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Trieste: i “dimenticati” del settore della sanità cercano di sopravvivere alle conseguenze del Green Pass.

(di Biagio Mannino)

Mentre Mario Draghi, al Meeting di Rimini, evidenzia e sottolinea risultati e meriti dell’operato del suo Governo nel corso di questi ultimi 18 mesi, mentre, però, il suo Governo non c’è più e Mario Draghi esce da Palazzo Chigi da sconfitto e non da vincitore, mentre, a parole, tutto quello che accade in Italia non trova cause se non nelle ormai generiche responsabilità di pandemia e guerra, a Trieste, in un piccolissimo mercatino nel rione di Roiano gli effetti della politica di Mario Draghi si vedono decisamente, tanto!
Una bancarella, con una tenda per ripararsi dal sole che ancora scotta, piena dei colori degli oggetti esposti e, vicino, abiti appesi, tanti abiti. Una normale bancarella come tante, normalissima da vedere in un mercatino ma, in questo caso, un simbolo, il simbolo visibile e tangibile, ricca di significati e portatrice di quelli che sono gli effetti, reali e concreti, proprio dei risultati del Governo Draghi.
La bancarella, con quegli oggetti e quei vestiti usati è stata organizzata da coloro che operano nel settore sanitario e, in particolare, da coloro che si occupano del contesto tecnico amministrativo, e che si trovano, ancora oggi, in stato di esclusione dal mondo del lavoro.
Per loro il Green Pass esiste ancora e, privati di retribuzioni e contributi, cercano di trovare soluzioni per poter sopravvivere, alla pesante quotidianità, lontana, anzi, lontanissima dai sorrisi di convention o meeting.
“Raccogliere qualche soldo e cercare di portare all’attenzione dei concittadini la nostra situazione”. Così mi dicono . La loro vita, come quella di tutti, come quella di chi non fa parte di contesti esclusivi, era già ricca di problemi e di ansie. Ha visto poi l’aggravarsi della situazione con le restrizioni per poi rimanere tutti loro, ancora oggi, in stato di restrizione.
La loro colpa? Aver detto NO al vaccino.
Persone normali che conducevano una vita normale e che, adesso, sono escluse e… dimenticate.
Sì, dimenticate perché di loro nessuno parla, di loro nessuno mette in evidenza le contraddizioni di quel sistema che ha portato amministrativi nella sanità a vivere in uno stato di crescente disagio se non di povertà, e di amministrativi in altri settori che la loro vita l’hanno ripresa regolarmente.
Quando la gente viene a sapere la loro condizione resta sbalordita e, nel silenzio mediatico, la solidarietà non manca. Non solo, cosa importante, inizia la presa di coscienza di quanto stanno passando, gli altri, e la consapevolezza di quello che è stato fatto in Italia negli ultimi 18 mesi diviene evidente.
Porte aperte agli ucraini e porte chiuse ai sanitari italiani, in una nuova ed ulteriore guerra tra i nuovi poveri, divisi ed impegnati a guardarsi reciprocamente per non perdere definitivamente tutto, mentre, nei vari meeting, si applaude e si brinda e si spera che la linea Draghi prosegua e garantire così, ad Europa ed USA, quanto bravi sono stati, i politici del recente passato, e quanto lo saranno, i politici del prossimo futuro.
E di nuovo l’auspicio, la richiesta, la supplica: guardate il piccolo mondo intorno a voi! Parlate con la gente! Guardate le situazioni! Osservate i volti delle persone! E poi valutiamo e riflettiamo su quei risultati e meriti del Governo Draghi e di quei partiti che hanno appoggiato il suo operato.

Povera Italia… ma, soprattutto, poveri italiani…

(di Biagio Mannino)

Non fatevi illusioni!
Siamo nel mezzo della campagna elettorale. Un mese dal 25 settembre… 2022!
Una data che resterà nella storia! Perché? Perché, semplicemente, non cambierà assolutamente niente!
Partiti vecchi e meno vecchi, Deputati e Senatori vecchi e meno vecchi, lì, a confrontarsi e a dire, anche qui, sempre le stesse cose.
Stiamo assistendo ai vari dialoghi e scontri a distanza, dove quelle forze che, tutte assieme appoggiavano il Governo Draghi, ora sembrano essersi dimenticate completamente di essere state la causa della situazione che gli italiani stanno vivendo.
La crisi energetica, la crisi lavorativa, l’inflazione, l’autunno che si prospetta di fronte a noi… tante cose che, noi, che cerchiamo di vivere facendo i conti con la realtà, quella vera, quella delle bollette soffocanti che ci attanagliano, quella della perdita dei posti di lavoro, quella del non sapere dove sbattere la testa, quella di non poter permettersi di pensare al domani con un minimo cenno di sorriso sul volto, noi, e non voi, la conosciamo molto bene!
Che tristezza i litigi nel PD! L’assegnazione dei collegi, dei posti in lista, mentre là fuori, nel Paese reale, si fanno i conti con le monetine rimaste in tasca.
Che tristezza quei giovani candidati… e… candidate… (scusate la ripetizione ma…non si sa mai… la parità di genere..) così sorridenti nelle loro pure e fanciullesche foto che girano all’infinito su Facebook, convinti di cambiare il mondo… mentre, i loro coetanei, il mondo lo cambiano veramente, andando via con le loro lauree per lavorare altrove ed essere riconosciuti nei loro meriti.
Che tristezza sentire parlare di “duelli televisivi” tra candidati quando, in televisione, dovrebbero andarci gli italiani a raccontare le loro condizioni di vita.
Che tristezza gli slogan privi di contenuti veri e che tristezza vedere che chi ha fatto, tanto, nel Governo Draghi, non ricordi tutti i “meriti” e i “grandi successi ottenuti”.
Sì, è vero, agli italiani “interessa” molto se Casini si scontrerà con Sgarbi nel collegio di Bologna, che Letta e Salvini saranno nella competizione in Lombardia quando, all’orizzonte, si prospetta non solo un inverno al freddo per l’aumento sproporzionato del gas, ma anche privo di calorie perché i soldi ci mancheranno e risparmieremo su tutto mentre, tutto, aumenta.
Ma dobbiamo dire grazie al Governo Draghi, ai ministri definiti i “migliori”, a quei partiti che hanno appoggiato, sostenuto e votato… tutto! E poi, inspiegabilmente, la perdita della memoria, della memoria di quello che è stato fatto e, in particolare, delle conseguenze di quello che è stato fatto.
In quest’ultimo anno si sono viste tante cose: incontri al vertice, staff di organizzatori e di sicurezza impegnatissimi, alberghi, ricevimenti, cene, perché no, fotografie di gruppo e tanti sorrisi nei vari “G” mentre, fuori gli italiani, lontani, soli, dove ancora oggi ci sono esclusi dal lavoro, nel mondo della sanità, dimenticati!
Perché non li ricordate? Perché? Nella vostra campagna elettorale non fate “vanto” di questa vostra decisione? Perché non vi fate vedere con chi, oltre a vivere la tragedia della crisi reale, è escluso dal proprio lavoro? Fate vedere queste cose e mettetele a confronto con i litigi per i posti nelle liste elettorali!
Povera Italia… ma, soprattutto, poveri italiani…