Archivi categoria: Comunicati

“La scultura nelle raccolte del Museo Revoltella. Da Canova al XXI secolo”: una grande esposizione per celebrare i 150 anni del Museo.


Si riporta il comunicato come ricevuto.

Fondato nel 1872 per volontà del Barone Pasquale Revoltella, personaggio fra i
più rappresentativi della Trieste imperiale, che nel suo testamento dispose di lasciare
alla città il suo palazzo e la sua vasta collezione d’arte, il Museo Revoltella è la più
antica Galleria pubblica in Italia specificamente dedicata all’arte moderna. “Un edificio
di artistico merito, – nelle parole dello stesso Barone – il quale serva di abbellimento
alla città e di sprone a coltivare le arti belle”.
Fin dalle origini, nel progettare la sua prestigiosa dimora, Revoltella rivelò una
netta propensione per la “forza rappresentativa della scultura” e attraverso un meditato
programma di decorazioni scultoree realizzò un percorso in grado di raccontare, al
contempo, la storia di Trieste e il ruolo della cultura nel progresso della società.
Nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione, il Museo propone,
a partire dal 3 novembre, la grande esposizione “La scultura nelle raccolte del Museo
Revoltella. Da Canova al XXI secolo”, un ricco e multiforme percorso che valorizza la
straordinaria collezione scultorea del Museo (che conta oltre 200 pezzi). In mostra circa
sessanta opere in marmo, pietra, bronzo, terracotta, cera, ceramica, legno e tessuto,
rappresentative degli sviluppi artistici del territorio italiano ed europeo dal Primo
Ottocento al XXI secolo, alcune delle quali restaurate per l’occasione e presentate al
pubblico per la prima volta. Fra queste la Dea Roma (1950), colossale scultura in gesso
dell’artista triestino Attilio Selva, che accoglie i visitatori all’ingresso del Museo.
“La scultura come programma di vita” è il titolo della sezione dedicata a Pietro
Magni e agli scultori di palazzo. L’apparato decorativo della dimora, infatti, valorizza
le scienze e le arti quali fattori di sviluppo economico, rispecchiando – in coerenza con
la cultura positivista del suo tempo – il pensiero di Revoltella. Il Barone commissionò
a uno dei maggiori protagonisti della Scuola di Milano, Pietro Magni, uno spettacolare
ciclo decorativo articolato in massicci gruppi scultorei allegorici, collocati nei punti di
maggiore visibilità del palazzo. Fra questi la Ninfa Aurisina, realizzato per celebrare il
nuovo acquedotto di Trieste, e il Taglio dell’Istmo di Suez, rappresentazione del
progetto più ambizioso del Barone, fra i primi azionisti di questa grande impresa.
La sezione dedicata al Classicismo del Primo Ottocento e alla scultura in epoca
napoleonica vede, al fianco delle opere di Lorenzo Bartolini e di Jean Antoine Houdon,
l’importante bozzetto in gesso di Antonio Canova per la monumentale statua di
Napoleone I nelle vesti di Marte pacificatore: un omaggio al più celebre scultore

