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“Viviamo in un «continuo Green Pass»”

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Viviamo in un «continuo Green Pass»”
(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

mesi fa ero in una drogheria. Ho chiesto informazioni su alcuni prodotti in offerta: era valido solo per chi aveva la tessera. Beh, non è una tragedia, sottoscrivi la tessera: no, non l’hanno cartacea, bisogna scaricarsi l’ APP (chiedo scusa ma la parola “applicazione” non esiste più?) dallo store dello smartphone. Domanda: e se uno non ha lo smartphone, come tanti anziani? Risposta ovvia: s’arrangia; no smartphone? No offerta!
Tempo dopo chiedo informazioni per come sottoscrivere la tessera nel supermercato dove sono cliente: indovini un po’….ebbene sì, niente tessera, solo app con lo smartphone!
Dulcis in fundo, qualche giorno fa dovevo fare un prelievo al Bancomat. Vado in una sede che mi era vicina: tutto chiuso (e, si capiva, definitivamente). Vado in un’altra sede, con tre sportelli Bancomat: per il prelievo, operativo solamente uno. Mi hanno spiegato molto chiaramente che la “politica” delle banche è di eliminare l’uso dei contanti per costringere (e non lo metto fra virgolette, caro Blogger, perché questa è una costrizione vera e propria!) i clienti ad usare sempre e solo il Bancomat. Sarebbe “divertente” (e questo sì che che lo devo mettere fra virgolette!) vedere cosa succederebbe se il “sistema” si bloccasse. Come ha detto Lei durante una diretta, quand’è successo, la Spagna ha “insegnato” qualcosa….

Lo sa cosa farei io, caro Blogger? Ritirerei piano piano tuttti i miei soldi dalla banca. E se non fossi l’unica persona a farlo, questa resterebbe senza clienti; e poi che farebbe? Per la serie, se non lo capisci con le buone….
Perché mi scusi, caro Blogger, ma uno non può mica vivere subendo le scelte degli altri! Vi ricordate di quando qualcuno disse “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”? In questo caso sarebbe da dire “Italiani e persino europei, unitevi! Unitevi per difendere la vostra capacità di decidere come gestire la vostra vita; che, per quanto magari semplice, è pur sempre la vostra vita!”.
Io dico no a tutto questo schifo che ci toglie piano piano la libertà! Liberi dalla schiavitù crescente dalla tecnologia. Liberi di poter usare tessere cartacee; di poter pagare in contanti; di poter prenotare un albergo senza dover per forza di cose usare la carta di credito.
E per finire, dal prossimo anno la carta d’identità sarà solo elettronica. Un ulteriore passo che limita le nostre scelte.

Lei ricorda continuamente e giustamente quello che gli italiani hanno vissuto tra il 2021 e il 2022; e io penso che viviamo in un “continuo Green Pass”.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Anch’io, come il Presidente Fedriga, vorrei che ci fosse il coraggio di dire la verità. Ma quale?

Si riporta la lettera come ricevuta.

Anch’io, come il Presidente Fedriga, vorrei che ci fosse il coraggio di dire la verità. Ma quale?
(de “Il Grillo Scrivente”)

Caro Blogger,

ho ascoltato il discorso che il Presidente della Regione Friuli – Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha tenuto il 16 giugno scorso al “Villaggio della Prevenzione” a Napoli. Mi sorgono spontanee alcune domande a proposito di certe considerazioni che il Presidente ha espresso:

  • “La parte vaccinale prevede […] la capacità anche di raccontare la verità ai cittadini”.
  • “È chiaro che la paura è molto più efficace della razionalità”.
  • “Ma se […] qualcuno cavalca la paura per qualche interesse elettoralistico, noi falliamo nel far capire ai cittadini quanto è fondamentale partecipare alle campagne vaccinale e avere i vaccini per tutelare se stessi, i propri figli, e magari le persone anziane”.
  • “Avere il coraggio di dire la verità”.
  • “Spiegando alla popolazione la verità, anche il consenso poi viene, perché inseguire soltanto una minoranza chiassosa, […] non garantisce la salute assolutamente, ma lungo periodo nemmeno il consenso”.

Innanzitutto, non ho capito bene perché ha parlato tanto di come avere il consenso, ma tralascio i commenti su questo. Veniamo a cose ben più importanti, cioè, come dice lo stesso Presidente, la salute dei cittadini: perché “magari” le persone anziane? A parte il fatto che di solito sono i primi che si tutelano, in quanto i più fragili; ma addirittura “magari”?….

