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Il 24 gennaio a Trieste un convegno sull’ingresso della “Croazia in area Schengen”.

Comunità Croata di Trieste – Hrvatska zajednica u Trst

comunicato stampa

Dal primo gennaio di quest’anno la Croazia ha raggiunto la piena e completa integrazione nell’Unione Europea con l’adesione all’Eurozona e l’ingresso nell’area Schengen, completando così il lungo cammino verso le istituzioni euro-atlantiche iniziato nei primi anni 2000 dopo un decennio, quello degli anni ’90, segnato dalla faticosa ripresa dopo la guerra di indipendenza. In occasione di questo evento epocale per la vicina repubblica, la Comunità Croata di Trieste – Hrvatska zajednica u Trstu, con il patrocino e la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia organizzano un convegno dedicato al tema “La Croazia in Area Schengen” che si terrà martedì 24 gennaio 2023 a partire dalle ore 15,00 fino alle ore 18,00 presso la Sala multimediale “”Tiziano Tessitori” di Piazza Oberdan, 5 a Trieste. Il convegno vuole essere un’occasione per dibattere ed analizzare il percorso fatto dalla vicina repubblica dal 2003, anno nel quale la Croazia ha ufficializzato la propria candidatura per l’ingresso nel UE, ma anche per cominciare a capire e disegnare gli scenari che si aprono con la definitiva caduta dei confini per poter sfruttare al meglio le enormi e concrete opportunità sul piano economico-commerciale, turistico e degli scambi culturali offerte da quello che per la Croazia e per i propri cittadini rappresenta un indubbio successo e un punto di arrivo. Allo stesso tempo non possono essere ignorate le criticità e le nuove sfide che comporta lo spostamento delle frontiere dirette dell’Unione Europea nel cuore dei Balcani, area che ancora oggi, a quasi trent’anni dalla fine della guerra in Bosnia-Erzegovina e dopo oltre vent’anni dalla fine del conflitto in Kosovo, è ancora percorsa da gravi tensioni politiche ed etnico-religiose ed è sempre in bilico tra il desiderio di entrare a far parte a pieno titolo della famiglia europea e il riemergere di pericolosi nazionalismi e revanscismi. Il convegno sarà moderato dal presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia Pier Mauro Zanin e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Parisi presidente della casa di spedizioni Parisi, Ervin Dubrović direttore dei Civici musei della città di Fiume, Mauro Manzin giornalista del Piccolo specializzato nell’area dei Balcani e dell’Europa dell’est, Rosanna Turcinovich Giuricin giornalista e scrittrice, Michele Berti responsabile per il lavoro frontaliero UIL FVG e Presidente del Consiglio Sindacale Interregionale Italo-Croato Alto Adriatico e Drago Kraljević ex ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma ed analista politico. Vista la limitata capienza della Sala Tessitori l’ingresso al pubblico sarà permesso solo su prenotazione ( da effettuare alla mail: info@comunitacroatatrieste.it o telefonando allo 040 3404035 in orario d’ufficio) entro il termine massimo di lunedì 23/01/2023.

AquaDueO – Un pianeta molto liquidoLa Banda Osiris e Telmo Pievani sono i protagonisti dello spettacolo a Staranzano.

Si riporta il comunicato.

AquaDueO – Un pianeta molto liquido
La Banda Osiris e Telmo Pievani sono i protagonisti dello spettacolo che anticipa, a Staranzano, il futuro Festival dell’Acqua (15 dicembre)

Nell’ambito di Natale a Staranzano 2022 – Un segno di pace, la manifestazione dal ricco calendario che l’Amministrazione Comunale ha realizzato in collaborazione con le Associazioni del territorio, approda alla Sala San Pio X, giovedì 15 dicembre alle ore 20.00, AquaDueO – Un pianeta molto liquido, lo scanzonato e divertentissimo spettacolo che vede in scena la Banda Osiris, fra le massime espressioni in Italia della comicità musicale, e Telmo Pievani, filosofo delle scienze biologiche e Presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica, fra i più attivi divulgatori scientifici.

La kermesse natalizia costituisce, infatti, l’occasione per presentare il Festival dell’Acqua, un nuovo, originalissimo progetto che l’Amministrazione Comunale intende realizzare nel 2023 e negli anni a seguire.

