L’intervista di Massimo Bonella, Direttore di Pianeta Oggi TV ( http://www.pianetaoggitv.net ) a Ciro Silvestri, Presidente del Sindacato FISI sul tema “Green Pass e sospesi dal lavoro”.
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Solo una domanda semplice semplice ai candidati. Basta rispondere SI o NO.
(di Biagio Mannino)
Pur nella consapevolezza che risposte non arriveranno, una domanda, ai candidati, ai partiti, ai movimenti e, in sostanza, a tutti coloro che si adopereranno in occasione delle prossime elezioni legislative nella speranza di essere eletti, la voglio fare: abrogherete tutti quei decreti realizzati dal Governo Draghi che hanno portato gli italiani a vivere situazioni di oggettiva difficoltà sociale, economica, finanziaria, sanitaria, scolastica e tanto, tanto altro ancora?
La questione è molto semplice. Se è vero che è iniziata la competizione elettorale e, se è vero che il Governo Draghi è caduto anticipatamente rispetto alla naturale conclusione della legislatura, allora tutto questo implica che il lavoro del Governo Draghi non è stato all’altezza di essere considerato utile agli interessi del Paese in generale, dei cittadini italiani in particolare.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, difficile, difficilissimo non vederli, difficile, difficilissimo fare finta di vedere altro, ciò che si sperava ma che, al contrario, non c’è.
Gli italiani impoveriti, gli italiani senza prospettive, spaventati dall’incertezza sociale ed economica, colpiti da restrizioni dure, pesanti, dolorose e di dubbia costituzionalità, divisi tra loro dopo un anno di contrapposizioni, indeboliti nelle prospettive di conseguenze belliche e tanto altro ancora che conosciamo bene.
E adesso la parola ai candidati, ai partiti che dicono di pensare ed adoperarsi per l’Italia, ma quell’Italia, coincide anche con il popolo italiano?
Continuiamo a sentire parlare di atlantismo, quella parola che è stata il programma, la linea guida del Governo Draghi e che, adesso, mostra tutte le sue conseguenze. E quei decreti, tanti, tantissimi, accompagnati in sede di conversione da richieste di fiducia e che si sono trasformati in incubi per quegli stessi italiani che avevano speranze per quello che Draghi avrebbe fatto. Sì, quei decreti, che fine faranno?
Gli italiani guardano le bollette del gas e della luce, guardano il lavoro che non c’è più, guardano l’inflazione all’8%, ricordano il Green Pass, le restrizioni, gli isolamenti, le esclusioni dal lavoro, dalla vita, e tutte le cose provate.
Gli italiani non guardano se e quando Draghi avrà un nuovo incarico e quanto questo sia prestigioso, gli italiani non guardano quanti mandati faranno i candidati del Movimento Cinque Stelle o se la sinistra ritroverà se stessa dopo essersi persa completamente. Gli italiani non guardano più, delusi, amareggiati, non guardano più la politica che li ha portati a queste condizioni di vita.
L’esaltazione di un passato che non c’è stato si scontra con un presente che c’è e, allora, abrogherete tutti quei decreti realizzati dal Governo Draghi che hanno portato gli italiani a vivere situazioni di oggettiva difficoltà sociale, economica, finanziaria, sanitaria, scolastica e tanto, tanto altro ancora?
Non è difficile rispondere alla domanda. Basta dire SI o NO. Eliminare tutto quello che è stato fatto e che ci ha portato a questo punto, oppure continuare su quella linea, quella del programma del Governo Draghi, quella del Governo che, nonostante tutte le celebrazioni, è caduto anticipatamente.
Non è difficile, credetemi, basta rispondere SI o NO.
NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.
Finisce il Governo Draghi. Finisce il peggior Governo della storia repubblicana.
(di Biagio Mannino)
Un anno e mezzo di Governo. Un anno e mezzo di Governo con Mario Draghi Presidente del Consiglio.
Tante erano le aspettative, le speranze che l’Italia potesse fare quel passo avanti che, in nome di una situazione emergenziale pandemica, avrebbe potuto rappresentare il punto di partenza per affrontare e superare alcune delle sue fragilità.
