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Credo si stiano perdendo di vista molti valori.

Si riporta la lettera come ricevuta.

Credo si stiano perdendo di vista molti valori.
(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

com’è cambiata la società…. Sta cambiando in una maniera che quasi mi sciocca. Sia nei mezzi pubblici che per la strada, non so quante persone ormai non fanno altro che osservare il cellulare quasi “ipnotizzate” (sugli autobus la maggior parte vi guardano video).
È un crimine? Assolutamente no, ci mancherebbe! È che ho l’impressione che la gente non sappia stare da sola; non si guardi più attorno, non osservi più di tanto la realtà che la circonda,…

Credo anche che tantissimi giovani stiano trovando nei telefoni e nel girare mezzi nudi esibendo il proprio corpo uno dei modi migliori per comunicare con gli altri. Fino a qualche anno fa non vedevi ragazze camminare in centro in top con minigonne inguinali. E al di là di quanto siano “coperte”, le vedo vestire in maniera sempre più provocante. Inoltre, a proposito di top, moltissime ragazze sono in canottiera: rispetto (e invidio) le persone calorose, ma per quanto sia aprile, non credo siamo addirittura ai livelli di temperature estive!
Non voglio criticare queste persone, sa, anzi; ma in loro vedo un bisogno disperato di attenzione; di dire “Guardami, esisto!”.

Il giorno di Pasqua ho fatto una passeggiata in centro città, e ad un certo punto ho sentito un rumore pazzesco: due locali, colmi di gente, tenevano una musica forte come in discoteca, e di quel genere lì. Per carità, non pretendo canti clericali perché è Pasqua; ma forse, visto che quel giorno si festeggiava un evento religioso, un po’ di….”compostezza”… Se non altro nei volumi.
A qualche metro di distanza, poi, trovo una piazza con tutti i negozi aperti. Caro Blogger, Glielo dico in modo molto diretto: mi è sorta spontanea la domanda “Ma qualcuno si ricorda che è Pasqua?”. E soprattutto “A qualcuno gliene importa qualcosa?…”. Credo si stiano perdendo di vista molti valori.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Frasi indecenti? Dipende da chi le scrive…

Si riporta la lettera come ricevuta.

Frasi indecenti? Dipende da chi le scrive…

(de Il Grillo Scrivente)

Per non abbassarmi al livello di chi ha scritto una frase che definire indecente è poco, mi limiterò a segnalare due link dove, se vorrete, potete trovarla:

https://www.dagospia.com/politica/tweet-docente-universitaria-giorgia-meloni-si-tocca-fica-tutta-bagnata-431943

https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/si-tocca-l-attacco-choc-della-professoressa-a-giorgia-meloni/ar-AA1Dcdx2

Non è la citazione di un romanzo pornografico, è il raffinato commento della docente universitaria Daniela Coli ad una foto che ritrae il Presidente del Consiglio italiano accanto al Presidente degli Stati Uniti d’America durante il loro ultimo incontro. Da anni, praticamente ogni giorno, attraverso qualunque tipo di Media, ci viene trasmesso il messaggio che il linguaggio è alla base di tutto, la prima cosa; che con il linguaggio si fa violenza! E per questo, tra le varie cose, è necessario che esso sia adeguato al genere per garantire la piena uguaglianza fra uomini e donne. Si parla delle molestie e dell’odio scatenato attraverso il liguaggio del web. Si sostiene che in Italia ci sia un forte problema culturale che porta questo paese a vivere in una permanente condizione patriarcale e maschilista. È stato detto, inoltre, che il Presidente del Consiglio ha mandato in fumo più o meno un secolo di lotte femministe, nonché tutti i traguardi raggiunti dalle donne, perché ha chiesto di farsi chiamare IL Presidente anziché LA Presidente. E si sostiene che la prima cosa da fare per porre fine a tutto questo, alla violenza contro le donne, eccetera, sia tenere corsi di educazione affettiva nelle scuole per insegnare ai giovani a rispettare le donne.

