Si pubblica la lettera come ricevuta.
Non è che stiamo raccogliendo quanto seminato, o quanto non seminato, da parte della classe politica?
(de Il Grillo Scrivente)
La Lega, attraverso una proposta presentata dalla deputata Giorgia Latini, sviluppata da Armando Siri, vuole introdurre due ore di educazione psicologica in tutte le classi; proposta consegnata ai vertici del gruppo a Montecitorio. Sarebbe intitolata “Istituzione delle attività di educazione psicologica”, prendendo a modello quelle già sviluppate in Francia e Portogallo. Motivo: “urgenza non più rimandabile di affrontare l’incremento del disagio psicologico, emotivo e relazionale che colpisce le giovani generazioni”, per “superare la logica della mera repressione penale ex – post, introducendo un presidio di prevenzione strutturale e clinico direttamente nei luoghi di formazione dei minori”. Verrebbero assunti per questo diciottomila docenti psicoterapeuti. Si partirebbe dalle scuole superiori per poi coinvolgere le medie e le elementari.
Questa proposta di legge nasce sulla scia di quanto avvenuto a Centocelle, dove in una scuola media un 13enne ha spruzzato spray urticante sul volto di un’insegnante e l’ha ferita con un coltello.
Ora, caro Blogger, qui ci sarebbe da parlarne per un mese, altro che scrivere una lettera. Non potendolo fare, vorrei quantomeno esporre alcune mie riflessioni. “Molte lettere fa”, quando ho espresso tutta la mia perplessità riguardo il tema dell’educazione sessuale nelle scuole, avevo detto che piuttosto ritenevo utile introdurre uno sportello gratuito di consultazione psicologica; per esempio due giorni alla settimana. In modo tale da fornire agli studenti tutto l’aiuto possibile su qualunque tema. Non è affatto mia intenzione, infatti, negare quanto l’adolescenza possa essere un periodo difficile. Obbligare, però, a due ore di lezione di psicologia, onestamente, lo trovo una cosa un po’ diversa.
Le lezioni sarebbero centrate sul controllo della rabbia e sulla gestione dei conflitti; temi, per carità, assolutamente importanti e utili da affrontare. Però, da una parte, ripeto, non approvo l’obbligatorietà; dall’altra, il collegamento con quanto successo a Roma: il 13enne si è preparato quell’aggressione all’insegnante da tempo. Ha pianificato una diretta sui social con telecamera su un caschetto. Cinque ore prima di aggredirla, riferisce Repubblica, avrebbe pubblicato un video su Tik Tok indossando il caschetto, con la scritta “- 5 ore”. E questo perché aveva ricevuto un “debito” nella materia “italiano” da parte dell’insegnante. Avrebbe infine preso spunto da un video su YouTube, nel quale si citava Brenton Tarrant, l’autore della strage nelle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda.
Ora, caro Blogger, la situazione psicologica di questo ragazzo è evidente, non c’è bisogno di interpellare un esperto per capirla. Francamente, quello che mi preme come persona non è dare la colpa ad internet, perché non tutti quelli che hanno guardato quel video su YouTube si saranno messi ad aggredire le persone. E non voglio nemmeno dire di non tenere lezioni di psicologia. Ho la profonda convinzione, però, che in questa società stia continuando a svilupparsi una specie di “rabbia malata”, che purtroppo non si placa con due ore di lezione di psicologia. Qui sta succedendo qualcosa di ben, ben più grave di una rabbia da imparare a gestire.
Questi ragazzi stanno vivendo un malessere ed una rabbia sorta da anni in una società ormai presa dalla fretta, dalla carriera, e da mille altre cose; tra le quali c’è qualunque argomento, tranne famiglia, figli, cura, affetto, attenzione, vicinanza. E tutto questo ha finito per ricadere non sulle persone adulte, che hanno una certa età; perché queste hanno una personalità, un carattere ed una psiche già sufficientemente sviluppati. È ricaduto sui soggetti più deboli; quelli che si sono ritrovati a crescervi dentro, tutto questo. Naturalmente non tutti i ragazzi accoltellano i professori; questi sono casi estremi. Altri, comunque gravi, sono il bullismo, la volgarità, le botte. Forse più che limitarci ad un caso, o proporre lezioni di psicologia, dovremmo “cadere all’interno” di questa società.
Ma alla fine, è inevitabile porsi una domanda: non è che stiamo raccogliendo quanto seminato, o meglio, quanto non seminato, da parte di una classe politica che, negli ultimi decenni, ha mostrato una totale disattenzione nei confronti degli aspetti sociali, privilegiando invece cambiamenti strutturali non richiesti, che si riverberano negativamente nella nostra vita?
NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
Se ritieni che il mio lavoro sia importante e vorresti sostenerlo puoi farlo con una donazione facendo click su questo link: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=ZXGDGQD7Z2Z6Q . Anche una piccola donazione, a tua discrezione, può fare la differenza poiché l’informazione libera ed indipendente, oggi più che mai, si trova in una situazione di oggettiva difficoltà e fragilità, rischiando di sparire ed estinguersi definitivamente. Grazie in ogni caso per l’attenzione.