Il rapporto del tutto peculiare di Staranzano con l’acqua – il fiume Isonzo che sfocia nel Comune in località Punta Sdobba, l’eccezionale ecosistema dell’Isola della Cona che è meta di un turismo slow ed esperienziale, l’impianto idrovoro Sacchetti quale tappa fondamentale nella storia della bonifica di queste terre – fa del suo territorio il contesto privilegiato per la realizzazione di un festival dedicato a questo tema.

A tenere a battesimo il futuro Festival dell’Acqua, quindi, è lo spettacolo che unisce l’universo musicale dei quattro strepitosi componenti della Banda Osiris e quello scientifico di Telmo Pievani.

Uno spettacolo che affronta, usando il registro della leggerezza e il linguaggio universale della musica, questioni fondamentali e urgenti, per l’uomo e per il pianeta, quali le variazioni climatiche e la desertificazione progressiva. Temi particolarmente cari alla Banda Osiris, già vincitrice del Premio AICA, importante riconoscimento per chi, attraverso campagne di comunicazione, contribuisce alla creazione di una coscienza ambientale.

Una riflessione su come siamo e su come, invece, dovremmo essere che gioca con la musica e con gli strumenti musicali e che grazie alla presenza, complice e divertita, del Professor Pievani racconta con semplicità ed efficacia una questione di assoluta attualità.

Uno scanzonato canzoniere in cui si inseguono, indiavolate, le citazioni più diverse: da Com’è profondo il mare di Lucio Dalla alla Barcarola di Offenbach, da D’Annunzio a Jovanotti, fino a una versione di Smoke on the Water per quartetto di fiati.

AquaDueO ci ricorda che lo spettro, per l’uomo e per il pianeta, è la desertificazione: intere popolazioni saranno costrette a migrare, e a quel punto cantare Onda su onda avrà tutt’altro significato!

L’ingresso allo spettacolo è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

Wie lernten Triestiner einmal Deutsch? – COME IMPARAVANO I TRIESTINI IL TEDESCO UNA VOLTA?

Si riporta il comunicato come ricevuto.

COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA
“COME IMPARAVANO I TRIESTINI IL TEDESCO UNA VOLTA?”

Martedì 13 dicembre ore 17:00
Palazzo Gopcevich – Sala Bazlen
(via G. Rossini, 4 – Trieste)

Vi siete mai chiesti come i triestini imparavano il tedesco una volta? Qual era il modello di lingua proposto, quali concetti culturali venivano trasmessi e quali metodi didattici? Se siete curiosi di scoprirlo, martedì 13 dicembre ore 17:00 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich a Trieste, Lorenza Rega, professore ordinario, e Anne-Kathrin Gärtig-Bressan, ricercatrice a tempo determinato di lingua e traduzione tedesca, lo racconteranno nella conferenza aperta a tutti “Wie lernten Triestiner einmal Deutsch? – Come imparavano i triestini il tedesco una volta?” organizzata dal DeutschZentrum Triest, nell’ambito del suo ciclo di incontri culturali “K wie KULTUR”, in collaborazione con la Sezione di Tedesco della SSLMIT dell’Università degli Studi di Trieste, nella quale le due relatrici insegnano.

Come sappiamo, fino al 1918 Trieste faceva parte dell’Impero absburgico, di cui era il porto più importante e uno dei centri della vita commerciale e culturale dell’epoca. La conoscenza del tedesco era un valore aggiunto per i triestini non solo per fare affari, ma anche per potere accedere alla pubblica amministrazione, per frequentare l’università in particolare a Vienna oppure a Graz.

L’incontro ci accompagna in una conversazione su grammatiche e dizionari del tedesco in uso a Trieste tra il XVIII e il XX secolo. Presso la Biblioteca Civica di Trieste sono, infatti, custodite numerose grammatiche pubblicate dal Settecento in poi che consentono di gettare uno sguardo sul modo in cui i Triestini italofoni potevano apprendere il tedesco. Un’altra fonte che ci svela qualcosa sull’apprendimento del tedesco nel passato sono i dizionari italo-tedeschi custoditi nelle biblioteche regionali.

Questo viaggio ci porta anche a scoprire gli autori di dizionari tra cui Domenico Antonio Filippi, proveniente dal Trentino, che insegnava italiano all’Università di Vienna, o come Johann Ritter von Vogtberg, un alto funzionario dell’Impero asburgico, che durante il suo servizio aveva raccolto molti termini utili per chi doveva tradurre tra italiano e tedesco.

Info: http://www.deutschzentrumtriest.it

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.