d’epoca neoclassica nel bicentenario della sua morte.
Le sculture di magistrali interpreti del Verismo di fine Ottocento – fra cui Donato
Barcaglia e Andrea Malfatti – sono poste a confronto nell’interpretazione della figura
femminile con quelle di alcuni artisti locali quali Ruggero Rovan, Franco Asco, Gianni
Marin e Giovanni Mayer.
Un’intera sezione è dedicata all’opera di Marcello Mascherini, carismatico
protagonista della scena artistica italiana della prima metà del Novecento ma anche
attivo componente del Curatorio del Museo Revoltella. Di Mascherini il Museo
possiede una quindicina di sculture di grande valore, in grado di raccontarne le diverse
fasi creative: dai suggestivi bronzetti al monumentale gruppo della Sirena, da Eva –
scultura fra le più significative dell’intera raccolta – fino allo straordinario Risveglio di
Primavera, opera del 1954 che evidenzia le novità espressive della sua scultura, e allo
splendido Cavallo rampante (1962 circa).
Di grande valore e suggestione la sezione dedicata ai capolavori del Novecento
italiano, con opere di Arturo Martini, Giacomo Manzù, Marino Marini, Emilio Greco,
Alberto Viani.
Risalgono alla Biennale veneziana del 1960 le acquisizioni di opere
rappresentative del linguaggio informale – di Augusto Perez, Quinto Ghermandi e
Agenore Fabbri – mentre negli anni immediatamente successivi entrano a far parte del
Museo, fra le altre, sculture di Dino e Mirko Basaldella e di Arnaldo Pomodoro.
Fra le opere più recenti sorprende Solid-Speech Puzzle, dell’artista triestina
Lydia Predominato, rappresentante della cosiddetta Fiber Art o Soft Sculpture: un
incredibile puzzle sovradimensionato composto da 28 pezzi, acquisito nel 2020.
Affascinante mix di tecnologia e manualità, l’opera della Predominato esprime, a 150
anni dall’inizio della lunga storia del Museo Revoltella, la concezione dell’arte del suo
fondatore: uno sguardo alla tecnologia e alla “modernità”, mai disgiunte dalla sapiente
capacità artigianale e da un raffinatissimo senso estetico.
Giovedì 3 novembre, Festa del Santo Patrono di Trieste e giorno
dell’inaugurazione, a partire dalle 13.00 e fino alle 21.00 la mostra e il Museo potranno
essere visitati gratuitamente.
La mostra rimane allestita fino al 25 aprile 2023, con il seguente orario: tutti i
giorni, escluso il martedì, dalle 09.00 alle 19.00. Il biglietto è compreso in quello
d’ingresso al Museo (intero € 7,00 / ridotto € 5,00). Per ulteriori informazioni:
revoltella@comune.trieste.it / http://www.museorevoltella.it / #150revoltella.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

DOPO LA SEDE DI RAPPRESENTANZA DI BUDAPEST, IL PORTO DI TRIESTE HA APERTO UN UFFICIO A BRUXELLES IN COLLABORAZIONE CON LA SOCIETÀ ALPE ADRIA

Si riporta il comunicato come ricevuto.

DOPO LA SEDE DI RAPPRESENTANZA DI BUDAPEST, IL PORTO DI TRIESTE HA APERTO UN UFFICIO A BRUXELLES IN COLLABORAZIONE CON LA SOCIETÀ ALPE ADRIA

Trieste, 31 ottobre 2022 – Esce dai confini italiani per promuovere attività che diano sempre più conto della sua naturale vocazione internazionale. Il porto di Trieste amplia la propria rappresentanza all’estero: dopo un anno dall’inaugurazione di Budapest, apre un ufficio anche a Bruxelles. La nuova sede, avviata in collaborazione con Alpe Adria SpA all’inizio del 2022, è pienamente operativa da qualche settimana.

Grazie ai nuovi uffici nella capitale belga, l’Autorità di Sistema Portuale potrà avere un’interlocuzione più diretta con i rappresentanti delle Istituzioni europee, creando nuove opportunità di dialogo con gli stakeholder e le realtà internazionali presenti a Bruxelles.

La sede rappresenterà un presidio importante nel cuore delle relazioni istituzionali di scala continentale, in grado di assicurare non solo al porto, ma agli operatori e a tutto il sistema logistico collegato, maggiore visibilità e occasione di promozione più puntuale in una città baricentrica in Europa e nel mondo.

“Il porto sta crescendo non solo in termini di traffici e infrastrutture ma anche in termini di relazioni – spiega Zeno D’Agostino, presidente dei porti di Trieste e Monfalcone. “L’apertura dell’ufficio svolge un ruolo chiave per avvicinare il porto alle istituzioni internazionali, ma rappresenta anche un’opportunità per promuovere il modello Trieste e il nostro know-how all’estero e così far compiere al nostro porto quel salto di qualità naturale per competere sui mercati globali”.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

Trieste Convention Center, svolta post-pandemia: 15 mila presenze nel 2022, decolla l’attività e aumenta il capitale.

Si riporta il comunicato come ricevuto.

