Si riporta la lettera come ricevuta.
Tutti pazzi per… il bagno “Alla Lanterna”! Ma non proprio tutti tutti…
(de Il Grillo Scrivente)
In questi giorni, lo stabilimento balneare “Alla Lanterna” della città di Trieste è salito (e non è la prima volta) alle cronache. Premessa per poter comprendere l’accaduto: questo stabilimento è caratterizzato da un muro divisorio che separa la spiaggia maschile da quella femminile; quindi uomini da una parte, donne dall’altra. Da sempre, da quando è stato creato, quando la città di Trieste faceva ancora parte dell’Impero austro – ungarico. È una peculiarità tutta sua, è l’unico stabilimento con un muro divisorio in Europa.
La cosa ha urtato, non poco, una coppia di turisti, “sembra meridionali residenti a Milano, stando alle testimonianze dei presenti” (www.ilpiccolo.it, 20 giugno 2026). I quali, non conoscendo questa caratteristica, hanno pagato il biglietto all’ingresso, e poi assieme sono entrati nella spiaggia maschile. Una signora lì presente (autorizzata ad accedere alla parte maschile perché doveva aiutare il marito ad accompagnare in bagno il figlio disabile), ha avvisato la coppia della divisione e ha spiegato alla “lei” che doveva recarsi dall’altra parte. A quel punto è piovuta una raffica di insulti (ai quali faccio seguire i miei commenti):
- “Usanza assurda e medievale”: si può essere d’accordo o meno; sicuramente non è una caratteristica moderna. Comunque, se non va, basta cambiare stabilimento. Come è stato detto nel corso della trasmissione “L’aria che tira” del 24 giugno scorso sul canale La7 nella parte dedicata all’episodio, a Trieste ci sono anche altri stabilimenti.
Ma adesso, la parte che mi lascia una certa qual perplessità…:
- “Non vi vergognate? È una cosa sessista…”: mi rendo sempre più conto che il concetto di “sessismo” sta diventando un po’ soggettivo ed inflazionato; perché per me sarebbe sessismo (e ci sarebbe sì da vergognarsi!) se ad uno dei due sessi fosse impedito l’ingresso.
- “Non siete italiani”: …oddio, giudicare la nazionalità e caratteristica di un popolo da questo…. Il fatto che nel resto d’Italia una cosa non ci sia, non credo renda meno italiana la città in cui questa c’è….
- “Siete arretrati”: anche su questo si possono avere diverse opinioni.
- “Buzzurri”: ecco, questa è una delle due parti che mi fa ridere per non piangere: in che cosa consisterebbe l’ignoranza nel tenere un muro divisorio? Verrebbe da chiedersi chi sia il vero buzzurro…
- “Ora chiamo i carabinieri”: e concludiamo con la seconda delle due parti che mi fa ridere per non piangere: addirittura i carabinieri… Caro Blogger, mi si perdoni, ma mi sfugge l’ipotesi di reato!
Lo “spettacolo” è terminato con tentata aggressione alla bagnante che accompagnava il figlio disabile e una spintonata ad un’addetta dello stabilimento. Ecco, a quel punto sì che avrei chiamato i carabinieri! La situazione è stata salvata dal fatto che sono intervenuti i componenti maschili della spiaggia (compreso il padre del disabile) per cercare di calmare le acque.
I turisti ne se sono andati chiedendo la restituzione dei biglietti, di ben un euro e venti centesimi ciascuno!
Caro Blogger, ma è così tanto difficile rispettare gli altri?…. Ma soprattutto, quello che mi chiedo è (e con questo mi ricollego alle lettere che Le ho scritto in passato sul rispetto che gli stranieri devono portare in Italia): il concetto del rispetto non vale solo per uno straniero: chiunque vada “a casa di un altro”, deve rispettarne leggi, usi, costumi e…tradizioni! (e qual dir si voglia). Vorrei vedere se si andasse a casa di quei turisti a dettare loro come arredare la casa…. …probabilmente chiamerebbero i carabinieri…..
NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
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