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La Fondazione CRTrieste prosegue i lavori di riqualificazione del patrimonio immobiliare della Fondazione Antonio Caccia e Maria Burlo Garofolo.

Si riporta il comunicato come ricevuto.

COMUNICATO

La Fondazione CRTrieste prosegue i lavori di riqualificazione del patrimonio immobiliare della Fondazione Antonio Caccia e Maria Burlo Garofolo

Si è conclusa la terza tranche dei lavori di manutenzione straordinaria su alcuni degli immobili della Fondazione Antonio Caccia e Maria Burlo Garofolo, i cui costi sono stati sostenuti integralmente dalla Fondazione CRTrieste.

La Fondazione Antonio Caccia e Maria Burlo Garofolo è un ente benefico che opera per dare risposte concrete a coloro che vivono il disagio economico e sociale che non consente di trovare una soluzione abitativa stabile. Costituito con lo scopo di concedere alloggi a famiglie indigenti a fronte di canoni di modesta entità, possiede appartamenti socio-assistenziali nei rioni di San Giovanni e Servola, oltre a gestire alcune unità abitative per conto del Comune di Trieste. 

Tra gli appartamenti di proprietà della Fondazione Caccia Burlo, oltre 200 necessitavano di urgenti lavori di riqualificazione energetica (realizzazione di una copertura “a cappotto” e sostituzione degli impianti di riscaldamento), ma l’Ente non possedeva le risorse economiche per far fronte agli ingenti costi, allora stimati in circa 2,6 milioni di Euro, necessari per rendere il proprio patrimonio immobiliare idoneo a svolgere l’importante funzione sociale cui è destinato.

Poiché contribuire a garantire alla fascia più disagiata della popolazione un bene primario quale, quello della casa, è sempre stato uno degli obiettivi primari della Fondazione CRTrieste, è stato accolto l’invito della Fondazione Caccia Burlo, e con responsabilità sono state stanziate le risorse per realizzare gli interventi necessari, facendosi carico anche del ruolo di coordinamento dell’iniziativa.  

Il complesso progetto di riqualificazione e risanamento energetico è stato suddiviso in lotti. Il primo, svolto nel 2020, ha consentito il completo adeguamento degli impianti di riscaldamento – in gran parte obsoleti e, in alcuni casi, del tutto assenti, degli edifici di via Soncini n. 34, 34/1, 36, 36/1, 42, 42/1 e 44 e via Timignano n. 1. Il secondo lotto, eseguito nel 2021, ha consentito di realizzare l’isolamento termico dell’involucro edilizio (copertura, cappotto e serramenti) dell’immobile di Strada per Longera n. 22.

Il terzo lotto, conclusosi nel novembre 2022, ha riguardato gli edifici di via Soncini n. 34 e 34/1. 

In particolare, la terza tranche dei lavori ha interessato 40 alloggi, per i quali è stato realizzato il cappotto termico sulle 4 facciate, l’isolamento termico dell’estradosso del solaio del sottotetto e la sostituzione dei serramenti e dei relativi sistemi oscuranti.

Malgrado gli appartamenti fossero tutti occupati, grazie all’impegno delle maestranze dell’impresa appaltatrice, Ruini Costruzioni s.r.l., alla professionalità del Direttore dei lavori, ing. Denis Zadnik e del Responsabile dei lavori, geom. Andrea Invidia, e al coordinamento dell’arch. Denise Gallino dell’ufficio tecnico della Fondazione CRTrieste, i lavori si sono conclusi nei termini previsti.

 “Abbiamo subito accolto, con convinzione, l’appello della Fondazione Caccia Burlo – ha dichiarato il Presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia – mettendo a disposizione, pur in un contesto particolarmente difficile nel quale il costo dei materiali edili è sensibilmente aumentato, le risorse economiche e tecniche per proseguire un importante progetto di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare della Fondazione Caccia Burlo, a beneficio delle famiglie locatarie”.

Lori Petronio, Presidente della Fondazione Antonio Caccia e Maria Burlo Garofolo, ha ringraziato la Fondazione CRTrieste per questi importanti interventi, senza i quali molte famiglie avrebbero affrontato l’inverno in condizioni decisamente più disagiate.

La prossima tranche di lavori, che riguarderà 2 ulteriori edifici del comprensorio di via Soncini (n. 36 e 36/1), è in programma nella nel corso del prossimo anno e consisterà, anche in questo caso, nella realizzazione dell’isolamento termico dell’involucro edilizio (cappotto), la sostituzione dei serramenti e dei sistemi oscuranti.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

“Il Sogno di una cosa” Lunedì 5 dicembre, alle 17.30, al Cinema Ariston di Trieste, “Il Viaggio di Marco Cavallo” di Erika Rossi.

