Tutti gli articoli di Biagio Mannino

Giornalista esperto di politica internazionale e di comunicazione pubblica.

Donald contro Donald.

Donald contro Donald.

(di Biagio Mannino)

Domina l’incertezza sulle elezioni presidenziali negli USA.
A quasi 24 ore dalla chiusura dei seggi niente appare scontato, tranne la debolezza rappresentata dal candidato democratico.
La debolezza che già si conosceva ma che, forse a torto, forse a ragione, si pensava superabile di fronte ai tanti punti scoperti di Trump, che, al contrario, sono diventati paradossalmente, punti di forza.
La campagna elettorale 2020 ha visto un solo protagonista: Donald Trump.
Quel Trump che, nel bene e nel male, ha concentrato l’attenzione su di sé, lasciando a Biden l’apparente facile compito di alternativa a tutto ciò che non andava, a tutto ciò che non funzionava, a tutto ciò che i cittadini statunitensi non erano pronti ad affrontare, ovvero a Trump.
L’uragano Trump ha mostrato la tenacia e l’ostinazione pura, costi quel che costi, anche là dove non c’era niente da difendere, niente di cui vantarsi.
Ma la comunicazione politica adottata, la forza delle parole semplici, il facile gioco di colpire attraverso la paura, ha fatto sì che quel trionfo annunciato per Biden, si trasformasse in un’attesa sofferta ed estremamente incerta nel risultato.
Il moderato Biden può poco nel difficile tentativo di contrastare il travolgente Trump che accusa, attacca, utilizza l’idea del complotto preventiva, dice che coinvolgerà la Corte Suprema come soluzione ad un’eventuale sconfitta, dopo che, nel corso del suo mandato, ha nominato tre giudici, cosa mai accaduta nella storia degli USA.
Biden può poco, poiché Trump è una calamita per i sistemi mediatici non solo americani, ma del mondo intero.
Gli Stati Uniti del 2020, in piena epidemia da Corona virus, con il più alto numero di contagi, con il più alto numero di vittime, con la disoccupazione e tutti i problemi sociali, vecchi e nuovi aspetti contraddittori della società americana, diventano il contenitore dove i cittadini guardano attoniti e Trump è l’unico in grado di trasformare queste elezioni in un confronto democratico o in un pasticcio dalle ripercussioni ignote e preoccupanti.
Ma tutto sembrava già scritto, quando prima del 3 novembre si lasciava intendere ad eventuali ricorsi, alla messa in discussione del voto postale, quando si nominava la giudice Barret nuovo componente della Corte Suprema.
Tanta confusione negli USA, tanta confusione in un Paese che si è sempre mostrato come esempio di democrazia al resto del mondo ma che, adesso, rischia di dare un’immagine negativa di sé dove , al governo del popolo, sembra avanzare sempre di più l’idea della vittoria ad ogni costo.
Tutto, alla fine, dipende da Trump.

NOTA: l’immagine in questo post è tratta da Google immagini.

Lettera al blog: “Odiare gli uomini?”. La risposta.

Io sono per la difesa del maschio.

(di Anna Piccioni)
Carissimo Grillo Scrivente,

vorrei rassicurarla dicendo che oltre alle femministe ci sono molte DONNE FEMMINILI. Io sono una di queste. Anche se con gli uomini non ho avuto molta fortuna perché mi sono messa sempre in competizione con loro e non ho mai accettato di fare la sottomessa; tuttavia non li odio. Sinceramente anche a me infastidiscono le femministe estreme che si vantano della loro emancipazione dal maschio. Le donne hanno lottato per ottenere i loro diritti, ma non si sono rese conto che per pochi maschi illuminati che le hanno seguite e sostenute, hanno lasciato dietro una massa di uomini sconcertati, disorientati direi quasi abbandonati. L’uomo non si ritrova più:la compagna non accetta il ruolo di suddita che probabilmente ha visto nella propria madre. Le donne dell’altra generazione sopportarono silenziosamente ogni violenza e sopruso per il bene della famiglia, vendicandosi poi alla fine di quella vita a due facendo ogni possibile angheria e cattiveria al marito malato e infermo. Ovviamente questi sono casi estremi, ma ci sono; anche perché noi donne abbiamo più salute e longevità dei maschi.
Insomma per concludere non si arrabbi per quattro sfegatate, che
probabilmente hanno trasformato in odio l’amore che non hanno saputo trasmettere e contraccambiare. Inoltre le madri sono responsabili dell’educazione dei loro figli maschi; e le madri di oggi non fanno differenza nell’educare figli maschi o femmine. Le donne che hanno trovato il compagno “illuminato” o la loro compagna sanno che devono crescere insieme con stima e rispetto per essere una coppia. Aggiungo ancora che invece di odio parliamo di AMORE indifferentemente a quale sesso rivolgerlo.