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“Vieni a prendermi, Kitt”

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Vieni a prendermi, Kitt”
(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

l’altro giorno ho scoperto sul canale YouTube un video straordinario: penserà ad un documentario….; penserà ad un film….; penserà ad un servizio giornalistico….: no, la “Compilation cartoni animati anni 80 e 90”. Sì, un video decisamente maturo, adulto; e se vogliamo anche un po’ intellettuale…

Scherzi a parte, caro Blogger, io non sono una persona fanatica di YouTube, ma devo riconoscere che mi ha permesso di fare un meraviglioso “tuffo nel passato”! Che, ad essere precisi, è iniziato prima del video con le sigle dei cartoni animati: perché tempo fa ho trovato le canzoni dei Ricchi e Poveri, Pupo, Albano e Romina,… Al di là del fatto che questi cantanti qui in particolare possano piacere o meno, è una gioia (e mi permetto di dirlo, una vera e propria emozione), ritrovare quelle meravigliose melodie del passato, quei testi intensi (e anche dolci) delle canzoni; o, in altri casi, quei ritmi incalzanti, sentendo i quali non si riusciva proprio a star fermi!
E parlavo del passato perché, mi dispiace dirlo, ma non riesco proprio a trovare nel presente musiche così belle. E quello che mi “consola” è che, leggendo i commenti ai video (Le dirò, soprattutto quelli dei cartoni animati), ho trovato commenti di gente che si sente come me; che non ama la musica del presente, e che ha provato una grande emozione riascoltando quelle sigle. E non
soltanto per la musica: tante persone hanno scritto (e lo condivido pienamente) quanto quei cartoni animati fossero bellissimi; di gran lunga più di quelli di adesso! Sì, penso che noi “grandi” siamo stati fortunati a crescere con quelle canzoni, quei cartoni; quei telefilm, anche! Io ho ancora nel cuore le risate che ci facevamo fra amici commentando il tempo che impiegava il pallone di “Holly e Benji” ad attraversare il campo da gioco. Come posso dirLe quante persone sento dire ancora adesso una frase – a questo punto mi permetto di dire rimasta storica – : “Vieni a prendermi, Kitt!”, dal telefilm “Knight Rider”, in Italia noto col titolo “Supercar”.

Eh sì, caro Blogger, proprio un graditissimo “ritorno al passato”…

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

“È casuale la scelta della moschea?”

Si riporta la lettera come ricevuta.

“È casuale la scelta della moschea?”

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

penso che ormai lo sappiano tutti, o senz’altro tanti: il 30 aprile scorso la Scuola d’Infanzia “Santa Maria delle Vittorie” di Ponte della Priula, un Comune del Trevigiano, ha organizzato una visita dei bambini alla moschea “Emanet” di Susegana. Tra le foto postate su Facebook dalla stessa scuola al termine della visita, vi è una che ritrae i bimbi inginocchiati e piegati a terra mentre pregano. Questa foto ha scatenato plausi ma soprattutto molte polemiche. I Media riportano i fatti in maniera diversa, perché alcuni dicono che ai bambini non è stato chiesto di inginocchiarsi, ma che è stato un gesto spontaneo da parte loro perché l’Imam gli stava spiegando come avviene la preghiera.

Io francamente mi auguro che il gesto dei bambini sia stato veramente spontaneo; perché il punto è, è casuale la scelta della moschea? Non mostre, musei, eccetera, guardacaso proprio la moschea. Oggi in Italia sta prendendo piede sempre di più una linea dettata principalmente dalla Sinistra, volta a portare alla conoscenza delle diverse culture presenti nel nostro Paese; cosa di per sé sicuramente importante, bella e arricchente chiunque. Ma perché questa Sinistra che tiene tanto al fatto che i Cattolici si incontrino con altre religioni, e che auspica che da questo incontro nascano armonia e “collaborazione”, lo vuole solo con la religione musulmana? Mi scusi, le altre religioni cosa sono, non rientrano nell’ “altra cultura”?
Comunque, a prescindere dal luogo, non è troppo giovane un piccolino dell’asilo per poter comprendere cosa sia una moschea (o una sinagoga)? Se si vuole visitare i luoghi di altre culture, non sarebbe meglio farlo con ragazzi di almeno 11 anni? Vorrei sapere cosa sono riusciti a capire quei piccolini… Cosa gli è rimasto dentro?

