Archivi categoria: Trieste

L’urlo di migliaia di Triestini scesi in piazza: NO GREEN PASS!

(di Biagio Mannino)

Questa sera, a Trieste, sono scesi per le vie del centro, migliaia di Triestini. Persone di tutte le età, giovani ed anziani, famiglie e bambini, ma soprattutto, non vaccinati e tanti vaccinati assieme! Come detto, bisogna sottolinearlo, migliaia di persone che, da Piazza della Borsa, hanno sfilato lungo Corso Italia, Piazza Goldoni, via Carducci fino ad arrivare, con un lungo tragitto, in via Fabio Severo davanti alla RAI, per poi andare in piazza Oberdann di fronte alla sede del Consiglio Regionale e poi proseguire.
Uniti al grido di “NO GREEN PASS”! Una misura che non piace ai cittadini e che sempre di più ne denota gli aspetti illiberali. Un segnale questo di come non si voglia questa misura che limita la democrazia, la libertà, diritto fondamentale di tutti i cittadini italiani!
Quando il governo smetterà di far finta di non vedere?

Non ha importanza.

(di Biagio Mannino)

Non ha importanza capire se si tratti di arte o indifferentemente cosa, quelle bestiole, di tutti i colori, grandi fin troppo, strane quanto basta, ingombranti di sicuro. Non ha importanza sapere chi le abbia fatte, di che materiale siano, se si tratti o meno di plastica riciclata, di carta, di ferro di qualche miniera abbandonata tra sperdute montagne, che siano biodegradabili o eternamente ineliminabili. Non ha importanza chi le abbia volute, nel centro di Trieste, sparpagliate un po’ ovunque e non ha importanza se piacciano o meno, anche se, a dire il vero, sono in molti a chiedersi come possano piacere a qualcuno.
Non ha importanza se i turisti si fermano a guardarle, non ha importanza se le fotografano e ci si mettono vicini per essere testimoni digitali di scatti che fanno ed hanno fatto il giro del mondo. Non ha importanza se attraggono visitatori, se i locali sono pieni di assetati curiosi che si riposano dopo estenuanti passeggiate sotto il sole di luglio alla ricerca degli animaletti.
Non ha importanza se fanno ridere, storcere il naso, dire che poi, alla fine, in fondo in fondo, tutto sommato, nonostante tutto, non sono proprio da buttare.
Non ha importanza se sono lì da giorni e si attenda con ansia la loro rimozione.
Non ha importanza chi le abbia volute, non ha importanza chi ne abbia autorizzato la loro presenza nelle vie e nelle piazze ma quello che ha importanza, e tanta, è chiedersi se poi tutto possa, tutto debba essere concesso, dato, se non esista un limite in un’epoca che sembra proprio non tenere più conto che anche i limiti esistono.
Se le vie e le piazze vedono passanti camminare zigzagando tra tantissimi tavolini, rendendo le stesse vie più somiglianti a stretti sentieri che ad altro, adesso i pupazzoni colorati sembrano tenere compagnia all’idea che tutto debba essere forzatamente bello, allegro, gioioso, forzatamente rumoroso, chiassoso, in tutti i sensi e per tutti i sensi.
Musiche ad alto volume, colori forti, risate e basta e tutti i problemi, improvvisamente, spariscono.
Ma quel coccodrillo, rosso, o indifferentemente cosa sia e cosa voglia rappresentare, su una delle pareti esterne della Chiesa di Sant’Antonio, sembra prendere in giro tutto e tutti.
Allora improvvisamente l’importanza c’è, e diviene fondamentale sapere se esista ancora qualche cosa in cui trovare una identificazione, un brandello di memoria di noi stessi, di visione del tempo, del passato e del futuro inteso nel lungo periodo e non nel fugace presente che si specchia in un sorso di vino, qualche cosa che ci unisca nel nome di una vera cultura, di un vero messaggio di appartenenza, di una vera storia, di veri principi e valori.
Che ci piaccia o no i limiti esistono e l’illusione di trovare facilmente nuovi miti che ci soddisfano è più che mai presente.
E di nuovo non ha importanza, non ha importanza porsi domande, non ha importanza chi o cosa ci si senta, non ha importanza sapere perché si ride, non ha importanza sapere perché si cerca, in qualche modo, di stordirsi nel rumore ripetitivo della movida.
No, niente ha importanza perché le risposte, o meglio, la risposta è lì, basta uno sguardo,su quella parete esterna della Chiesa di Sant’Antonio.