Si riporta il comunicato come ricevuto.

COMUNICATO STAMPA
 
“Il Sogno di una cosa”
Lunedì 5 dicembre, alle 17.30, al Cinema Ariston di Trieste, “Il Viaggio di Marco Cavallo” di Erika Rossi. Film e dibattito.
 
Il Coordinamento per la difesa della Sanità pubblica a Trieste – Koordinacijski Obdor za Zaščito Javnega Zdravstva con il Forum Salute Mentale, che del Coordinamento è parte, e tutte le Associazioni per la Salute del territorio, organizza l’incontro “Il sogno di una cosa”: lunedì 5 dicembre, alle 17.30 al Cinema Ariston (v.le R.Gessi 14, Trieste) verrà proiettato il film “Il viaggio di Marco Cavallo”, regia di Erika Rossi, prodotto da Collana 180 – Edizioni alphabeta Verlag. A seguire discuterà con il pubblico Franco Rotelli; coordina Peppe Dell’Acqua.
 
Il Coordinamento per la difesa della Sanità pubblica – Koordinacijski Obdor za Zaščito Javnega Zdravstva – a Trieste ha chiesto al cavallo di raccontare le sue battaglie antiche e quotidiane. Marco Cavallo ha nitrito con schiettezza e coraggio. Quanto sta accadendo non solo sul fronte delle politiche e delle culture e delle attenzioni per le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale, ma anche e soprattutto nel campo del sistema sanitario pubblico è quanto durante questo lungo viaggio iniziato lo scorso giugno il cavallo sta raccontando sulle piazze del Paese.
La disattenzione per le forme di medicina del territorio, inspiegabilmente dopo due anni di pandemia, e il ritorno di politiche di privatizzazione, ha mobilitato centinaia di operatori, cittadini e familiari non solo a Trieste e nella nostra regione ma in tutto il Paese.
 
Le parole umanissime della legge di riforma sanitaria del 1978: vicinanza, equità, libertà, dignità, rischiano di essere cancellate. Parole che sono state tradite un pezzo alla volta, senza che ce ne accorgessimo.

Da quel lontano febbraio del 1971, quando caddero le mura del vecchio manicomio di Trieste, al doloroso ed entusiasmante viaggio in tutti gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, manicomi criminali, nel 2014, il cavallo azzurro non ha mai smesso di correre.
 
Nel 2014 partito da Trieste, con una medaglia del Presidente della Repubblica, ha attraversato l’Italia in un viaggio di oltre 4.000 km in 16 città, tra le quali le 6 sedi di OPG, per chiedere la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e chiedere l’apertura di Centri di Salute Mentale h24. Il suo lungo cammino è diventato un film e un libro: “Il viaggio di Marco Cavallo” prodotto da Edizioni alphabeta Verlag – Collana 180. Quest’ultima, con 26 titoli, dal 2010 costituisce un osservatorio critico sugli scenari della salute mentale.
Durante il viaggio il cavallo venne accolto da migliaia di persone, incontrò gli internati degli ospedali psichiatrici che di lì a poco chiuderanno e i numerosissimi studenti, operatori, volontari che manifestavano per chiedere la chiusura di quegli anacronistici istituti.
 
Il cavallo è stato allontanato dai magazzini comunali di Muggia come ingombro indesiderato. Ma già dal giugno di quest’anno si trovava in altri luoghi, Comuni e persone, accoglienti e desiderose di battersi insieme a lui per la libertà, l’eguaglianza, i diritti per tutti.
Il 30 novembre è arrivato a Volterra, dove è stato accolto con un entusiasmo inaspettato per la giornata della cultura toscana (https://fb.watch/h72DeDRzeJ/). Di lì muoverà verso Bologna e un’altra decina di città e di associazioni. A fine anno ha deciso che vorrà arrivare in Calabria, e chissà forse anche in Sicilia.

Marco Cavallo non poteva non esserci.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

IL PRIMO CORRIDOIO DOGANALE INTERNAZIONALE D’EUROPA COLLEGHERÀ IL PORTO DI TRIESTE CON VILLACH IN CARINZIA.

Si riporta il comunicato come ricevuto.

