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A quale livello sociale e culturale siamo giunti in questo Paese?

Si riporta la lettera come ricevuta.

A quale livello sociale e culturale siamo giunti in questo Paese?

(de Il Grillo Scrivente)

Mercoledì 4 marzo scorso Giovanni Battista Bachelet, Presidente del comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale”, referendum che si sta per tenere in Italia sull’approvazione o meno della separazione delle carriere, ha annunciato su un suo profilo social (presumo Facebook, a vedere dall’impostazione) la nascita del comitato “Sanitari per il Sì”. Ha trascritto la notizia come riportata dall’agenzia di stampa AGI; e dulcis (si fa per dire) in fundo, ha concluso con due immagini. E “si fa per dire” in due sensi: uno simbolico, perché onestamente non lo trovo molto rispettoso, caro Blogger; l’altro estetico: un water e un bidet.

Allora, tradotto molto brevemente, come avrà ovviamente capito, il dottor (è un fisico) Bachelet ha voluto scherzare e ironizzare sul doppio senso dei “sanitari”.
Per carità, l’ho detto tempo fa, caro Blogger, in questo paese l’ironia è ancora permessa. Però, prima di tutto, non mi fa ridere. Secondo luogo, visto che la sta usando per parlare di professionisti della sanità, paragonarli al wc e al bidet…..
Terzo: è ovvio che il dottor Bachelet ha usato l’ironia per far capire (è il presidente del comitato del NO) che non condivide la scelta di separare le carriere. D’accordo, dottor Bachelet, magari basta dirlo, senza bisogno di paragonare persone, professionisti, a wc e bidet. Tra l’altro, essendo anche un insegnante universitario, pensavo conoscesse un po’ di…”galateo”…

Si è difeso dalla critica di un utente social dicendo che nessuno ha mai rimosso i commenti di alcuni “sostenitori del sì” rivolti a lui, con parole che qui nella mia lettera, caro Blogger, non posso proprio ripetere, perché sono parolacce…
Posto il fatto che pure quest’utente che ha insultato il dottor Bachelet ha ovviamente sbagliato (perché se tutti cominciamo con gli insulti, l’Italia diventa una jungla), caro Blogger, è comunque evidente a quale livello sociale e culturale questo Paese sia giunto. ….meglio limitarci a questo commento, senza aggiungere immagini…..

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

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Sanremo 2026. La conferma: un festival dove si parla troppo…

Si riporta la lettera come ricevuta.

Sanremo 2026. La conferma: un festival dove si parla troppo…

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

non so se lo ricorda, il 18 gennaio scorso ho fatto una scommessa; che francamente avrei voluto perdere, ma purtroppo…. Purtroppo l’ho vinta: le “Bambole di pezza” non si sono presentate eleganti a Sanremo. Decisamente no…. Per carità, rispetto alla loro foto di gruppo che avevo trovato online, sul palco dell’Ariston erano quasi da “Gran Galà”! Però…. Braccia completamente tatuate (quello ormai va dato per scontato) della cantante; abitini inguinali con stivali “modello esercito” e tacchi a spillo delle chitarriste (la batterista non riuscivo bene a capire, essendo “nascosta” dalla batteria). A coronare il tutto, le chitarriste hanno suonato con una grazia degna di Sanremo…. (aggiungo un ulteriore “purtroppo”, commento ironico).

Ma questo Sanremo mi ha colpito per altri quattro motivi:

1) Mia amata Laura Pausini, da come hai fatto il tuo “ingresso”, non riesci a nascondere che ti piace il protagonismo. Mi sa che non sei la persona proprio tanto semplice che pensavo….

2) A proposito di Laura Pausini, il suo commento alle “Bambole di pezza”: “Il rock è donna!”. Pure lei? Pure lei con questa fissazione sull’importanza di essere donna!

3) Per concludere su Laura Pausini, all’ospite d’onore Gianna Pratesi (una delle donne che votò per decidere se l’Italia rimaneva una monarchia o diveniva una repubblica), invitata per ricordare l’anniversario della nascita della repubblica e del raggiungimento del diritto delle donne al voto, la Pausini ha detto: “La sua vita è una storia meravigliosa molto emozionante, che rappresenta tutte noi donne italiane, che dal ’46 possiamo essere libere!!” (e metto doppio punto esclamativo perché l’ha proprio enfatizzato). Mi piacerebbe capire cosa significa per la Pausini “libere”….

4) “Ringraziamo” tutti calorosamente Carlo Conti per averci (da bravo conduttore di un festival musicale) ricordato di vaccinarci contro l’influenza e, soprattutto i giovani, contro l’HIV. ….e come mai non ha ricordato di vaccinarci contro il Covid?….

Una cosa non ho bisogno che nessuno mi spieghi: come mai il programma è iniziato con circa tre milioni di ascolti in meno rispetto lo scorso anno, ed ha pure perso ascolti in divenire.

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Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità” e vanno rispettate!

Si riporta la lettera come ricevuta.

Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità” e vanno rispettate!

(de Il Grillo Scrivente)

Dal 15 al 17 febbraio scorsi si è tenuta a Rimini una fiera denominata “Beer & Food Attraction”. Il nome parla abbastanza chiaro. Se pensa che mi scandalizzi per la birra, in realtà non è questo il problema, bensì il fatto che all’interno di uno dei padiglioni c’era un allestimento che ricreava l’interno di una chiesa con (ovviamente finti) frati ad un bancone che servivano drink, e “avvenenti” (temo di poter immaginare la scena…) suore (ovviamente finte anch’esse), che offrivano la “comunione con aperitivo”: ostie finte.

La cosa ha scatenato polemiche (chissà come mai….) e ha fatto infuriare (direi…) la Diocesi di Rimini, la quale ha espresso, attraverso una nota ufficiale sull’iniziativa, “ferma deplorazione” e “rammarico” e ha parlato di strumentalizzazione di simboli religiosi a fini commerciali.
L’azienda lombarda Fusetti, ideatrice di questa “bella trovata” per pubblicizzare i suoi prodotti, è subita corsa ai ripari con un comunicato a sua volta, chiedendo scusa, spiegando che volevano solo suscitare ironia in linea col tema dell’aperitivo, e chiarendo che non hanno mai avuto volontà di mancare di rispetto.

Caro Blogger, innanzitutto mi verrebbe da chiedere all’azienda Fusetti “Ci sei o ci fai?”; perché mi perdoni, ma questi improvvisi rammarichi e “inginocchiate sui ceci”…..
Al di là di questo, le figure dei frati e delle suore molto spesso vengono usate con ironia, soprattutto in alcuni film; basta pensare agli abiti religiosi indossati a Carnevale; in questo mondo non è ancora vietata l’ironia. Però, caro Blogger, ci sono dei limiti…. Esistono delle cose che si chiamano “sacralità”, “solennità”; e vanno rispettate. Non puoi arrivare a fare ironia sul momento della comunione, perché allora tutto diventa solo una pagliacciata! Ci sono cose (vedi l’Inno, di cui Le parlavo nella mia ultima lettera) che non si possono “toccare”. Si chiama semplicemente “rispetto”.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0