Si riporta la lettera come ricevuta.
“Fa forse oggi paura l’idea di riuscire a trovare le risposte e scoprire la verità?”
(de Il Grillo Scrivente)
Mercoledì 8 luglio scorso, per caso sento David Parenzo, mentre sta conducendo “L’aria che tira” su La7, annunciare un imminente servizio sugli umanoidi che stanno per arrivare nel nostro paese; lo definisce come un orgoglio per l’Italia. Caro Blogger, non ho potuto ascoltare tutto il servizio, ma il concetto è stato sufficientemente chiaro: ditte italiane hanno prodotto, e stanno “addestrando”, “Hero”, un robot con sembianze umane, che (ci tengono a precisare) non andrà a sostituire l’essere umano, ma lo affiancherà. Piccoli esempi che hanno dato: a chi farà lavori lungo l’autostrada, avviserà che sta per arrivare un mezzo pesante; se una macchina perde le ruote, le andrà a recuperare. Nelle fabbriche, farà una specie di facchinaggio pesante, cioè porterà carichi troppo pesanti per un uomo. Daniele Pucci, ingegnere fondatore di Generative Bionics, ha fatto notare che molti lavoratori denunciano problemi alla schiena proprio per aver portato carichi pesanti.
Ora, avere qualcuno che fa le cose al posto tuo, soprattutto se pesanti, fa comodo a chiunque; ma mi chiedo se sia proprio così indispensabile introdurre questi robot invece che cercare di trovare soluzioni alternative; perché, mi perdoni, caro Blogger, ma a me l’idea di questi robot umani fa veramente venire la pelle d’oca! E poi, perché ho la sensazione che questo sia solo il primo passo verso la sostituzione completa dell’essere umano, come, in molti settori, in Cina già avvenuto, come ha fatto notare Sandro Iacometti del quotidiano “Libero”?
È stato fatto sentire e vedere anche uno spezzone di un’intervista ad Elon Musk, nella quale afferma che, grazie all’intelligenza artificiale, “il lavoro sarà facoltativo, sarà come fare sport”. Di grazia, e che cosa faremo, caro Blogger? Diverranno realtà quei film ambientati nel futuro in un pianeta Terra abitato solo dai robot?
Tanto per aiutarmi a “farmi passare la pelle d’oca”, Parenzo mostra anche un articolo di Adnkronos, riguardo il fatto che la Cina ha ridotto del 30% le materie umanistiche all’università; spiegazione, a riguardo, di Iacometti: perché le discipline umanistiche “creano disoccupati”. Beh, alla faccia del linguaggio discriminatorio che tanto si cerca (giustamente) di combattere, i laureati in materie umanistiche in ascolto avranno sicuramente ringraziato Iacometti.
Caro Blogger, non solo non riesco a capire questa mancanza di rispetto, oltre che disprezzo (o quantomeno questo sottovalutare e denigrare) il campo umanistico; che non solo reputo dia una cultura immensa, ma credo fortemente anche aiuti molto ad aprire la mente (cosa oggi quanto mai necessaria, visto il livello dei confronti e dei dibattiti). Ma il commento di Iacometti mi ha fatto pensare a quello che Lei spesso fa notare, quanto tutto ciò che dice la scienza sia diventato invece un dogma intoccabile. Ma che cos’è questa scienza, un dio? Se l’uomo è andato avanti lungo il corso della storia, è perché ha saputo mettersi in discussione e porsi domande. Fa forse oggi paura l’idea di riuscire a trovare le risposte e scoprire la verità?
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