Trieste Convention Center, svolta post-pandemia: 15 mila presenze nel 2022, decolla l’attività e aumenta il capitale.

Un aumento di capitale finalizzato allo sviluppo della congressistica, il conto economico 2022 che si prospetta già migliorativo rispetto alle previsioni post- Covid, due nuove assunzioni nel 2023, il potenziamento dell’attività fieristica. Sono gli elementi che caratterizzeranno l’Assemblea dei Soci di Trieste Convention Center (TCC), la società di gestione della nuova struttura edificata in Porto Vecchio, convocata per il prossimo 9 novembre.

All’ordine del giorno l’approvazione dell’aumento di capitale, che era già stata prevista e deliberata per 500 mila euro nel giugno 2021, e che il CdA di TCC propone d’incrementare per un pari importo e quindi fino a un milione di euro, per supportare adeguatamente lo sviluppo dell’attività congressuale. Attività ripartita (o meglio partita da zero, a parte di un paio di eventi negli anni precedenti) nel maggio di quest’anno con la cessazione delle restrizioni Covid, i cui decreti avevano vietato a più riprese lo svolgimento di convegni in presenza e fiere.

L’aumento di capitale sarà proposto ai soci esistenti, con possibile prelazione agli stessi delle quote eventualmente inoptate. Attualmente la compagine sociale è composta da Assicurazioni Generali (40%), illycaffè (12%), Trieste Valley (11%) e da altri 60 soci rappresentativi della comunità economica triestina e regionale, tra i quali Acegas e Swg.

Avviata lo scorso maggio con Olio Capitale, la rassegna fieristica organizzata dalla Camera di Commercio (con cui TCC ha allacciato uno stretto rapporto di collaborazione), l’attività del Centro si è rapidamente sviluppata ed è decollata subito dopo l’estate, con un denso piano di eventi: tra gli altri, numerosi importanti convegni medico-scientifici, il Barcolana See Summit e, dal 27 al 29 ottobre prossimi, TriestEspresso Expo, la rassegna del caffè organizzata dalla Camera di commercio, giunta alla decima edizione.

Il Centro sarà intensamente occupato sino a prima di Natale. Le richieste e prenotazioni per il 2023 e 2024 sono già molto numerose e prefigurano uno sviluppo accelerato delle attività, destinate a superare le previsioni del nuovo piano post-pandemia 2022-24, approvato alla fine dello scorso anno. Anche per tale ragione la società ha programmato due nuove assunzioni all’inizio del 2023. Sotto il profilo economico il piano pluriennale post-Covid prevede il raggiungimento dell’utile di bilancio nel 2024, con una perdita prevista nel 2022 (anno di avviamento con soli otto mesi di ricavi a causa della pandemia) e un netto miglioramento nel 2023. I risultati a fine settembre prospettano già risultati migliori rispetto al primo scenario post-Covid, con un margine lordo prima di ammortamenti e interessi (Ebitda) positivo per circa 600 mila euro.

In ulteriore chiave di sviluppo futuro, si è anche aperto un confronto con le istituzioni interessate (in particolare il Comune di Trieste, legato a TCC da uno stretto rapporto di partenariato, e la Camera di Commercio) per un ulteriore rafforzamento dell’attività e delle infrastrutture fieristiche.

«Usciti dall’emergenza Covid, la partenza e lo sviluppo delle attività stanno superando le aspettative conseguenti alla pandemia – osserva il Presidente di TCC Roberto Morelli -. Il centro congressi piace per la sua qualità, per la sua posizione e perché piace Trieste, come si è visto in occasione di eventi di grande contenuto come il Sea Summit collegato a Barcolana. I piani di sviluppo sono realistici e credibili. Il centro congressi è in grado di diventare il cuore del futuro porto vecchio ed è già l’attrattore di un turismo di qualità che trasferisce i suoi benefici sul tessuto cittadino. In soli otto mesi di attività, è stimabile che a fine anno TCC tra congressi e fiere avrà condotto a Trieste non meno di 15 mila persone, molte delle quali torneranno con le famiglie per visitarla».

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.