Archivi categoria: lettere al blog

“Io non bevo caffè, ma se lo bevrei…”.

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Io non bevo caffè, ma se lo bevrei…”.

(de Il Grillo Scrivente)

Allora, caro Blogger,

io non guardo abitualmente la pubblicità alla televisione. Qualche giorno fa, però, mi è capitato di vedere quella del caffè Borbone: c’è una bambina all’interno della sua famiglia. Si susseguono diverse scene, nelle quali, in ciascuna, la bambina vede suoi familiari bere caffè; con sottofondo musicale della bambina stessa che canta “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti. Alla fine, la bambina porta il caffè a tavola alla sua famiglia e dice (si intuisce, rivolgendosi al pubblico della televisione) “io non bevo caffè, ma se lo bevrei…”.

Sorge spontanea una domanda: come “bevrei”?….si dice “bevessi”….. Qua gatta ci cova…cerchiamo di capire perché hanno scelto di far usare alla bambina lo scorrettissimo condizionale invece del congiuntivo; perché (ho pensato) magari c’è un motivo profondo, in questa scelta: oddio, caro Blogger, io non sono in grado di giudicare se sia profondo o meno, ma la motivazione, secondo alcuni commentatori, sembrerebbe essere quella di trasmettere l’idea del linguaggio spontaneo infantile, e dell’atmosfera familiare e di casa.

A parte il fatto che mi sa che manco proprio di fantasia, oppure ho la mente troppo complicata, perché tutto potevo pensare tranne questo. Però, prima di tutto, non ho capito secondo quale criterio associare l’atmosfera casalinga ad un linguaggio grammaticalmente scorretto.
Secondo luogo, capisco che a tanti bambini viene spontaneo usare il condizionale invece che il congiuntivo; ma siccome l’Italia sta attraversando un momento di “analfabetismo” tragico, sicuramente non aiutato dall’uso sfrenato degli smartphone (che, ahimè, vedo in mano ai bambini, anche quando escono da scuola), se volevano rendere la spontaneità e il focolare, non potevano scegliere qualcos’altro tra le tante possibilità?

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Se ritieni che il mio lavoro sia importante e vorresti sostenerlo puoi farlo con una donazione facendo click su questo link: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=ZXGDGQD7Z2Z6Q . Anche una piccola donazione, a tua discrezione, può fare la differenza poiché l’informazione libera ed indipendente, oggi più che mai, si trova in una situazione di oggettiva difficoltà e fragilità, rischiando di sparire ed estinguersi definitivamente. Grazie in ogni caso anche per l’attenzione.

Social… mon amour!

Si riporta la lettera come ricevuta.

Social… mon amour!

(de Il Grillo Scrivente)

Un uomo a torso nudo che dichiara con linguaggio indiretto ma chiaro al pubblico (in questa sede non lo posso proprio riportare…) che si trova nella toilette di casa sua; e immagina tutte le visualizzazioni che otterrà. Infatti la scena che Le ho descritto, caro Blogger, non è tratta da un libro osceno, ma è quella di un video caricato da un “gentil signore” di una certa età…., sul suo profilo Facebook.

Mi viene inviato, qualche giorno dopo, un altro video di Facebook: l’ “anteprima” (nel senso di immagine che si vede prima di avviare il video) è quella di una bella donna. Beh, decisamente una buona premessa; e sicuramente meglio del primo video. In cosa consisterà questo? Nel fatto che la “fanciulla” è in piedi nell’acqua di mare e ride; diciamo….in maniera forzata come a voler sembrare una bambina…. Fine!

Onestamente, già davanti a questa scena resto senza parole. Ma c’è la “parte seconda” dello shock; perché non solo ci sono non so quante visualizzazioni (e fin qua immagino mi dirà che ormai dovrei aver capito che qualunque cosa sui social fa centinaia, migliaia di visualizzazioni). Ma trovo un commento: “la tua risata mi migliora la giornata”. Ti migliora la giornata sentire una donna fare una risata scioccherella?