L’opportunità di mettere a posto un Paese che, dopo tangentopoli, ha visto alternarsi politici vecchi e nuovi che promettevano e promettevano, mentre l’Italia agonizzava lentamente, perdendo posizioni in tutti i settori, da quelli economici e finanziari a quelli sociali.
E come se non bastasse tanti record, negativi come, ad esempio, lo Stato più vecchio del mondo, lo Stato con la più bassa natalità al mondo, uno dei più alti debiti pubblici, la fragilità del territorio e tanto altro ancora.
Certamente il lavoro per Draghi non mancava, ma…
Tante speranze su Draghi e su quello che troppo entusiasticamente veniva definito il “governo dei migliori”.
Quel Governo che, sì, ha sorpreso, molto. Ha prodotto, molto, con impegno, molto, meticolosità, molta, quasi scientifica, molta. Ma…
Forse la stanchezza, la distrazione, capita, non ha fatto vedere che… ha prodotto risultati impensati ed impensabili per uno Stato, l’Italia, che pone al centro della sua Costituzione la democrazia ed il lavoro.
Il Governo Draghi si scopre essere quello delle restrizioni soffocanti, quello del Green Pass, quello della autorizzazioni, quello che poneva gli over 50 che non accettavano di vaccinarsi di fronte alla “scelta” iniezione o miseria.
Sì, miseria, perché, se c’è qualcuno che ha dimenticato, gli over 50 ed anche altre categorie di lavoratori, erano interdetti dal loro diritto costituzionale di lavorare, dal loro diritto di muoversi con i mezzi pubblici, dal loro diritto di accesso anche alle banche, là dove erano depositati i loro soldi.
Il Governo Draghi, quello che si è ingegnato nel rendere difficile fino all’impossibile la vita dei cittadini italiani, il Governo che ha guardato silente la crescente discriminazione che montava nel Paese nei confronti dei non vaccinati, isolati, impoveriti, disprezzati, denigrati e fatti oggetto di responsabilità.
Il Governo che ha posto l’Italia in prima linea nella “questione Ucraina”, che si è portato in una posizione di evidente contrapposizione con quella Russia, quella di Vladimir Putin, dalla quale l’Italia dipende non solo per il gas fondamentale per la sua produttività, ma anche per un volume considerevole di esportazioni.
Povertà su povertà, miseria su miseria, effetti di scelte politiche sulla lotta alla pandemia ancora dolenti e irrisolti e subito altre scelte di ulteriore penalizzazione del cittadino, andando ad avventurarsi, in nome di un atlantismo mai chiesto, lungo una strada che ha fatto volare l’inflazione e svuotato i conti dei risparmiatori.
Il Governo Draghi, quello dei migliori, così vicino alle esigenze dei cittadini che le centinaia di manifestazioni nel corso del 2021 e del 2022 sono state considerate al pari di niente. Quelle manifestazioni che portavano le persone, tante, tantissime, ad assumersi la responsabilità di esporsi in nome del loro lavoro, dei loro risparmi, dei loro figli, insomma, della loro vita, della nostra vita, che, per quanto piccola, è la loro e la nostra vita e nessuno ha il diritto di limitarla in alcun modo!
Finisce il Governo Draghi e una opinione pubblica salottiera televisiva di osservatori ed analisti “fai da te” lo piange disperatamente, senza però aver versato alcuna lacrima per tutti coloro che, da febbraio 2021, hanno perso persino il sorriso.
Camminate per la strada! Guardate i volti delle persone! Guardate come vive la gente, quali sono le loro ormai poche aspettative, le loro speranze e qual è il peso che portano sulle loro spalle dopo questo anno e mezzo di Governo Draghi!
Adesso c’è da ricostruire tutto, sulle macerie fumanti di quello che è rimasto, di un’Italia divisa anche nei rapporti familiari dopo mesi di contrapposizioni grandi e piccole.
Di nuovo l’opportunità di rimediare, ma con il rischio che , di nuovo, si guardi invece all’occasione.
Intanto, però, finisce il Governo Draghi. Finisce il peggior Governo della storia repubblicana…
NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.