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C’è chi predica bene, ma razzola male, anzi malissimo!

Si riporta la lettera come ricevuta.

C’è chi predica bene, ma razzola male, anzi malissimo!
(de “Il Grillo Scrivente”)

Caro Blogger,

in data 23 marzo scorso vengo a sapere dell’increscioso episodio avvenuto tra Romano Prodi e la giornalista Lavinia Orefici. Il giornalista da cui ho appreso la notizia ha un po’….come dire, “ingigantito” quanto avvenuto, perché dal video che ho trovato in internet non mi sembra che Prodi le abbia proprio tirato i capelli; glieli ha, più che altro, “presi un attimo nella sua mano”.
Quel che però, a mio avviso, è certo è che Prodi ha tenuto un comportamento decisamente irridente nei confronti della giornalista, trattandola veramente come una sciocca.
Ora, io non sono una persona esperta nel campo, ma onestamente, per quanto la domanda rivoltagli potesse essere sciocca, stupida, senza senso, denotante ignoranza, eccetera, penso che potesse cercare di farglielo capire in maniera diplomatica senza trattarla come una stupidina, toccandole anche i capelli; anche perché il Presidente Romano Prodi ha avuto incarichi di primaria importanza in nome del popolo italiano, e di conseguenza ha rappresentato, e dovrebbe continuare a rappresentare, un esempio anche di comportamento.

Ma ciò che trovo ancora più…..(mi perdonerà ma non so nemmeno quale aggettivo utilizzare!), è la difesa dei politici nei confronti di questa giornalista. Non ho certo bisogno di ricordarLe che viviamo in un mondo nel quale non si parla d’altro che di (giustamente!) lotta contro la violenza sulle donne, del maschilismo che continua implacabilmente ad imperversare in una società (considerata) ancora fortemente patriarcale; di quanto alla base di tutto questo ci sia un problema culturale; e di quanto sia importante un’educazione nelle scuole.
Detto ciò, il consigliere del PD Angelo Dieni, rappresentante di uno dei partiti che più si fa portavoce della difesa nei confronti delle donne, a neanche un mese di distanza dalla festa della donna, ha messo in pratica tutti questi principi, dichiarando che Prodi non doveva tirarle i capelli, ma darle un bel calcio assestato negli stinchi.Alla fine si direbbe proprio che c’è chi predica bene, ma razzola male, anzi malissimo!

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Il ruolo “educativo” della televisione.

(Si riporta la lettera come ricevuta)

Il ruolo “educativo” della televisione.
(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

poco tempo fa si è concluso un giallo a puntate dal titolo “Le onde del passato”. Tra le battute dei personaggi giovanili: “Tipico dei maschi, fanno sempre così, c’è l’Apocalisse intorno e loro si scansano!”.
Il 30 marzo è andata in onda la prima puntata di una serie TV “Costanza”, la cui protagonista è madre single per scelta, costretta a ritrovare il suo ex perché sua figlia di 6 anni soffre e vuole a tutti i costi conoscere il padre (che non sa di avere una figlia).

Posto il fatto che personalmente non credo che TUTTI gli uomini siano così irresponsabili e vigliacchi da defilarsi se fuori c’è l’Apocalisse (e lo stesso lo credo per quanto riguarda le donne), la trama che ho letto per puro caso di questa serie TV che è andata in onda, mi ha fatto pensare a due cose. La prima, che non so quanto sia sano dal punto di vista sociale questo (mi permetta il termine, La prego) accanimento delle serie TV nei confronti della figura maschile. Ultimamente si è parlato molto del ruolo “educativo” della TV e di quanto siano diseducative “Cenerentola” e “Biancaneve” nel rappresentare donne che puliscono la casa e poi si salvano perché si sposano; non penso che disprezzare il sesso opposto sia un messaggio molto più educativo.
In secondo luogo: io La seguo da molto tempo con grande interesse, Lei parla spesso di diritti civili; in quest’ultima serie TV non c’è solo l’aspetto di quello che io ho chiamato “accanimento”, ma anche quello della paternità, che mi ha portato a questa riflessione: una persona ha diritto a nascondere ad un’altra una paternità? Un uomo non ha forse diritto di venire a sapere di essere in attesa di un figlio? Se poi non è adeguato al suo ruolo di padre, questa è una decisione che dovrebbe spettare al giudice ed agli assistenti sociali.

Per concludere, caro Blogger, ho l’impressione che oggi si venga a generare una grande confusione che poi, alla fine, potrebbe trasformarsi anche in una subdola guerra tra sessi. Forse il ruolo “educativo” della televisione dovrebbe essere sviluppato con maggiore riflessione ed attenzione.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

In un attimo tutto tramonta.

Si riporta la lettera come ricevuta.

In un attimo tutto tramonta.

(de Il Grillo Scrivente)

Domenica pomeriggio mi trovavo in un bar. Arriva la cameriera e prende le ordinazioni con due cose che si usavano un tempo: penna e blocknotes. Non Le dico, caro Blogger, il mio stupore e la mia meraviglia! Oramai vedo solo camerieri che, non solo usano “aggeggi” elettronici, ma devono aprire determinati file e poi accedere ad altri, tra un’operazione ed un’altra, solo per prendersi nota di un gelato e di un caffè.
Lasciato il bar, percorrevo le strade della città: faceva veramente tanto freddo! E nonostante quelle temperature, i locali erano pieni di gente. Così, mi è venuto in mente, col sorriso, quando all’epoca della scuola, gli amici ti invitavano a casa loro (e tu facevi altrettanto) a bere un tè o un caffè, e si trascorrevano degli splendidi pomeriggi seduti in cucina, in soggiorno, in salotto,…dove volevi. Ridevi, scherzavi, …. O parlavi di problemi o di cose serie. Ma in entrambi i casi, c’era quel senso di intimità, di tranquillità, di “focolare domestico”! È da tempo che mi domando (vedendo, tra l’altro, chiudere definitivamente tanti negozi di articoli casalinghi), chissà se quel senso della “famiglia”, del “focolare domestico” c’è ancora…

Oggi, invece, ho “fatto ritorno” al 2025: come sono cambiate le cose… Pensi che ho cercato il numero di telefono di un ambulatorio medico per prendere un appuntamento: il sito dell’ambulatorio mi ha rimandato ad un altro sito, dove era possibile solo la prenotazione online, naturalmente fornendo l’immancabile email (ma se prenotava un anziano che magari non ha la mail?) e il numero di cellulare (e qua forse quasi tutti si salvano). Ma tanti anziani che non hanno il computer e non sanno usare internet, che cosa fanno? Una volta c’era la segretaria…

Ci si riuscirà mai ad abituare a questa nuova realtà?

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0