Tutti gli articoli di Biagio Mannino

Giornalista esperto di politica internazionale e di comunicazione pubblica.

Le Città Metropolitane e Trieste. di Biagio Mannino

le rive di Trieste dal Molo Audace. BM 2015
le rive di Trieste dal Molo Audace. foto BM 2015

La Città Metropolitana e Trieste: un’ipotesi priva di senso o un’occasione da non perdere?

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa sia la CM.

L’iter legislativo che ha portato all’istituzione delle CM è stato molto lungo e complesso. Da un lato perché si andava nella direzione di un sostanziale cambiamento e riordino del sistema degli enti locali, dall’altro perché la delicatezza della materia portava a possibili conflittualità tra norme con il rischio di creare degli inevitabili principi di incostituzionalità.

Oggi le CM sono una realtà e, in particolare, sono quelle di Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Regio Calabria. Roma, oltre ad essere anch’essa inclusa nell’elenco delle CM beneficia anche di una apposita regolamentazione denominata “Roma capitale”.

Come si può osservare sono tutte aree appartenenti a Regioni a Statuto ordinario e, di conseguenza, istituite tramite legge nazionale.

Le altre aree di analogo interesse, sono di pertinenza delle Regioni a Statuto speciale e, quindi da esse istituite.

Così se Palermo, Catania e Messina sono pronte al via, Cagliari e Trieste sono ancora in fase di discussione.

Il termine CM non deve però trarre in inganno, immaginando con la denominazione “metropolitana” un elevazione di rango del proprio comune.

In realtà la CM coincide esattamente con il territorio di quelle che erano le vecchie Provincie mantenendo gli stessi Comuni e funzioni (vedi box1) ma attribuendo a diversi organi la gestione del tutto (vedi box 2) con una forte presenza del capoluogo.

Se analizziamo la realtà di Trieste vediamo come questa sia forse l’unica tra queste città ad avere proprio la necessità di essere gestita come CM poiché, chiusa nella periferia da un confine, priva di una reale Provincia e che con una tormentata storia che tutti ben conosciamo, ci fa comprendere come, così come prevede la legge, una progettualità integrata che va da Muggia a Monfalcone permetterebbe a tutta quest’area di proiettarsi in quella vera prospettiva europea di cui tanto si parla ma che poco si fa.

Infatti le funzioni della CM consentono anche di intraprendere percorsi di collaborazione internazionale e, se guardiamo a sud di Trieste, è difficile non considerare che anche Capodistria già oggi con Trieste sino a Ronchi dei Legionari costituisce quella che urbanisticamente viene definita “città diffusa”.

La CM di Trieste in realtà, potremmo dire, esiste già ma ancora il superamento dei confini psicologici ci rende divisi e ci porta a perdere di vista le reali opportunità.

BOX 1

Le funzioni della Città Metropolitana:

– funzioni di pianificazione strategica, di pianificazione territoriale generale, di regolazione dei servizi pubblici, funzioni indirizzate alla mobilità e viabilità, alla promozione dello sviluppo economico e sociale, promozione dei sistemi di informatizzazione nel contesto metropolitano

– funzioni in sostituzione a quelle corrispondenti delle Provincie di appartenenza

– funzioni attribuite alle città metropolitane nell’ambito del processo di riordino delle funzioni delle Province

– funzioni dedicate alle città metropolitane dallo Stato e dalle Regioni in base ai principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza

– funzioni dedicate alle relazioni istituzionali in riferimento al proprio livello, incluse quelle con le altre città e le aree metropolitane europee

BOX 2

le rive di Trieste dal Molo Audace. BM 2015
le rive di Trieste dal Molo Audace. foto  BM 2015

Organi della Città Metropolitana:

1 – Il Sindaco Metropolitano: è il Sindaco di quello che era il capoluogo di Provincia. Se previsto dallo Statuto può essere eletto direttamente.

Presiede il Consiglio Metropolitano e la Conferenza Metropolitana.

Nomina un Vicesindaco.

Propone lo schema di bilancio.

2 – Consiglio Metropolitano: E’ eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni della Città Metropolitana.

Il numero dei componenti è proporzionale al numero di abitanti della CM e non può essere superiore a 24.

