INTRIGO: L’Armonia inizia nel migliore dei modi!

foto(di Biagio Mannino)

La nuova stagione de L’Armonia apre nel migliore dei modi.
“Intrigo” è la prima di dieci rappresentazioni che caratterizzano il teatro dialettale Silvio Pellico.
Un giallo vivace, con molti colpi di scena e ricco anche di battute che fanno sì che questo spettacolo mantenga tutti attenti alle vicende, senza mai stancarsi di quanto accade sul palcoscenico.
“Intrigo” è un brillante adattamento in dialetto triestino che Riccardo Fortuna ha pregevolmente realizzato.
Il testo originale, “Giallo canarino” di Mario Pozzoli, non poteva ottenere una migliore trasposizione dialettale poiché l’uso dello specifico tipo di triestino che viene adottato, rende la commedia una sorta di vera e propria occasione per gli attori di mostrare le loro effettive e reali capacità.
Infatti ormai siamo abituati a vedere come , per conquistare il pubblico, ci sia sempre di più la tendenza ad utilizzare battute aride, povere parole condite da espressioni gergali ma che spesso raccolgono la risata facile e permettendo agli attori di, per così dire, cavarsela con poco.
Qui no.
Il dialetto è bello, fluido, educato, senza alterazioni o scorciatoie.
E sta agli attori la fatica di catturare il pubblico.
Non ci sono dubbi: ci riescono perfettamente sotto l’attenta regia dello stesso Riccardo Fortuna.
Un giallo, come detto, dove al desiderio di ritorno ai fasti lontani di uno scrittore di sceneggiature si aggiungono complotti e dove regna continuamente la sfiducia nell’altro e un forte senso di individualismo confermato da una conclusione che sorprende.
Roberto Creso, Monica Parmegiani, Gabriella Giordano, Claudio Zatti e Gianfranco Pacco sono gli interpreti di questa commedia piacevole e brillante.
In particolare a Roberto Creso va un applauso ulteriore per la sua capacità di aver saputo tenere al meglio tutta la vicenda nel suo importante ruolo del commediografo Michele Kuhar.
Non un errore, un’imperfezione o una mancanza di concentrazione. Un’interpretazione del ruolo pressoché perfetta con un uso della voce convincente ed all’altezza.
Monica Parmegiani, poi, si è dimostrata, come in altre occasioni, una attrice veramente capace e molto brava! Il cambio di personalità nel corso della sua interpretazione, da vittima a complottista, è stato perfetto senza un minimo cenno di indecisione.
Anche lei ha avuto la capacità di far un uso del dialetto in modo gradevole senza alcun accentazione esagerata e forzata.
Roberto Creso e Monica Parmegiani, assieme, hanno reso al meglio anche in quelle scene che maggiormente mostravano momenti di drammaticità.
Anche Gabriella Giordano, Claudio Zatti e Gianfranco Pacco hanno interpretato molto bene i loro ruoli.
Insomma, uno spettacolo bello, curato negli allestimenti e che ha visto anche un’ampia partecipazione di pubblico.
L’Armonia incomincia con il piede giusto!

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