Quando la “cultura” dell’ignoranza fa fare passi indietro.

Quando la “cultura” dell’ignoranza fa fare passi indietro.
(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

qualche giorno fa ho avuto quella che, di questi tempi, si chiama fortuna, ovvero di poter ascoltare il Professor Vittorino Andreoli, che non ha bisogno di presentazioni, tenere una conferenza su “Il fascino del male”, nell’ambito della rassegna, svoltasi nella città di Trieste, “Trieste True Crime”. L’argomento dell’intervento del Professore era incentrato sugli assassini, in particolar modo i serial killer. E Le posso dire quanto sia stato veramente bello, piacevole, gratificante, stimolante, e non saprei quale altro aggettivo usare, aver potuto sentire esprimersi (a prescindere che si condivida o meno quello che viene detto) un professionista serio, che parla affrontando con competenza la materia, e con notevole padronanza di linguaggio. Ti riporta un po’ indietro al passato, quando a queste cose eravamo abituati; prima che arrivassero quegli che Lei, in un Suo recente video, ha definito persone che si improvvisano esperti. Pochi giorni dopo, ahimè, ho vissuto un brusco “ritorno al presente”, e mi è ritornato alla memoria quanto Lei diceva: a Ferrara, il 5 novembre scorso c’è stato il primo raduno italiano del movimento MAGA (Make America Great Again) che sostiene il Presidente Trump e la sua politica; questo nonostante l’oggettivo disastroso risultato delle elezioni Mid-Term. Si è sentito parlare di guerra in Iran; pace, sviluppo e libertà; Europa e sovranismo; il tutto contornato da termini poco fini (e, mi consenta, con poca professionalità) che, come ben sa, nelle mie lettere non riporto, finalizzati a creare più emozioni che reali ragionamenti, su problemi concreti. Inevitabilmente, dopo aver ascoltato gli interventi (come Le dicevo, pochi giorni prima) del Professor Andreoli, e successivamente quegli di questi relatori al raduno di Ferrara, mi è sorto il dubbio: si possono mettere sullo stesso piano persone che hanno alle spalle anni di esperienza e competenza, e trattano contenuti di indubbia importanza, con persone che si avvicinano in modo del tutto improvvisato a discipline così delicate da influire concretamente sulla nostra vita?
Aggiungo un altro aspetto: in occasione dell’incontro che ha visto protagonista il Professor Andreoli, erano presenti in sala forse centocinquanta persone; in occasione del raduno di Ferrara sono state contate più di duemila e cinquecento persone. Mi consenta questa domanda: dove stiamo andando a finire?

Gentilissimo Grillo Scrivente,

non posso che tristemente condividere i dubbi espressi nella lettera.

Sono convinto che viviamo in un contesto dove sempre di più regna il caos e, anche per questo motivo, la “cultura” dell’ignoranza ci fa fare passi indietro e genera il rischio che il linguaggio si trasformi in prepotenza dannosa ma utile a qualcuno.

Gli “improvvisati” divengono uno strumento decisamente efficace per non cambiare, in meglio, le situazioni.

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