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È tornato!

Si riporta la lettera come ricevuta.

È tornato!

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

è tornato. Alla fine è tornato. Donald Trump è di nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Io non sono una persona esperta di politica, però ricordo la sconfitta “cocente” subita con Biden…
Ricordo quanto gli americani gli rimproverarono, allora, il suo comportamento superficiale nei confronti del Covid (ricordo che ne negava la gravità, non voleva mettersi la mascherina,…). Insomma, non aveva certamente amministrato bene la situazione…
E l’ha “pagata”! Mi ricordo benissimo (e penso se lo ricordino proprio tutti!) quanto non sia riuscito a digerire la sconfitta; le polemiche, il voler ricontare i voti, l’assalto a Capitol Hill…. Insomma un bel pandemonio, se mi concede il termine. Ha dimostrato una personalità pazzesca! Un carattere davvero difficile col quale avere a che fare!
Biden, l’esattto contrario: persona assolutamente tranquilla, pacata, col sorriso stampato sul volto (qualcuno ha mai visto sorridere Trump?). Sembrava veramente l’angelo salvatore dell’America!

Alla fine, però, è noto a tutti quanto l’indice di gradimento del popolo americano nei confronti di Biden sia sceso; tanto che si è ritirato dalla candidatura alle elezioni del 2024. E si è candidata Kamala Harris. Ed è qui che è sorta la mia sorpresa: viviamo in un mondo in cui non si sente parlare d’altro che di femminismo, di poche donne ai vertici, della lunga strada che c’è ancora da fare perché le donne possano finalmente raggiungere la piena pari opportunità di diritti. E non si sentiva parlare d’altro che di Kamala Harris: appoggiata da qualunque Star o personaggio famoso statunitense; descritta come la prima possibile donna alla guida degli Stati Uniti nella loro storia.
Trump, invece, considerato il pazzoide, il mostro, colui con il quale, da Presidente, sarebbero finite la democrazia e la libertà in America.
Tenendo conto di tutto ciò, avevo onestamente la più grande convinzione che gli americani avrebbeo scelto la Harris. Si può quindi immaginare il mio stupore quando ho saputo della vittoria di Trump.

Ora, io non ho intenzione di commentare la figura di Trump dal punto di vista politico, perché, come Le dicevo, non sono una persona esperta nel campo. Quello che invece mi viene spontaneo è una domanda: cari amici, ma se Trump è quel pazzo, nonché quel pericolo per la democrazia e la libertà, che tutti sostengono, (al di là dell’aspetto del femminismo) quanto disastrosa è stata l’amministrazione Biden, se gli americani hanno preferito uno come lui alla loro guida per quattro anni, piuttosto che la vice del loro Presidente uscente?

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

In una società sempre più vuota, vincono sentimenti e valori di una serie tv

LETTERE AL BLOG:

In una società sempre più vuota, vincono sentimenti e valori di una serie tv

(de Il Grillo Scrivente)

In una società che vive solo di apparenza, di immagine; nella quale la gente vive su Internet e soprattutto con lo Smartphone in mano. Una società in cui molta gente trascorre la maggior parte del tempo sui “social”; nella quale contano i “like” ricevuti su Facebook, su Instagram e su Tik Tok; nella quale giovani muoiono per immortalarsi con “selfie” in contesti pericolosi; una società in cui si stanno perdendo sempre di più i contatti “reali” con le persone e con gli amici per “frequentarsi” più sui “social” che di persona; in una società nella quale “dominano” gli “influencer”; le canzoni volgari. Una società frenetica, in cui la gente non ha più pazienza, vuole avere tutto subito; non ha più la volontà di cercare le cose con calma e pretende che “Google” le dia in un attimo tutte le risposte. Una società nella quale la gente non sa più stare da sola, non ha più voglia di pensare, di riflettere, di stare in silenzio… Ti bastano pochi minuti per vedere come, su 10 persone vicino a te, non ci sia una che non abbia il cellulare in mano, e di queste, praticamente tutte guardano video dal contenuto criticabile online.
In questa società, c’è una serie tv in cui troviamo ancora sentimenti e valori di un tempo: “Don Matteo”, nonostante abbia “perso” la figura di Terence Hill, è riuscito a farsi apprezzare dal pubblico: ci ha mostrato un capitano duro, inflessibile, che vuole tenere tutto sotto controllo, e pure con un disturbo ossessivo compulsivo per l’ordine; ma anche un capitano fragile, con alle spalle le sofferenze del divorzio dei suoi genitori quando lui era appena un bambino, e sofferente di vertigini derivanti dal trauma causato da questo divorzio.
“Don Matteo” ci ha mostrato anche la comprensione, la sintonia, la complicità che si crea tra quest’uomo così rigido e una donna apparente diversa da lui: impulsiva, impetuosa, che porterà una sorta di scompiglio nella sua vita; ma che, con la sua dolcezza e sensibilità, lo aiuterà ad aprirsi e ad affrontare le vertigini per la prima volta nella sua vita.

