L’educazione affettiva, sessuale e la… CGIL…

Si riporta la lettera come ricevuta.

L’educazione affettiva, sessuale e la… CGIL…

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,
la Cgil dal 6 agosto scorso sta raccogliendo firme per un referendum intitolato “Sì educazione affettiva nelle scuole”. Il suo comunicato stampa invita a “firmare per riconoscere alla scuola il suo ruolo di prima agenzia educativa ed evitare che altri soggetti, quali la rete, o peggio il mercato dei siti pornografici, diventino il punto di riferimento per reperire informazioni sui temi della sessualità, veicolando modelli privi dei concetti di rispetto ed emotività”. La Cgil afferma inoltre che ritiene il provvedimento del governo Meloni che impone il consenso dei genitori per i minorenni che volessero seguire i corsi di educazione affettivo – sessuale, “una pesante regressione sul piano del diritto delle nuove generazioni a un percorso formativo laico, pluralista […] una pericolosa ingerenza nell’autonomia scolastica”.
Caro Blogger, come ben evidenziato nell’articolo di Francesco Borgonovo sul quotidiano La Verità del 12 settembre scorso, “si vuole far credere alla popolazione che ora l’educazione affettiva o quella sessuale non vengono svolte nelle scuole, cosa semplicemente falsa. In realtà, il referendum non serve a introdurre proprio niente, ma chiede soltanto di cancellare la possibilità per i genitori di opporsi a forme sgradite di indottrinamento”.
Spero la Cgil consenta ai cittadini, che ha tanto a cuore, di esprimerle delle critiche: a parte il fatto che molte lettere or sono, ho già espresso la mia più profonda, non “perplessità”, totale contrarietà, a questa iniziativa, perché ritengo siano tematiche delicate che richiedono una maturità che non è possibile avere prima di una certa età.
Comunque sia:

  1. Trovo commovente sentir parlare di rispetto ed emotività, ma dubito che a ragazzi così giovani, che purtroppo vivono online e attaccati allo smartphone, sia sufficiente ricevere un’educazione affettiva per non visitare siti pornografici appena si ritrovano col cellulare in mano, ovvero cinque minuti sì e gli altri cinque pure. Perché piuttosto non abolire i siti pornografici?
  2. “laico”? E che cosa ci sarebbe, invece, di religioso nel chiedere il consenso ai genitori? Landini conosce il significato di laico?
  3. “autonomia scolastica”? Ci sono molti ambiti nei quali viene richiesto il consenso dei genitori; proprio perché trattasi di ragazzi per la maggior parte minorenni.
    Concludo questa lettera citando nuovamente le parole di Borgonovo: “curioso che a farne una bandiera sia il sindacato guidato da Maurizio Landini. Cioè l’uomo che ebbe a definire Giorgia Meloni « cortigiana»“. Non posso che concordare con Borgonovo, proprio ottimo esempio di educazione! In generale, prima ancora che affettivo – sessuale.

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