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Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino parlano di confini.

CONF-1X2All’Università delle Liberetà Auser di Trieste, lunedì 19 febbraio, si è tenuta una conferenza avente ad oggetto i confini.
“Confini materiali e confini mentali” era il titolo dato all’incontro che ha visto come relatori Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino.
La particolarità dell’evento è consistita anche nel fatto che nella sala si sperimentato per la prima volta per le Liberetà il sistema della videoconferenza.
Il risultato, eccellente sotto tutti i punti di vista” si è raggiunto grazie al lavoro sinergico con tutta la struttura e che in Franco Deluca, ha visto la realizzazione informatica, in Sebastiano Truglio l’organizzazione e in Rossella Maffi la gestione della grafica e dei collegamenti in diretta facebook.
La volontà è stata quella di fornire un prodotto di qualità alla fruizione multimediale.
Infatti, se da un lato il collegamento Skype ha permesso ai due relatori di dialogare tra Trieste e Tokyo, dall’altro la diretta facebook ha rappresentato l’occasione anche per chi non era presente in sala, di seguire l’incontro.
Non solo: nel profilo facebook dell’Università delle Liberetà Auser di Trieste è possibile rivedere quanto fatto in tutte le sue manifestazioni.
Per quanto riguarda i contenuti, come detto, sono stati affrontati i confini nelle loro differenti espressioni. Sotto il profilo della materialità e sotto quello della espressione mentale, psicologica e psichiatrica.
Il “limes” che se per un europeo rappresenta la normalità, per un giapponese è immaginato ma diviene reale e concreto quando lo si intende come fisico e mentale.
Il confine nella vita dell’uomo, nella storia, nelle conseguenze delle tragiche esperienze belliche che divide i popoli, che li pone opposti gli uni agli altri.
E il confine diviene mentale quando la psiche diviene elemento di divisione e fonte di pregiudizio, di paura, e, di conseguenza, di isolamento.
Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino hanno colloquiato tra loro partendo proprio dall’analisi di ciò che significa “confine” per poi affrontarlo nelle sue vicende storiche, nelle conseguenze, nella psichiatria.
Dal Muro di Berlino alla Cortina di Ferro, quindi, a Trieste.
Un pubblico numeroso ha avuto modo di partecipare anche con molte domande dimostrando come iniziative come queste si rivelino di grande interesse ed attenzione.

 

NOTA: l’immagine in questo post è opera di Rossella Maffi.

Trieste e Tokyo, il 19 febbraio, dialogheranno all’Università delle Liberetà su confini materiali e mentali. Anche in diretta facebook.

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Logo Università LiberetàSui corsi dell’Università delle Liberetà di Trieste non tramonta mai il sole.
Se Carlo V d’Asburgo avesse visto cosa l’Università delle Liberetà Auser di Trieste sta organizzando, avrebbe rivissuto i fasti del passato.
E’ proprio così. Le Liberetà, lunedì 19 febbraio, alle ore 15, presso la sede di via San Francesco 2 a Trieste, , presenteranno una conferenza dagli importanti contenuti e dalle metodologie assolutamente al passo con i tempi tecnologici e comunicativi contemporanei.
Infatti alla conferenza “Confini materiali e confini mentali”, i relatori saranno sì presenti in sala ma, uno di questi, in diretta video da Tokyo.
L’argomento molto importante, oggi più che mai, riguarda i confini, in un’Europa che non riesce ancora a trovare una spinta effettivamente comune e una direzione d’insieme, in un’epoca in cui alla caduta del Muro di Berlino e, successivamente dei confini, è seguita una ricostituzione di barriere in altre zone dell’UE.
I relatori si confronteranno con opinioni e considerazioni differenti, frutto di punti di vista fondamentalmente derivanti dalle origini Europea ed Asiatica.
Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino hanno condotto, ciascuno per proprio conto, studi approfonditi su questo tema. In particolare Suzuki Tetsutada ha avuto modo di affrontare non solo un’analisi del confine materiale ma anche di quello mentale, con particolare attenzione all’esperienza di Basaglia a Trieste.
Biagio Mannino ha studiato gli effetti che i confini imposti hanno causato nelle popolazioni che vivevano le divisioni forzate, con una particolare attenzione alle conseguenze di ciò che accadde a Berlino con la costruzione del Muro e quello che è accaduto negli effetti post generazionali all’identità degli esuli istriani.
Temi di assoluto interesse, anche perché le valutazioni di questi possono essere di sicuro aiuto nell’affrontare le sfide politiche e sociali che ci troviamo ad affrontare a seguito dei grandi cambiamenti globali.
Ciò che maggiormente colpisce è il fatto che l’Università delle Liberetà vuole diventare 3.0 nell’epoca della comunicazione.
Inoltre, per venire incontro a tutte le esigenze, l’evento avrà anche una diretta facebook dal profilo dell’Università delle Liberetà AUSER di Trieste.
Una conferenza che unirà virtualmente Trieste a Tokyo in quella che potrebbe rappresentare una vera novità.