In una società in cui non c’è più alcun rispetto per i ruoli; in cui gli alunni insultano gli insegnanti, anche con parolacce; in cui certi studenti sparano con la pistola a salve in testa agli insegnanti, altri li accoltellano, in “Don Matteo” sentiamo un maresciallo dire ancora “Comandi!” al suo Superiore. Lo sentiamo dare del “Lei” a quello che è suo genero da oltre 16 anni, e suo genero (un tempo capitano, suo Superiore, ora colonnello), a sua volta, chiamarlo “maresciallo”.

In “Don Matteo” vediamo l’amicizia vera, quella tra il maresciallo e don Matteo. Un’amicizia autentica, fraterna, che non finisce nemmeno ora che il personaggio di quest’ultimo è in Africa; un’amicizia talmente grande che, nonostante la vicinanza e l’aiuto di don Massimo, il nuovo personaggio interpretato da Raoul Bova, il maresciallo sente la mancanza del suo amico. Un amico col quale (cosa a mio avviso straordinaria), dopo vent’anni di amicizia, continua a darsi del Lei, e a chiamarsi reciprocamente “don Matteo” e “maresciallo”.

In una società come quella in cui viviamo, sempre più povera di valori, “Don Matteo” è una “ventata di aria fresca”, un tuffo nel passato; un passato nel quale siamo cresciuti, ma che ormai sta vedendo (temo definitivamente) il suo declino….

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Ma….non “siamo tutti italiani”?

Si riporta la lettera come ricevuta.

Ma….non “siamo tutti italiani”?

(de Il Grillo Scrivente)

Essendo una persona appassionata di gialli, qualche tempo fa ho guardato una serie televisiva, mandata in onda di recente sulla RAI, dal titolo “Brennero”: non mi dilungo sulla trama, secondo la quale la polizia di Bolzano è alle prese con la ricerca di un serial killer. Ciò che più mi preme, piuttosto, è una riflessione sul “messaggio” trasmesso da alcuni dialoghi tra i funzionari: “può passare all’italiano? E’ una regola che vale per tutti” (dice il Sostituto Procuratore all’ispettore); “La invito comunque a rivolgersi a due pubblici ufficiali in italiano!” (dice un altro ispettore ad un privato cittadino); “Inspektor Costa, guten morgen! Kann ich helfen? – Siamo alla Procura di Innsbruck?” (tra due ispettori. E non penso ci sia bisogno della traduzione della prima domanda, la seconda è più che significativa); “Siamo due pubblici ufficiali, papà, dovresti parlare in italiano” (dice il Sostituto Procuratore); “siamo tutti italiani”.

Ora, già mi lascia un po’ di perplessità che venga detto ad un cittadino di una minoranza “siamo tutti italiani”: cittadinanza, sottostare alle leggi sono una cosa, la nazionalità è un’altra. Ma soprattutto, che due funzionari altoatesini debbano parlare fra di loro in italiano (fra di loro, non durante un interrogatorio o ad un processo) mica mi convinceva….. Tra l’altro, non solo per quanto riguarda una lingua: se due funzionari vogliono parlare fra di loro in bolognese, non credo sia un problema.

Poco tempo dopo, trovo sul canale You Tube un’intervista di Radio Radicale all’onorevole Dieter Steger riguardo alla serie, nella quale egli commenta in particolare la questione che funzionari altoatesini non possano parlare fra di loro in tedesco, e garantisce che lo Statuto della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige parifica le due lingue. Così vado a verificare: lo Statuto medesimo afferma che “I cittadini di lingua tedesca della provincia di Bolzano hanno facoltà di usare la loro lingua nei rapporti con gli uffici giudiziari e con gli organi e uffici della pubblica amministrazione situati nella provincia o aventi competenza regionale, nonché con i concessionari di servizi di pubblico interesse svolti nella provincia stessa” (Art. 100 dello Statuto Speciale per il Trentino – Alto Adige).

Vogliamo tradurre con linguaggio schietto? Ai due registi, Davide Marengo e Giuseppe Bonito, forse, da come posso interpretare, potrebbe dare fastidio il fatto che in Alto Adige si parli tedesco? Siamo in Italia? Sì, e allora secondo loro si dovrebbe parlare in italiano?

Passando da quanto si può interpretare dai contenuti della serie televisiva a quanto emerge dalla realtà, il 16 ottobre scorso, invece, ho appreso che nella piscina comunale di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, l’associazione che la gestisce ha stabilito che per un’ora alla settimana la piscina è riservata ad un corso di nuoto per sole donne musulmane (ovviamente vestite, la loro cultura richiede così. Non so se qualcuno è a conoscenza, o ricorda, la polemica scatenata presso lo Stabilimento balneare di Trieste “La Lanterna”, perché alcune donne musulmane sono entrate in acqua vestite): quindi nonostante siamo in Italia – paese di cultura occidentale, nel quale i cittadini entrano in acqua in costume da bagno- , non solo gli italiani, ma chiunque non sia di cultura musulmana e donna, ogni settimana, in quell’ora viene escluso dalla piscina (e ho sottolineato donna perché quindi anche i musulmani uomini vengono esclusi). Ma….non “siamo tutti italiani”?…. Evidentemente non in tutti i casi

NOTA: l’immagine in questo post è stata tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Zero, Public Domain Dedication

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