no vax. Chiamateli col loro nome: delinquenti”.

Pierluigi Lopalco, ex assessore alla Sanità della Puglia: “Per il pranzo di Natale, se invito da me, i non vaccinati non entrano”.

Mauro Felicori, assessore regionale alla Cultura dell’Emilia Romagna: “Vagoni dei treni separati per non vaccinati”.

Giovanni Spano, vice sindaco di Villacidro: “Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente”.

Roberto Burioni, virologo: “Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come sorci”.

Fabrizio Pregliasco. Virologo: “Niente scuola per i bambini non vaccinati? Possibilità da non escludere”.

Sabino Cassese, costituzionalista: “È possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati”.
Andrea Scanzi, giornalista: “Mi divertirei a vederli morire come mosche”.

Sebastiano Messina, giornalista: “I cani possono sempre entrare. Solo i non vaccinati, come è giusto, resteranno fuori”.

Selvaggia Lucarelli, giudice di Ballando con le stelle: “Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no vax restano al mondo”.

David Parenzo, giornalista: “I rider devono sputare nel loro cibo”.

Stefano Feltri, giornalista: “Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile”.

Giuliano Cazzola, giornalista: “Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo”.

Lucia Annunziata, giornalista: “Penso che lo Stato prima o poi dovrà prendere per il collo alcune persone per farle vaccinare”.

Umberto Gnudi, primario del Pronto soccorso di Pesaro: “Non vaccinati, vi curo ma fate schifo”.

J-Ax, cantante: “Provo un pesante odio verso i no vax”.

Paolo Guzzanti, giornalista:” Stiamo aspettando che i non vaccinati si estinguano da soli”.

Alfredo Faieta, giornalista: “Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi”.

(“La Verità”, di Irene Cosul Culfaro, giovedì 13 ottobre 2022).

Ora alcuni commentano il governo che sta per nascere così:

“La Russa boia, speriamo che tu muoia”.

“Minchia, se queste sono le Camere, non oso immaginare il cesso”.

“Novantanove anni, dieci mesi e ventotto giorni dopo, la storia si ripete, dopo il figlio del fabbro, abbiamo l’erede naturale. Come allora, il paese si consegna felice e gaudente a chi gli somiglia di più”.

Ma siamo sicuri che adesso viviamo in una società tollerante, nella quale ci si può esprimere, si è liberi di scegliere? Soprattutto una società che non discrimina?

Quando le persone non vaccinate non potevano andare dal parrucchiere e dal barbiere, non potevano sedersi in un bar o in un ristorante, entrare in una tabaccheria, in un negozio, in posta, in banca, se non facendo il tampone; quando le persone non vaccinate non potevano avvicinarsi ai mercatini di Natale, visitare una mostra, andare in piscina, a teatro, nei musei, negli alberghi, in autobus, in treno, in aereo; quando gli insegnanti non vaccinati sono stati mandati via dalle scuole; quando le persone non vaccinate aventi più di 50 anni sono state lasciate senza lo stipendio per due mesi; dov’eravate???
Cosa avete da dire del fatto che fino al 31 dicembre prossimo, se non si è vaccinati non si può accompagnare qualcuno in ospedale, e se si lavora nell’ambito sanitario e non si è vaccinati, si è senza lo stipendio???

Su uno di questi commenti sono d’accordo: novantanove anni, dieci mesi e ventotto giorni dopo, la storia si è ripetuta.


Lettere al blog: l’Italia ha scelto. Senza bisogno di compromessi di genere.

(de Il Grillo Scrivente)

Ma siamo sicuri che se una persona è capace e in gamba, se è una donna, non può riuscire a raggiungere determinati traguardi con le sue sole forze? Davvero non ha altra strada, per riuscire ad ottenere certi ruoli, che essere imposta attraverso quote?
C’è una donna che alle quote rosa è contraria da sempre: ritiene che una donna debba poter competere, debba essere in parlamento perché è stata eletta, e non perché qualcuno le ha “fatto la concessione” di fare la parlamentare (www.ilfattoquotidiano.it di Manolo Lanaro, 10 marzo 2014). E non le interessa farsi chiamare “onorevole” o “onorevola”; come non si cura della diatriba sull’uso di termini come “ministra”, “sindaca”, “assessora”,….; perché è una persona concreta che dell’Italia guarda i problemi concreti. Ma ha carattere! È forte, tenace, e determinata come pochi! E ha la politica “nel sangue” da quand’era ragazzina! Infatti vi è entrata a soli 15 anni, e a 31 era già ministro.
In realtà, di lotte ne ha dovute fare eccome! E continua a farle: è stata definita ignorante, grezza, “romanaccia”, per il suo evidente accento romano. È stata (e lo è tutt’ora) “massacrata” da alcuni studenti (a Milano il liceo classico Manzoni è stato occupato, poco dopo i risultati delle votazioni, anche in segno di protesta contro il neoeletto governo). Ma soprattutto “massacrata” dai Media e social network sia in Italia che all’estero (in particolar modo ora).
Eppure, nonostante tutto, questa donna ha portato il suo partito (che ha pure fondato) alla vittoria: Giorgia Meloni ha vinto da poco le elezioni politiche in Italia, e, quasi sicuramente, sarà la prima donna, nella storia della nazione, a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

Lettere al blog. “Forse perché se lo dice Vasco… va tutto bene!”.

Lettera al blog.

(de Il Grillo Scrivente)

Se lo dice Vasco, va tutto bene! Cos’ha detto Vasco? A conclusione del suo ultimo, recente concerto, ha detto (anzi, ha urlato) “Viva le femmine…..viva la figa!”. Certo che è volgare! Non solo, ma esaltare le donne nei loro organi genitali, e per di più col termine più volgare che ci sia….. Significa render inutili tutte le battaglie che le femministe ancor oggi fanno costantemente quando sostengono che la donna non vada giudicata per il suo corpo ma per le sue capacità intellettive e professionali; quando denunciano quanto le donne siano trattate come un oggetto e protestano quando vengono fatti commenti sull’aspetto fisico femminile (ad esempio il caso dell’allora ministro Maria Elena Boschi). Dicono sempre che il linguaggio è la prima cosa, che è fondamentale, che è la base per il cambiamento culturale necessario per il vero raggiungimento delle pari opportunità!
C’è una cosa che, invece, non mi è proprio chiara: perché le femministe adesso non dicono niente?… Come mai non si scatenano sui social, non scendono in piazza, non accusano Vasco Rossi di maschilismo, sessismo, di essere l’emblema del fatto che viviamo ancora in una società patriarcale,…..?
Forse perché se lo dice Vasco… va tutto bene!