Ora, vorrei sapere se per caso almeno il Rettore di quell’ università ha qualcosa da dire; soprattutto davanti al silenzio di tutti quelli che sostengono queste idee. Anche perché, se ha scatenato un delirio per settimane la scelta di un articolo grammaticale invece di un altro, una frase del genere…. A proposito dell’educazione negli enti culturali….. Decisamente un ottimo messaggio culturale da trasmettere agli studenti; soprattutto da parte di un docente universitario!

Ah dimenticavo, cosa sarebbe successo se questo commento fosse stato fatto da un uomo?

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Che cosa ci resta dei nostri piccoli “punti di riferimento”?

Che cosa ci resta dei nostri piccoli “punti di riferimento”?

Si riporta la lettera come ricevuta.

(de Il Grillo Scrivente)

Tempo fa ero nella mia macelleria di fiducia, e ascoltavo il macellaio che spiegava accuratamente ad un cliente come preparare un piatto particolare. E così ho pensato a quant’è bello poter avere ancora a disposizione questi posti che per gente come me rappresentano veramente un punto di riferimento. Oramai tantissimi negozi storici chiudono.

Cominciamo con i negozi di fotografie: chi va più a stampare le foto? “Stampare le foto”? Eh già, chi stampa più? Ormai si conservano nello smartphone. Casomai, chi ce l’ha, le scarica sul computer. Album fotografici, poi, appartengono alla preistoria. Eppure, la sensazione che ti dà lo sfogliare le pagine e vedere una foto ricordo dietro l’altra…..
Restano le fototessere: qualche giorno fa, ho scoperto che esiste l’applicazione anche per quelle.
Ultima “salvezza”, i servizi fotografici; ma anche in quel caso, qualcuno trova l’amico dsponibile a fare il reportage.

E così il cibo. Da tanti anni i supermercati vendono carne e pesce; per quest’ultimo, i supermercati più grandi sono pure forniti del reparto apposito. Ma lasciatemelo dire, il piccolo negozio che conosci “da sempre”, quello dove entri e basta che dici “Oggi farei un arrosto” e il macellaio sa già qual è la tua carne preferita, la parte della carne, come preparartela,…. Non ha eguali! Sai che puoi fidarti, sai che se ci sono problemi, gli parli e li risolvi.

In poche parole, quei piccoli negozi sono il tuo punto di riferimento! E non solo dal punto di vista della merce: per tante persone sono anche un’occasione per vivere un momento di socialità. Mi capita di sentire persone anziane confidare al negoziante i loro problemi di salute; o semplicemente raccontargli come trascorreranno la giornata o quello che cucineranno ai figli e nipoti in occasione delle festività. Clienti più o meno coetanei del commerciante e quest’ultimo si raccontano reciprocamente come va con i loro figli. Mi capita addirittura di vedere clienti che si conoscono fra di loro e approfittano dell’incontro in negozio per farsi una chiacchierata.
E ora questi negozi “se ne stanno andando”. I rioni si stanno svuotando; alcuni letteralmente desertificando; ieri ho scoperto che un rione che credevo da sempre residenziale, in realtà tanti anni fa era pieno di negozi.
Ci sono grandi catene; in cui nella maggior parte dei casi, i commessi ti indicano la merce; poi, per il resto…ti arrangi. I grandi supermercati, dove, ovviamente, dietro di te molte volte si crea una bella fila di persone che non vedono l’ora tu abbia finito, così arriva il loro turno. E il top dei top, cioè quando ti dicono che gli dispiace, ma quello che cerchi ormai lo trovi solo online…..
E quella merce, un tempo preparata con cura, diventa un pacco lasciato sopra la cassetta delle lettere, che trovi al rientro a casa. ….se nessuno te l’ha portato via, naturalmente…


NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0