Certo, in generale la paura è efficacissima, perché spaventa la gente. Quindi lui giustamente dice di raccontare la verità. Allora, dovrei (quantomeno io) raccontare agli italiani quante persone conosco che, nonostante tre dosi di vaccino anti Covid, si sono ritrovate con 38.5 di febbre, tosse terrificante, e uno addirittura in ospedale. Efficace, questo vaccino…
Si dovrebbe ricordare a tutti gli italiani che il noto virologo Massimo Galli si è ritrovato in ospedale pure lui, nonostante tre dosi di vaccino. E adesso che Le sto scrivendo, caro Blogger, mi viene in mente che il Presidente Fedriga stesso si è ammalato di Covid, nonostante il vaccino.

Quella che il Presidente ha definito una “minoranza chiassosa”, era gente che manifestava il suo dissenso! Per carità, se una persona non condivide quelle idee, nessuno può costringerla a farlo; anche se penso che ce ne sia poca, vi è ancora libertà di pensiero, in questo paese. Però, caro Blogger, se Massimiliano Fedriga, in quanto Presidente, parlasse di quelle persone – che peraltro lottavano non solo per difendere i loro diritti, ma anche per tutelare i diritti di tutti, vaccinati e non, e lottavano per il loro stipendio, sospesogli grazie ad un provvedimento chiamato “Greeen Pass”, che Massimiliano Fedriga ha fortemente sostenuto – con un po’ più di rispetto, sarebbe cosa gradita…. Anche perché, quanto portato dalle restrizioni a milioni di italiani, possiamo ritenerlo altrettanto grave?

Vorrei ricordare, infine, che l’anno scorso diversi paesi europei – tra cui l’Italia, già alla fine del 2023 – hanno registrato un crollo delle vendite dei vaccini. Quindi, mi pongo una domanda: se il vaccino è così efficace, tanto da considerarlo fondamentale, come dice lui, allora perché mai gran parte della popolazione europea, in generale, e italiana, in particolare, dopo aver sperimentato tutta questa efficacia, non se l’è più fatto iniettare?

C’è un piccolo particolare, caro Blogger: se voglio la verità, non devo fare questa domanda al Presidente Fedriga, devo farla a tutte quelle persone.

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“Qualcuno queste cose le ha insegnate?”

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Qualcuno queste cose le ha insegnate?”
(de Il Grillo Scrivente)

Sono arrivati gli esami di Maturità. Qualche giorno fa, la locandina di un quotidiano ha fatto spalancare i miei occhi: “Maturità, no shorts e infradito”. Chiedo scusa, c’è qualcuno che si presenta all’esame di Maturità così? Con calzoncini corti? E con gli infradito?? Mi scusi, caro Blogger, ma stiamo parlando di andare in spiaggia o di presentarsi all’esame di Maturità? Si potrebbe cominciare con il chiedersi perché si chiama “Maturità”!

Ammetto che è passato qualche anno da quando l’ho sostenuto io; ma il mondo si è proprio, non “trasformato”, letteralmente capovolto! Sono anni, ormai, che vedo gente presentarsi a teatro con i jeans strappati; vedo foto dei cantanti sul palcoscenico di Sanremo vestiti in maniera incommentabile! Domanda retorica, caro Blogger, ma dove sono finiti quei cantanti che arrivavano sul palco con lo smoking e l’abito da sera? Dov’è finita la classe, l’eleganza? E adesso arrivano gli infradito all’esame di Maturità! Ma questi ragazzi hanno capito l’importanza, il valore, la solennità di quest’esame? Proprio per questa solennità, (come accennato dalla locandina di cui parlavo) una preside ha consigliato vivamente agli studenti un abbigliamento accurato, e non ciabatte e pantaloni corti.
Non parliamo poi delle proteste perché sulla valutazione peserà la condotta; e Dio ti ringrazio! Bisognerà avere sei in condotta per essere promossi. E sarebbe un problema?… Pensavo che fosse scontato che una persona dovesse comportarsi bene… Invece no, è arrivata questa notizia “sorprendente”: giovani, non siete liberi di sfasciare la scuola!

Certo che si è liberi di vestirsi come si vuole! Ma c’è anche un qualcosa che si chiama “rispetto per l’istituzione”; in questo caso “per l’evento”; rispetto per la sua ufficialità.
Forse dovrei pormi (anche) un’altra domanda: qualcuno queste cose le ha insegnate?

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