Può essere eletto direttamente se previsto e la carica dura 5 anni.

Ha poteri di indirizzo e controllo.

Approva i regolamenti, i piani, i programmi e il bilancio.

3 – La Conferenza Metropolitana: vi fanno parte il Sindaco Metropolitano e i sindaci di tutti i comuni della CM.

Approva lo Statuto ed ha il potere consultivo in sede di approvazione di bilancio.

 

Nota: le immagini in questo post sono state realizzate da Biagio Mannino.

Paura. una riflessione di Biagio Mannino

il mare al tramonto. foto BM 2015
il mare al tramonto. foto BM 2015
Non lo so… no, non so perché, ma tutti abbiamo paura. Paura…
della povertà
delle malattie
di sbagliare
di parlare
di parlare delle malattie
di parlare di politica
di parlare di religione
di pensare
del dentista
dei gay
della libertà
di non essere liberi
dell’autorità
dell’assenza dell’autorità
del vicino
del giorno in cui il figlio si sposa
del giorno in cui la figlia si rende conto che la suocera non è cattiva
dei parenti
della solitudine
della gente
dello psicologo
delle orecchiette con le cime di rape
delle critiche
della riforma costituzionale di Renzi
di perdere il lavoro
di non essere promossi
di non essere considerati
di non fare carriera
della depressione
del marito
della moglie
dei figli
dei genitori
degli stranieri
dei meteoriti
delle chiacchiere
del televisore quando non funziona e mi priva del TG
di non imparare l’inglese perché altrimenti non riesco a stare al passo con la globalizzazione
del terremoto
di dirglielo
dei barconi, quelli che non riescono ad arrivare in Sicilia
dei barconi, quelli che riescono ad arrivare in Sicilia
di essere sfrattati
delle tasse
dei cibi scaduti
di fare brutta figura
di essere brutta
di essere bella
di essere grassa
di essere calvo
di essere basso
di non avere da mangiare
della notte senza luna
della notte con la luna… e con l’uomo lupo mannaro
di non riuscire ad avere i soldi da spendere nella notte dei saldi
dei politici urlatori
delle scimmie urlatrici
di quelli che dicono che non hanno paura di niente
delle date di scadenza scadute e dimenticate
dei refusi nei miei libri
di quelli che dicono “ci sono dei refusi nei tuoi libri”
di quelli che dicono “ci sono dei refusi nei tuoi libri” e non si accorgono di quello che hanno letto
delle penne che quando finiscono l’inchiostro costringono gli scrittori non tecnologici a cercare il temperino poiché l’unica matita che hanno è senza la punta
di non saper nuotare
di non saper andare in bicicletta
della Jugoslavia
dei virus
dei partiti
dei meridionali
dei ladri
dei ladri con il volto coperto
dei ladri in giacca e cravatta
del credito residuo esaurito
del bancomat demagnetizzato
delle code ai caselli
delle giornate da bollino rosso
del rosso, semplicemente
del nero e basta
degli immigrati
dei sordi che guardano la televisione
dello sciopero dei treni ma non degli aerei perché io devo prendere il treno e non l’aereo
dei luoghi aperti
dei luoghi chiusi
dei cani dei gatti
delle zecche
delle zanzare
delle vespe
delle api
dei funghi coltivati
dell’olio d’oliva non italiano
delle olive ascolane troppo calde
dei cibi avariati
delle allergie
dell’inquinamento
della bora
degli ubriachi a carnevale
di quello che fa veramente paura e che non dico perché fa veramente paura
del colesterolo
dei radicali liberi
dei radicali
di invecchiare
di non invecchiare
del sole
del freddo
del caldo
dell’acqua
delle medicine
di sapere
di non sapere
delle donne
degli uomini
delle valanghe
delle frane
del fuoco
del domani
dell’eclissi
del buio
della guerra
delle armi
delle bombe
dei matti
dell’ascensore
dei cinesi
dei tedeschi biondi
degli italiani
degli sloveni
dei croati
dei serbi
dei popoli in generale
della polizia
del professore
degli esami
dell’aereo
di viaggiare
di dormire fuori casa
di morire
insomma, in una paura sola…
… di vivere…
Nota: l’immagine in questo post  è stata realizzata da Biagio Mannino.