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Prima Rete Nazionale Onde Medie.

Sta nascendo la Prima Rete di emittenti radiofoniche unite in Onde Medie.

La risposta a chi pensa che l’Onda Media sia una piattaforma obsoleta. Noi rilanciamo e consideriamo fortemente qualitativa e alternativa la programmazione di molte emittenti che dal 2017 sono nate grazie alla liberazione della banda in modulazione di ampiezza. La banda storica di emissione, ancora oggi la prima per importanza in tutto il mondo. Basti pensare agli Stati Uniti dove l’FM è relegato al ruolo di emissione per radio locali mentre l’AM copre ampie porzioni di territorio.

In queste settimane Radio Diffusione Europea da Trieste, Regional Radio da Otricoli con emissione su Roma, MRC Media Radio Castellana da Castel San Pietro Terme Bologna e Power 927 Milano con copertura fin anche Torino e in senso opposto Verona, garantiscono la copertura che irradia su gran parte dello stivale. Altre emittenti si aggiungeranno a breve, così da coprire tutta l’Italia.
E’ possibile già seguire al mattino “Buongiorno Italia” condotto da Graziano D’Andrea dalle 07.09 alle 09.00. Musica, notizie, curiosità, talk e piccole rassegne stampa “alternative e controcorrente” con la collaborazione di Biagio Mannino e di Renato Lorenzi. Con questa trasmissione si ritorna al passato con la possibilità di interagire con lo studio centrale in presa diretta, messaggiando al 3459945637.
Altro programma comune è quello della domenica mattina dalle 10.09 alle 11.00 condotto da Naldino, “La città della domenica” con interviste molto interessanti che vanno dall’Umbria al Lazio passando per Bologna e Trieste. Un programma reso possibile dalle redazioni delle emittenti collegate.

Il mercoledì dalle 22.00 alle 24.00 appuntamento su Radio Diffusione Europea con “Night time lover”, programma di punta, prodotto da Power 927 Milano, tutto rigorosamente in diretta.
Altri “intrecci di palinsesto” sono in arrivo, il progetto continuerà con altre novità molto interessanti. Lo scopo è anche quello di creare una rete commerciale che possa stimolare nuovi investitori interessati ad una sempre più ampia porzione di territorio.
Buon ascolto dunque in Onde Medie, ma anche in digitale con i rispettivi siti, applicazioni scaricabili da Google Play e APP Store, Fire TV Stick, televisori smart Android e risponditori vocali.

Seminario gratuito per insegnanti di tedesco del Fvg “Libri d’oggi per ragazzi e didattica della letteratura”.

Si riporta il comunicato come ricevuto.

Trieste, giovedì 10 Novembre 2022 ore 15-18
Seminario gratuito per insegnanti di tedesco del Fvg
“Libri d’oggi per ragazzi e didattica della letteratura”

Sono aperte le iscrizioni per il seminario “Libri d’oggi per ragazzi e didattica della letteratura – “Dunkelnacht”. Metodi e attività didattiche per un approccio ai testi letterari per ragazzi sull’esempio del romanzo “Dunkelnacht” di Kirsten Boie” (Oetinger, 2021 Amburgo) che si terrà giovedì 10 Novembre 2022 dalle 15:00 alle 18:00 nella Sala Saba di Confcommercio Trieste.

Si tratta di un’attività dedicata agli insegnanti di tedesco di tutto il Friuli Venezia Giulia e viene organizzata dal DeutschZentrum Triest nell’ambito dell’iniziativa del Goethe-Institut “Gemellaggi Letterari”, un progetto per promuovere la lettura e lo scambio culturale tra studenti in Italia e in Germania. L’attività si svolge in tedesco ed è gratuita. Iscrizione obbligatoria alla mail: BKD-Triest@goethe.de

Utilizzando come esempio il nuovo romanzo “Dunkelnacht” di Kirsten Boie, nel seminario verranno presentate strategie d’approccio ai testi letterari per ragazzi. Sarà l’occasione per riflettere su quali delle attività presentate sono adatte per gli studenti, quali devono essere modificate e come potete contribuire con la vostra esperienza. Verrà anche illustrato il progetto Gemellaggi Letterari.

“Dunkelnacht” si ispira a un fatto storico poco conosciuto, ma realmente accaduto, per mantenere vivo il ricordo del massacro di Penzberg, cittadina di minatori dell’Alta Baviera nella quale, poco prima della fine della II Guerra mondiale, il 28 aprile 1945, sedici persone furono uccise da fanatici nazisti perché volevano arrendersi senza lottare, consegnando la propria città agli americani.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

“La scultura nelle raccolte del Museo Revoltella. Da Canova al XXI secolo”: una grande esposizione per celebrare i 150 anni del Museo.


Si riporta il comunicato come ricevuto.