COMUNICATO STAMPA
 
IL PRIMO CORRIDOIO DOGANALE INTERNAZIONALE D’EUROPA COLLEGHERÀ IL PORTO DI TRIESTE CON VILLACH IN CARINZIA
PIÙ MERCI SU ROTAIA TRA IL PRINCIPALE SCALO ITALIANO E IL LOGISTIK CENTER AUSTRIA SUD DI FÜRNITZ

D’AGOSTINO: “VELOCIZZIAMO IL TRASFERIMENTO DEI CONTAINER IN IMPORT ED EXPORT DIVENTANDO ANCORA PIÙ COMPETITIVI”
 
 
DOMANI LA CERIMONIA DI FIRMA A VIENNA
 
Trieste, 30 novembre 2022 – Partirà a gennaio e collegherà il porto di Trieste con l’interporto di Fürnitz in Carinzia, il primo e unico corridoio doganale internazionale europeo: i container in arrivo potranno essere caricati direttamente dalla nave al treno cargo e prendere la strada del Nord e Centro Europa senza controlli doganali, che verranno effettuati successivamente all’arrivo in Austria. Un vantaggio importante per la merce, che viaggerà più velocemente e con un alleggerimento delle procedure amministrative, e consentirà di aumentare l’intermodalità mare-ferro. Resteranno in capo al porto di Trieste i controlli di sicurezza e quelli obbligatori, per esempio i controlli sanitari.
 
I primi dettagli della collaborazione tra ÖBB, le ferrovie austriache, attraverso la filiale operativa Rail Cargo Group, e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale erano stati anticipati a settembre a un incontro presso il Centro congressi di Villach a cui avevano partecipato vari ospiti, tra cui il Ceo di ÖBB Andreas Matthä, il presidente dei porti di Trieste e Monfalcone Zeno D’Agostino e Maurizio Cociancich Ceo di Adriafer. A suggellare l’importanza della collaborazione tra i due Paesi, domani a Vienna, al Palazzo d’Inverno del Principe Eugenio, è stata organizzata la cerimonia di firma degli accordi con i vari partner, tra cui, oltre a Matthä e D’Agostino, i rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane italiane e austriache, il governatore della Carinzia Peter Kaiser, l’ambasciatore d’Italia in Austria Stefano Beltrame e il ministro delle finanze austriaco Magnus Brunner.
“Per noi – commenta Zeno D’Agostino – è un passaggio importante. Con il primo corridoio doganale internazionale europeo tra due Stati, velocizziamo le procedure sia in import che in export verso un nodo importante, dal punto di vista ferroviario, per Trieste ma anche per l’Austria, e per tutto il Centro ed Est Europa”. “Questo permetterà – spiega D’Agostino – una notevole riduzione dei passaggi amministrativi e burocratici, diminuendo sia le tempistiche di movimentazione dei container sia i costi relativi al passaggio delle merci, in entrata e in uscita dal nostro scalo, verso i mercati mondiali o dai mercati mondiali verso queste aree. Con l’effetto di migliorare la nostra competitività internazionale”.
 
Sulla stessa linea anche Stefano Visintin presidente dell’Associazione degli Spedizionieri del Porto di Trieste che fin dall’inizio ha sostenuto questa importante iniziativa: “Con il corridoio doganale fra Trieste e Fürnitz la banchina idealmente si estende dall’Adriatico fino alla Carinzia. Confidiamo che la clientela austriaca utilizzi questa opportunità e consideri il nostro porto con sempre maggior attenzione. Se nell’immediato la nostra categoria potrebbe dover effettuare meno operazioni doganali a basso valore aggiunto, siamo fiduciosi che in breve tempo il volume complessivo delle spedizioni di merci austriache in transito a Trieste aumenti, con beneficio per tutto il sistema”. “Confidiamo  nel contempo – conclude Visintin – che le modifiche alla legge italiana sull’IVA da noi caldeggiate vengano attuate dal Governo, permettendo di importare presso la dogana italiana le merci destinate agli altri paesi europei senza un inutile aggravio per gli importatori comunitari, consentendo tra l’altro al nostro Paese di incassare parte dei dazi su tali merci”.
 
L’istituzione del corridoio rappresenta un ottimo esempio di cooperazione internazionale tra due Stati dell’UE e facilita l’aumento dei treni che già oggi, più volte alla settimana, collegano lo scalo giuliano con il Logistik Center (LCA) di Fürnitz dove saranno effettuate le operazioni di sdoganamento, attraverso servizi navetta. Con la creazione nell’area di nuovi posti di lavoro e l’offerta di servizi a valore aggiunto come la riparazione di vagoni e container.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.