“Perché ho la sensazione che queste battaglie siano sempre solo una scusa per abbattere il nostro mondo?”.

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Perché ho la sensazione che queste battaglie siano sempre solo una scusa per abbattere il nostro mondo?”.

(de Il Grillo Scrivente)

Lo Stato di New York ha recentemente approvato un disegno di legge che modifica la terminologia nei testi di legge su custodia e minori: il termine “madre” diventa “genitore gestante”; “padre” diventa “genitore non gestante”. Questo per includere in modo più completo le famiglie arcobaleno, quelle adottive, e quelle che ricorrono alla procreazione assistita.

Caro Blogger, io ho capito benissimo il concetto, però, se posso permettermi, mi chiedo per quale motivo le parole “madre” e “padre” dovrebbero far sentire escluse queste famiglie. Prima di tutto, prendiamo in considerazione una famiglia omosessuale: nel caso di due donne, sarebbero madri entrambe, quindi, mi scuso nuovamente, ma mi sfugge il problema. Stesso ragionamento nel caso di due uomini, sarebbero padri entrambi.
Nel caso di una famiglia adottiva, penso che, se una persona adotta un figlio, sia per fargli da madre e da padre, quindi continuo a non capire il problema.
Procreazione assistita: chiedo scusa per l’ultima volta, ma la donna che si fa fecondare, non diventerà madre e il suo compagno padre?
Perché ho la sensazione che queste battaglie siano sempre solo una scusa per abbattere il nostro mondo, la nostra natura, la nostra cultura? Si parla di portare rispetto: portarlo agli altri non può comportare toglierlo a noi; quando ci si rispetta reciprocamente, nessuno ha da perderci.

Questa notizia mi ha riportato alla mente quando, l’anno scorso, l’ex ministro Dario Franceschini ha proposto di dare ai figli solo il cognome della madre; per, “dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre”, dare “un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico, ma è stata una delle fonti culturali e sociali delle disuguaglianze di genere”.
Posto il fatto che sono la “prima persona” che si è sempre chiesta perché un figlio abbia solo il cognome del padre, posso dirLe, caro Blogger, che non so se questa sia stata una delle fonti di disparità, ma ho una certezza: dare nuovamente un solo cognome si traduce in “nuova disparità”, non “risarcimento”. E così ribadisco il concetto di prima: non puoi fare giustizia per uno togliendo all’altro!

Pure io ho una proposta; anzi, tre: la prima, è che si diano entrambi i cognomi (parità di genere); la seconda, smettetela, e lasciate che “madre” resti “madre” e “padre” resti “padre”; la terza, è che la si finisca con questa guerra tra i sessi, che non solo ha stancato, ma che, come tutte le guerre, può portare solo al massacro.

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