Caro Blogger, non molti anni fa, se la gente voleva ridere o voleva rilassarsi, andava a teatro, andava al cinema; guardava semplicemente la televisione; ascoltando professionisti SERI. Potevano non piacere (confesso che non ho mai sopportato Totò, Stanlio e Olio, e non mi piace per niente Alberto Sordi). Ma erano professionisti seri, che mettevano anima, corpo, cultura, sapere, preparazione, in quello che facevano. Ora su Youtube e Facebook, per la maggior parte, hai vacuità e corpo; in tutte le sue funzioni…..

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Se ritieni che il mio lavoro sia importante e vorresti sostenerlo puoi farlo con una donazione facendo click su questo link: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=ZXGDGQD7Z2Z6Q . Anche una piccola donazione, a tua discrezione, può fare la differenza poiché l’informazione libera ed indipendente, oggi più che mai, si trova in una situazione di oggettiva difficoltà e fragilità, rischiando di sparire ed estinguersi definitivamente. Grazie in ogni caso anche per l’attenzione.

La coerente visione della sanità dell’onorevole Serracchiani.

Si riporta la lettera come ricevuta.

La coerente visione della sanità dell’onorevole Serracchiani.
(de “Il Grillo Scrivente”)

Caro Blogger,
la coerenza dei nostri politici è sempre stata chiara a tutti. In questi ultimi giorni ne abbiamo ulteriore conferma. Il referendum per il quale abbiamo da poco votato ha dato esito negativo: ha vinto il NO. L’opposizione ritiene il risultato un primo passo verso un cambiamento di rotta; un chiaro “messaggio” per il Presidente del Consiglio. Nel corso di una lunga intervista concessa a Marco Ballico, apparsa sul quotidiano “Il Piccolo” di Trieste il giorno 7 aprile scorso, la parlamentare Deborah Serracchiani ha dichiarato (a riguardo di un futuro candidato di centrosinistra alle elezioni) che “prima viene il programma, poi la leadership”.
Nell’avvicinarsi di diversi appuntamenti elettorali di rilievo nella Regione Friuli – Venezia Giulia, l’onorevole vede un programma fondato su “più sanità pubblica, più infrastrutture”.
Dunque, caro Blogger, mi si sono rizzati i capelli….: più sanità pubblica?? Ma non era stata proprio l’onorevole Serracchiani, all’epoca Presidente della Regione medesima, ad abolirvi tante strutture ospedaliere? Come ormai sa benissimo faccio, “andiamo a verificare” e leggiamo nell’articolo di Anna Dazzan, apparso il 12 giugno 2016 su “Il Fatto Quotidiano”, in riferimento alla legge regionale del Friuli – Venezia Giulia 17/2013, le intenzioni, per modo di dire, della Serracchiani, di salvaguardia della sanità pubblica attraverso il seguente percorso:

  • smantellamento dell’ospedale di Gemona del Friuli (dichiarato, tra l’altro, l’unico agibile in caso di guerra e terremoto).
  • riduzione delle ambulanze a Cividale del Friuli.
  • taglio delle spese per l’ospedale di Palmanova.
  • taglio dei reparti dell’ospedale di Latisana perché “troppi soldi poca gente”.

In un convegno dell’epoca, tenutosi proprio nel Comune di Gemona, l’allora Presidente Serracchiani spiegò che “i codici rossi sono ventinove in un pronto soccorso regionale, per cui va chiuso”.
Dichiara oggi l’onorevole, nell’intervista che ho citato all’inizio: “se hai le risorse ma non crei occupazione di qualità, hai fallito”. Giustamente….. Allora, onorevole, forse dire “ho sbagliato”, potrebbe essere già un buon punto di partenza.

NOTA: l’immagine in questo post è di libero uso ed è tratta da Wikipedia Commons: Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Se ritieni che il mio lavoro sia importante e vorresti sostenerlo puoi farlo con una donazione facendo click su questo link: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=ZXGDGQD7Z2Z6Q . Anche una piccola donazione, a tua discrezione, può fare la differenza poiché l’informazione libera ed indipendente, oggi più che mai, si trova in una situazione di oggettiva difficoltà e fragilità, rischiando di sparire ed estinguersi definitivamente. Grazie in ogni caso anche per l’attenzione.