 

NOTA: le immagini in questo post sono state fornite dell’Università delle Liberetà AUSER di Trieste.

Trieste e le vie della seta in un’Unione Europea in crisi d’identità e dall’incerto futuro.

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Trieste – 10 gennaio 2018 – Le vie della seta e dei cantieri – foto BM 2018.

(di Biagio Mannino)

 

L’affermazione della forza economica e finanziaria cinese è ormai una realtà consolidata.
La necessità di trovare sbocchi al di là dei confini, impone al Governo cinese di intraprendere percorsi commerciali puntando in particolare all’Europa.
Quella mitica “via della seta” rappresenta un’idea che trova una piena realizzazione anche oggi ma che, da “via” diviene “vie” della seta.
“Vie” poiché a quella linea terrestre che dalla Cina, attraverso l’Asia, raggiunge l’Europa, si affiancherebbero altre “vie”, marittime che, passando per Suez, giungerebbero ai porti del Mar Mediterraneo per poi convogliare tutte le merci nel territorio europeo.
Un enorme scambio di beni e prodotti in entrata e in uscita da queste due grandi realtà: quella cinese e quella dell’Unione Europea.
Ma, mentre la Cina presenta una pianificazione strategica chiara e strutturata, l’Unione Europea mostra, come ormai siamo abituati ad osservare, una forte disorganizzazione e, soprattutto, una visione di insieme assente ma sostituita e sempre dominata dagli interessi particolari degli Stati membri.
L’Europa erede di quei territori che una volta venivano identificati come Austria Ungheria e poi, successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, come Europa dell’est, non accetta una visione germano centrica portata avanti dalla politica di Angela Merkel.
E questo, in quella eterna contrapposizione Russia – Stati Uniti è quanto di più favorevole ad una politica di oltre oceano volta ad isolare l’erede dell’Unione Sovietica.
Un’Europa che dalla Polonia alla Croazia, dall’Austria alla Slovenia, dalla Slovacchia all’Ungheria e alla Romania, vive la UE con grande malessere e sempre attenta ai tentativi, o presunti tali, di eventuali forme di controllo ad est, ovvero da parte russa, ed a ovest, ovvero da parte tedesca.
Nella confusione europea di mezzo, si realizzano le previsioni che, negli anni ‘90, gli analisti statunitensi facevano a proposito di un avvicinamento della Germania e dell’Italia proprio alla Russia motivato principalmente dall’effettiva necessità di risorse energetiche.
Se poi includiamo il fatto che, con la Brexit, il Regno Unito ha dato il via al desiderio di separazione, l’immagine di una Unione Europea in crisi è quanto mai evidente.
Nel recente vertice africano con l’Unione Africana è emerso come le diverse relazioni internazionali avvenissero sì tra Unione Europea ed Unione Africana ma poi, gli accordi, quelli veri, avvenivano tra i singoli Stati membri delle due organizzazioni.
E questo evidenziava ulteriormente la debolezza di una visione d’insieme della UE.
Nel panorama dei grandi interessi internazionali, la logistica dei trasporti punta ai porti italiani come via privilegiata, e, in particolare, al porto di Trieste.
Proprio Trieste che, protagonista nei mari fino a cento anni fa, nell’anniversario della fine della Grande Guerra, potrebbe trovare un nuovo rilancio.
Ma anche qui l’incertezza è molta nel momento in cui la politica italiana si trova in una fase di grande confusione, con prospettive elettorali che, al momento, vedono nell’ingovernabilità il solo risultato nelle prossime elezioni legislative.
Le caratteristiche fisiche del territorio, del mare e la struttura urbanistica di Trieste, rappresentano il punto di vantaggio rispetto ad altri competitori in Italia, come, ad esempio, Venezia.
Tuttavia anche in Italia, come nell’Unione Europea, la mancanza di una visione d’insieme, rischia di vanificare delle occasioni straordinarie di crescita e, soprattutto, di rilancio.
In occasione del convegno “Le vie della seta e dei cantieri”, tenuto presso la sala Saturnia della Stazione Marittima di Trieste e che ha visto, tra i relatori, la partecipazione di Lucio Caracciolo, Direttore della rivista di geopolitica Limes e di Zeno D’Agostino, Presidente dell’Autorità d Sistema Portuale del Mare Adriatico orientale, davanti ad un numerosissimo pubblico, sono state affrontate le analisi oggettive della situazione.
Se, da un lato, emerge la consapevolezza della necessità di un coordinamento governativo, contemporaneamente si evidenzia la debolezza della politica non solo italiana ma anche europea.
Nonostante questo il percorso è iniziato. La direzione che questo prenderà dipenderà solo da quelle strategie e quelle visioni d’insieme che al momento non ci sono.

 

NOTA: le immagini in questo post sono di Biagio Mannino.