Per concludere, spero tanto che le maestre che hanno indossato il velo spontaneamente in rispetto a quel luogo di culto, difendano il mantenimento del Crocifisso sulle pareti delle scuole cattoliche.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

“Personalmente approvo il Decreto Legge emanato dal Ministro Valditara che vieta di tenere i corsi di educazione sessuale”.

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Personalmente approvo il Decreto Legge emanato dal Ministro Valditara che vieta di tenere i corsi di educazione sessuale”.
(de Il Grillo Scrivente)

Il ministro Valditara ha da poco emanato un Decreto Legge che vieta di tenere corsi di educazione sessuale nelle scuole elementari, e nelle Medie inferiori e superiori lo consente solo con il consenso dei genitori. Si scatena il putiferio. L’unica cosa che vede ampia approvazione e apprezzamento è l’arresto obbligatorio in flagranza o semiflagranza per aggressione a docenti e dirigenti (era ora).

Ora, ovvio che se uno non è d’accordo con la decisione di un politico, ha tutto il sacrosanto diritto di esprimere la sua contrarietà. Io personalmente approvo che ai bambini delle Elementari non vengano tenuti questi corsi, perché trovo che sia un’età ancora troppo delicata per affrontare tematiche così (mi permetto di dire obiettivamente) sensibili. E soprattutto, il fatto che a scuola non se ne parli, non impedisce a “mamma e papà” di parlarne loro al loro figlio. Alle persone di una certa generazione non sono stati fatti corsi, ma la sessualità l’hanno imparata e scoperta ugualmente.
Mi dispiace però che quelle persone che protestano con tanta foga, dichiarando che la sessualità è una materia che non si può più ignorare, non si preoccupino altrettanto della crescente violenza diffusa tra i giovani. Anche (e soprattutto!!!) quella, è una cosa che non si può più ignorare! Nelle città ragazzini commettono stupri di gruppo, accoltellano, fanno furti. Ho visto un video in internet in cui un ragazzo, che prende un brutto voto, si accanisce contro il professore, deridendolo anche, tra le risate generali e con tanto di ripresa (presumo con lo smartphone) da parte di un compagno di classe. Il professore, muto, non proferisce parola. È accettabile tutto questo? Tra l’altro, se posso permettermi, non credo che ragazzi così (e purtroppo sono sempre di più) abbiano bisogno di corsi sulla sessualità…
Se c’è invece una cosa che introdurrei, è uno “sportello” di consulenza psicologica gratuita di almeno due ore a settimana nelle scuole, al quale ogni studente possa rivolgersi per qualunque tipo di problema, sia personale, che riguardante problematiche interne alla scuola o comunque ad essa inerenti.

Oggi sembra esser presente una vera e propria lotta per l’educazione. A tal proposito, è finito da poco su RAI 1 uno sceneggiato giallo dal titolo “Tutto quello che ho”, in cui una coppia perde la figlia e (lui poliziotto, lei avvocato) cerca disperatamente di arrivare alla verità sulla sua morte. Gliela faccio breve: la figlia faceva volontariato di nascosto in una casa occupata; a conclusione dell’ultima puntata, si sente dire dalla voce della figlia morta, che, siccome lei viveva in una famiglia splendida (se era così splendida, perché il volontariato lo faceva di nascosto?), voleva dare a chi non ce l’aveva, la famiglia che aveva lei.
Mi chiederà qual è il problema, caro Blogger… Nessuno; a parte il fatto che si viene a sapere che, nonostante fidanzata, aveva una storia con uno degli occupanti. Viva la coerenza e la sincerità… Ottimo messaggio educativo!!

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0