NOTA: l’immagine in questo post è di Biagio Mannino.

Graziano Sartini, radiofonicamente conosciuto come Graziano D’Andrea, nuovo Direttore di Radio Diffusione Europea.

Graziano Sartini, radiofonicamente conosciuto come Graziano D’Andrea, nuovo Direttore di Radio Diffusione Europea.

Graziano Sartini è il nuovo Direttore di Radio Diffusione Europea. Prende il posto di Francesco Cenetiempo nella radio che, da Trieste, porta l’informazione in tutta l’area dell’Adriatico e non solo.
Graziano Sartini è giornalista con un’esperienza pluriennale nel settore dell’informazione radiofonica.
Dalle emittenti private ala presenza ventennale alla RAI del Friuli Venezia Giulia, Sartini fonda RDE – Radio Diffusione Europea di cui assume l’incarico di Direttore e, da oggi, anche quello di Direttore della testata giornalistica.


Il discorso di Graziano Sartini:

A seguito delle dimissioni di Francesco Cenetiempo da Direttore della testata giornalistica di Radio Diffusione Europea, l’Associazione AM Group ha ritenuto di nominarmi nuovo Direttore.
Per me, il conferimento di questo importante incarico, rappresenta, oltre ad una grande responsabilità, anche un altrettanto grande onore.
Un onore perché Radio Diffusione Europea rispecchia la realizzazione di un sogno. Il sogno di un piccolo gruppo di appassionati di radio e di giornalismo, di musica e di intrattenimento e che, coraggiosi, si sono avventurati nel mondo mass mediatico a piccoli passi ma con grandi ambizioni.

Grandi ambizioni. Infatti vogliamo essere presenti, come indica il nostro nome, a Trieste come in tutto l’Adriatico, questo mare che vede affacciarsi Stati differenti espressione delle variegate culture europee.
E non solo, trasmettiamo e siamo seguiti con nostra soddisfazione in tutta Italia e puntiamo ad essere network di informazione per il contesto europeo.

Sì, è vero, siamo ambiziosi ma il nostro iniziale sogno, a piccoli passi, che poi tanto piccoli non sono, si trasforma in realtà.
Noi ci crediamo: siamo riusciti a organizzare una radio partendo dal niente. Una radio che trasmette in onda media, che trasmette in internet e, da pochi mesi, siamo riusciti a dare il via anche alla nostra web TV.
Non ci fermiamo qui perché ancora tanti sono i nostri progetti.
Produciamo programmi che possiamo definire di successo e trattiamo temi ed argomenti che spaziano dalla politica internazionale al mondo del giornalismo.

Siamo un piccolo gruppo di persone preparate ed entusiaste, appassionate e convinte che questo progetto possa affermarsi sempre di più.
Un onore, vi dicevo. Un onore ma anche una responsabilità.
Una responsabilità perché muoversi da piccoli e soli quali siamo, in questo settore, è un’impresa che solo la determinazione che ci caratterizza rende possibile andare nella direzione che vogliamo.
Le difficoltà sono molte, moltissime, e tutto inserito anche in questo momento storico in cui gli impedimenti portati dall’epidemia di Corona virus si mostrano come ulteriori colpi assestati.
Il nostro sogno è la nostra fatica e, non vi nascondo, non sono mancati i momenti di sconforto.

Ma questi testardi, amanti della radio vogliono andare avanti e far sì che radio Diffusione Europea diventi un punto di comunicazione di riferimento serio.
Grazie anche a voi che ci ascoltate, assumo questo incarico di coordinare un gruppo di veri professionisti, preparati e liberi.