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Lettere al blog: l’Italia ha scelto. Senza bisogno di compromessi di genere.

(de Il Grillo Scrivente)

Ma siamo sicuri che se una persona è capace e in gamba, se è una donna, non può riuscire a raggiungere determinati traguardi con le sue sole forze? Davvero non ha altra strada, per riuscire ad ottenere certi ruoli, che essere imposta attraverso quote?
C’è una donna che alle quote rosa è contraria da sempre: ritiene che una donna debba poter competere, debba essere in parlamento perché è stata eletta, e non perché qualcuno le ha “fatto la concessione” di fare la parlamentare (www.ilfattoquotidiano.it di Manolo Lanaro, 10 marzo 2014). E non le interessa farsi chiamare “onorevole” o “onorevola”; come non si cura della diatriba sull’uso di termini come “ministra”, “sindaca”, “assessora”,….; perché è una persona concreta che dell’Italia guarda i problemi concreti. Ma ha carattere! È forte, tenace, e determinata come pochi! E ha la politica “nel sangue” da quand’era ragazzina! Infatti vi è entrata a soli 15 anni, e a 31 era già ministro.
In realtà, di lotte ne ha dovute fare eccome! E continua a farle: è stata definita ignorante, grezza, “romanaccia”, per il suo evidente accento romano. È stata (e lo è tutt’ora) “massacrata” da alcuni studenti (a Milano il liceo classico Manzoni è stato occupato, poco dopo i risultati delle votazioni, anche in segno di protesta contro il neoeletto governo). Ma soprattutto “massacrata” dai Media e social network sia in Italia che all’estero (in particolar modo ora).
Eppure, nonostante tutto, questa donna ha portato il suo partito (che ha pure fondato) alla vittoria: Giorgia Meloni ha vinto da poco le elezioni politiche in Italia, e, quasi sicuramente, sarà la prima donna, nella storia della nazione, a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons.

Lettere al blog. “Forse perché se lo dice Vasco… va tutto bene!”.

Lettera al blog.

(de Il Grillo Scrivente)

Se lo dice Vasco, va tutto bene! Cos’ha detto Vasco? A conclusione del suo ultimo, recente concerto, ha detto (anzi, ha urlato) “Viva le femmine…..viva la figa!”. Certo che è volgare! Non solo, ma esaltare le donne nei loro organi genitali, e per di più col termine più volgare che ci sia….. Significa render inutili tutte le battaglie che le femministe ancor oggi fanno costantemente quando sostengono che la donna non vada giudicata per il suo corpo ma per le sue capacità intellettive e professionali; quando denunciano quanto le donne siano trattate come un oggetto e protestano quando vengono fatti commenti sull’aspetto fisico femminile (ad esempio il caso dell’allora ministro Maria Elena Boschi). Dicono sempre che il linguaggio è la prima cosa, che è fondamentale, che è la base per il cambiamento culturale necessario per il vero raggiungimento delle pari opportunità!
C’è una cosa che, invece, non mi è proprio chiara: perché le femministe adesso non dicono niente?… Come mai non si scatenano sui social, non scendono in piazza, non accusano Vasco Rossi di maschilismo, sessismo, di essere l’emblema del fatto che viviamo ancora in una società patriarcale,…..?
Forse perché se lo dice Vasco… va tutto bene!

Lettere al blog. Anche un personaggio televisivo può essere un vero amico.

La lettera al blog:

Anche un personaggio televisivo può essere un vero amico.
(de Il Grillo Scrivente)

Arrivederci, Don Matteo! A dire la verità, dovrei dire “Addio”, ma proprio non mi riesce…
Dopo 22 anni, “il prete in tonaca e bici che ha conquistato gli italiani” (“Porta a porta”, 11 marzo 2016) ha lasciato il cast di “Don Matteo”.
Ci mancherà davvero tanto…. Ci mancherà vederlo, all’inizio di ogni serie, correre in bici (quella mitica bici!) per le stradine di Gubbio e poi di Spoleto, ed incontrare per caso il maresciallo Cecchini, alias Nino Frassica. Oltre sette milioni di italiani aspettavano sempre questo momento!
Ci mancherà vederli giocare a scacchi; ci mancheranno tutti i dubbi, le perplessità e le riflessioni di don Matteo davanti alle apparenti colpevolezze di ogni sospettato, le sue parole di conforto al vero delinquente quando viene arrestato. Già, parole di conforto; perché questo è (pardon, era…) don Matteo, un prete che non condannava ma confortava, sosteneva, trasmetteva il perdono di Dio.
Ci mancherà quella grande, grandissima amicizia che lo legava al maresciallo Cecchini. Un’amicizia vera, fraterna, di quelle che molti di noi faticano a trovare. “Don Matteo, Lei fa tanto per me, io non faccio mai niente….. Non è vero, Lei mi ha insegnato cos’è un amico!”; ammetto la mia commozione quando ho sentito queste parole; tra l’altro, proprio nell’ultima puntata in cui appare Terence Hill. E c’è una cosa, del loro rapporto, che mi ha colpito: dopo vent’anni si davano ancora del Lei. Don Matteo dava del Tu a tutti, anche ad un parrocchiano appena conosciuto; ma al suo più grande amico dava del Lei! E non lo chiamava col nome di battesimo, bensì “maresciallo”. Questa è un’altra delle cose che, a mio avviso, caratterizzano la serie: il rispetto delle istituzioni, dei ruoli (che ritengo andato perso oramai da anni).

Ora è arrivato don Massimo: giovane, bello, moderno in moto. Un Raoul Bova bravissimo (niente da dire), e ovviamente famosissimo! Ma non è don Matteo….
Ognuno di noi ha bisogno di un punto di riferimento; una persona sul web ha scritto “Grazie Terence perché per essere supereroi non serve per forza un superpotere, a volte bastano un sorriso, una bici e una tonaca per regalare 22 anni di superserate a milioni di italiani e non”. Uno potrebbe ribadire “chi ha detto che ora anche don Massimo non potrà avere un sorriso?”. È certamente indiscutibile. Ma quando ci si affeziona a QUELL’ attore, a QUEL personaggio, nessuno può farlo dimenticare; diventa un punto di riferimento! E per noi oltre sette milioni di italiani che lo seguivamo, don Matteo era proprio questo, un punto di riferimento! Abbiamo perso un amico! Un uomo che “è entrato nelle nostre case” e non ci è più uscito!