Fondato nel 1872 per volontà del Barone Pasquale Revoltella, personaggio fra i
più rappresentativi della Trieste imperiale, che nel suo testamento dispose di lasciare
alla città il suo palazzo e la sua vasta collezione d’arte, il Museo Revoltella è la più
antica Galleria pubblica in Italia specificamente dedicata all’arte moderna. “Un edificio
di artistico merito, – nelle parole dello stesso Barone – il quale serva di abbellimento
alla città e di sprone a coltivare le arti belle”.
Fin dalle origini, nel progettare la sua prestigiosa dimora, Revoltella rivelò una
netta propensione per la “forza rappresentativa della scultura” e attraverso un meditato
programma di decorazioni scultoree realizzò un percorso in grado di raccontare, al
contempo, la storia di Trieste e il ruolo della cultura nel progresso della società.
Nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione, il Museo propone,
a partire dal 3 novembre, la grande esposizione “La scultura nelle raccolte del Museo
Revoltella. Da Canova al XXI secolo”, un ricco e multiforme percorso che valorizza la
straordinaria collezione scultorea del Museo (che conta oltre 200 pezzi). In mostra circa
sessanta opere in marmo, pietra, bronzo, terracotta, cera, ceramica, legno e tessuto,
rappresentative degli sviluppi artistici del territorio italiano ed europeo dal Primo
Ottocento al XXI secolo, alcune delle quali restaurate per l’occasione e presentate al
pubblico per la prima volta. Fra queste la Dea Roma (1950), colossale scultura in gesso
dell’artista triestino Attilio Selva, che accoglie i visitatori all’ingresso del Museo.
“La scultura come programma di vita” è il titolo della sezione dedicata a Pietro
Magni e agli scultori di palazzo. L’apparato decorativo della dimora, infatti, valorizza
le scienze e le arti quali fattori di sviluppo economico, rispecchiando – in coerenza con
la cultura positivista del suo tempo – il pensiero di Revoltella. Il Barone commissionò
a uno dei maggiori protagonisti della Scuola di Milano, Pietro Magni, uno spettacolare
ciclo decorativo articolato in massicci gruppi scultorei allegorici, collocati nei punti di
maggiore visibilità del palazzo. Fra questi la Ninfa Aurisina, realizzato per celebrare il
nuovo acquedotto di Trieste, e il Taglio dell’Istmo di Suez, rappresentazione del
progetto più ambizioso del Barone, fra i primi azionisti di questa grande impresa.
La sezione dedicata al Classicismo del Primo Ottocento e alla scultura in epoca
napoleonica vede, al fianco delle opere di Lorenzo Bartolini e di Jean Antoine Houdon,
l’importante bozzetto in gesso di Antonio Canova per la monumentale statua di
Napoleone I nelle vesti di Marte pacificatore: un omaggio al più celebre scultore

d’epoca neoclassica nel bicentenario della sua morte.
Le sculture di magistrali interpreti del Verismo di fine Ottocento – fra cui Donato
Barcaglia e Andrea Malfatti – sono poste a confronto nell’interpretazione della figura
femminile con quelle di alcuni artisti locali quali Ruggero Rovan, Franco Asco, Gianni
Marin e Giovanni Mayer.
Un’intera sezione è dedicata all’opera di Marcello Mascherini, carismatico
protagonista della scena artistica italiana della prima metà del Novecento ma anche
attivo componente del Curatorio del Museo Revoltella. Di Mascherini il Museo
possiede una quindicina di sculture di grande valore, in grado di raccontarne le diverse
fasi creative: dai suggestivi bronzetti al monumentale gruppo della Sirena, da Eva –
scultura fra le più significative dell’intera raccolta – fino allo straordinario Risveglio di
Primavera, opera del 1954 che evidenzia le novità espressive della sua scultura, e allo
splendido Cavallo rampante (1962 circa).
Di grande valore e suggestione la sezione dedicata ai capolavori del Novecento
italiano, con opere di Arturo Martini, Giacomo Manzù, Marino Marini, Emilio Greco,
Alberto Viani.
Risalgono alla Biennale veneziana del 1960 le acquisizioni di opere
rappresentative del linguaggio informale – di Augusto Perez, Quinto Ghermandi e
Agenore Fabbri – mentre negli anni immediatamente successivi entrano a far parte del
Museo, fra le altre, sculture di Dino e Mirko Basaldella e di Arnaldo Pomodoro.
Fra le opere più recenti sorprende Solid-Speech Puzzle, dell’artista triestina
Lydia Predominato, rappresentante della cosiddetta Fiber Art o Soft Sculpture: un
incredibile puzzle sovradimensionato composto da 28 pezzi, acquisito nel 2020.
Affascinante mix di tecnologia e manualità, l’opera della Predominato esprime, a 150
anni dall’inizio della lunga storia del Museo Revoltella, la concezione dell’arte del suo
fondatore: uno sguardo alla tecnologia e alla “modernità”, mai disgiunte dalla sapiente
capacità artigianale e da un raffinatissimo senso estetico.
Giovedì 3 novembre, Festa del Santo Patrono di Trieste e giorno
dell’inaugurazione, a partire dalle 13.00 e fino alle 21.00 la mostra e il Museo potranno
essere visitati gratuitamente.
La mostra rimane allestita fino al 25 aprile 2023, con il seguente orario: tutti i
giorni, escluso il martedì, dalle 09.00 alle 19.00. Il biglietto è compreso in quello
d’ingresso al Museo (intero € 7,00 / ridotto € 5,00). Per ulteriori informazioni:
revoltella@comune.trieste.it / http://www.museorevoltella.it / #150revoltella.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.