L’intervista di Massimo Bonella, Direttore di Pianeta Oggi TV ( http://www.pianetaoggitv.net ) a Ciro Silvestri, Presidente del Sindacato FISI sul tema “Green Pass e sospesi dal lavoro”.
Tutti gli articoli di Biagio Mannino
“Figlie del mare”. Un romanzo che racconta una delle tante follie delle guerre.
(di Anna Piccioni)
“Figlie del mare” di Mary Lynn Bracht – edizioni TEA
Le figlie del mare sono le tuffatrici, le pescatrici dell’isola di Jeju a sud della Corea; sono donne che fin da piccole imparano dalla madre a nuotare e appena adolescenti provvedono con le loro immersioni a procurare il sostentamento alla famiglia. Dopo i 14 anni seguono le madri nelle profondità dell’Oceano ogni giorno e ogni stagione dell’anno fino a quando hanno fiato: catturano qualche pesce,ma per lo più il loro lavoro consiste nella raccolta degli abaloni (molluschi) che poi vendono al mercato del villaggio.
Per questo romanzo l’autrice americana di origine coreana Mary Lynn Brecht si è ispirata ai racconti di sua madre, nata in uno dei villaggi dell’isola, e delle donne coreane emigrate dalla Corea del Sud. Attraverso la protagonista principale Hana, l’autrice ci porta nella Corea del 1943, già occupata dal 1910 dal Giappone. Hana ha 16 anni quando viene rapita da soldati giapponesi e subirà ogni genere di violenza nel suo viaggio in Manciuria. Qui nel bordello sarà una delle tante confort women ( donne di conforto) per l’esercito giapponese. La storia si alterna su due piani temporali il 1943 e il 2011. Nel 2011 ritroviamo la sorellina di Hana, Emi che ormai settantasettenne, ma ancora pescatrice, si reca a Seul dai figli per partecipare alla millesima Marcia Memoriale del mercoledì davanti all’ambasciata del Giappone per chiedere sia fatta giustizia nei confronti di migliaia di donne costrette ad essere schiave del sesso. Emi spera sempre di incontrare la sorella o qualcuna che possa darle qualche notizia; non l’ha più vista e avute sue notizie da quel lontano 1943, quando la sorella Hana fece in modo che i soldati non si accorgessero di lei. Anche la vita di Emi non è stata felice avendo dovuto passare dalla seconda guerra mondiale alla guerra tra le due Coree.
È un romanzo crudo, violento , ma che fa conoscere un’altra pagina di disumanità, di aggressività nei confronti delle donne, prime vittime della follia della guerra.
Nelle note l’autrice scrive:Al rientro in Corea molte halmoni (nonne) sopravvissute alla schiavitù non poterono raccontare la verità né alla famiglia né alla comunità, perché tornavano in una società patriarcale basata sull’ideologia confuciana secondo cui la purezza sessuale di una donna ha la massima importanza. Le poche sopravvissute furono costrette a soffrire in silenzio.
Nelle ultime pagine una interessante bibliografia per approfondire l’argomento.
La Cina: esempio di “libertà” sempre più digitalizzata e… da non seguire.
(di Biagio Mannino)
L’acquisto della casa, per la famiglia media cinese, è il traguardo principale da raggiungere.
Il bene immobile e, in particolare, la casa in cui vivere, rappresenta in Cina il punto principale del contesto patrimoniale e delle prospettive di sicurezza.
Ma, ormai da un anno, tutto questo sembra essere stato messo in discussione.
Sono ormai trascorsi venticinque anni da quando Hong Kong passava sotto la particolare amministrazione cinese da quella consolidata del Regno Unito.
Si diceva “uno Stato, due sistemi”, divenendo lo slogan di quella che sarebbe stata la Cina di oggi, la Cina che, in poco più di due decadi, è divenuta, se non ancora la primaria potenza globale, quella che lo diventerà a breve.
Una corsa verso il tutto, con una pianificazione in tutti i settori, quello immobiliare incluso.
La casa, come bene primario per un miliardo e mezzo di cittadini: un grande, grandissimo business che ha visto investimenti in questo settore così intensi ed importanti da trasformare il volto delle città cinesi e portarle ad un aumento demografico di livelli inauditi. Basti pensare che la sola Shanghai conta trenta milioni di abitanti.
Affari, tanti affari, movimenti di immense quantità di denaro, hanno coinvolto tutto il sistema, da quello immobiliare a quello bancario.
Ma, come detto, da un anno i problemi si sono mostrati all’orizzonte, rischiando di mandare in crisi il sistema proprio alla vigilia della possibile rielezione al terzo mandato del non più irremovibile Xi Jinping.
I numerosissimi casi di mancata consegna degli immobili ormai non si contano più. Il tutto vede anche la generalizzata situazione di precarietà economica e finanziaria globale, la mancanza di liquidità e tutte quelle famiglie cinesi, indebitate per l’acquisto della sospirata casa, si trovano a pagare mutui con la prospettiva di non avere mai quel tetto desiderato.
Le proteste, da parte degli inquilini, aumentano e si diffondono a macchia d’olio, e coinvolgono sempre di più il settore bancario poiché le rate dei mutui cominciano a non essere più pagate.
Al danno anche le beffe… digitali, poiché, per cercare di limitare la diffusione e la forza delle proteste, le autorità censurano ogni forma di divulgazione della notizia in questione e non solo.
La preoccupazione che il sistema bancario possa entrare in crisi, visto l’ammontare degli investimenti immobiliari, vista la necessità per Xi Jinping di far apparire la Cina come un modello di organizzazione, ha portato all’uso tanto temuto, in Europa in generale e in Italia in particolare, dei tracciamenti e del blocco dei crediti sociali.
Infatti gli inquilini che decidevano di chiudere i loro conti nelle banche cinesi per far fronte alla situazione, si sono visti controllati attraverso il sistema di tracciamento anti Covid 19 adattato alle esigenze specifiche del caso in questione, mentre le prospettive per chi non dovesse pagare i mutui, sarebbero la perdita dei crediti sociali con la conseguente esclusione digitale dalla… vita! Treni, mezzi pubblici, e tanto altro ancora verrebbero interdetti a chi, come in questo caso, nonostante la piena ragione, decidesse di far valere i propri diritti.
La Cina ed il suo settore immobiliare in crisi, rappresenta più che mai l’esempio di quello che potrebbe accadere a tutti nel caso in cui la nostra vita incominciasse ad essere gestita da qualcuno che, in remoto, facesse click a seconda degli interessi del momento.
Ci piacciono i nuovi strumenti di “libertà”?
NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.
FONTE INFORMATIVA PER LA REALIZZAZIONE DEL POST: ASIA NEWS.