Luna 20 luglio 1969.

r(di Biagio Mannino)

Era il 20 luglio del 1969 quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin allunarono e divennero i primi uomini a toccare il suolo della Luna, mentre Michael Collins li aspettava in orbita.
Fu una grande impresa che coronava un intenso programma di ricerca e, soprattutto, di investimenti che furono anche caratterizzati dalla perdita di vite umane.
Era una lotta contro il tempo. Gli USA dovevano arrivare primi nella corsa alla conquista della Luna dove l’avversario si chiamava URSS.
Una gara iniziata subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale quando tutto era utile nella costruzione delle egemonie mondiali.
E così diventava importante la scienza ad uso squisitamente militare con l’attenzione rivolta alle armi atomiche ed ai vettori che le dovevano trasportare in caso di conflitto.
Nulla era lasciato al caso ed anche il nemico di pochi anni prima diventava utile alle reciproche cause: gli scienziati tedeschi e tutta la loro conoscenza erano primari nell’assorbimento nei nuovi ranghi contrapposti al di là se si fossero resi responsabili di vicende che presto vennero messe da parte.
Lo Spazio diveniva fondamentale sotto molteplici aspetti, da quello di un possibile controllo strategico militare a quello, altrettanto importante, propagandistico, utile a esaltare i reciproci popoli ed unirli sotto il simbolico orgoglio patriottico, sia a mostrare all’avversario i muscoli e le proprie potenzialità.
I sovietici erano più avanti rispetto agli americani. Il primo satellite, il primo essere vivente, il primo uomo. Tutti traguardi raggiunti dall’URSS che viaggiava tanto veloce quanto i suoi razzi e spaventava gli USA e l’opinione pubblica occidentale in quella contrapposizione fatta anche di immagini, suoni e risultati.
Non c’era tempo da perdere e i due competitori andavano avanti a prescindere e i primi astronauti americani e cosmonauti sovietici si accollavano rischi personali di gravità estrema pur di conquistare la prima posizione.
Nel 1962 Kennedy deve far fronte ai fallimenti a Cuba e introduce la Luna per compiere un’operazione di comunicazione politica a lui necessaria in quel preciso momento storico.
La Luna entro il decennio e sarà un americano ad arrivarci.
Una scommessa da giocatore d’azzardo che portò migliaia e migliaia di persone a lavorare sul comune progetto: un uomo sulla Luna, un uomo sì ma… americano.
Iniziavano le missioni Apollo non senza problemi e non senza tragedie ma bisognava andare avanti e con grande velocità.
Il 16 luglio 1969 tutto era pronto. Il razzo Saturnus V, colossale nelle dimensioni e nell’altezza superando i 110 metri, decollò con i tre astronauti, Neil Armstrong, Buzz Aldrin, Michael Collins.
Dopo quattro giorni la discesa sulla Luna con mezzi progettati ma mai collaudati portò i primi esseri umani sul nostro satellite.
Una impresa, ardita, coraggiosa ma, forse, scientificamente inutile.
Fu invece un successo in ambito propagandistico lasciando però, poi, il tempo a ridimensionare certi aspetti.
Infatti tutto fu curato inclusi i messaggi da portare e, in particolare, il messaggio sulla targa lasciata sul suolo lunare.
“Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 D.C. Siamo venuti in pace, per tutta l’umanità”.
Così era scritto e firmato, oltre che dai tre astronauti, anche dal Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon.
L’umanità era arrivata sulla Luna ma era l’umanità simbolicamente rappresentata dal Presidente degli Stati Uniti d’America.
La corsa allo Spazio proseguì intensamente negli anni successivi ma nel 1972 tutto fu interrotto. Tagli al bilancio annullarono le tre programmate missioni Apollo 18, 19 e 20. Finiva così la corsa alla Luna ed alle ambizioni di andare sempre più in là.
Sono passati cinquanta anni ed oggi tutto sembra tornare di interesse.
E la Luna piace anche ai nuovi protagonisti della scena geopolitica mondiale e… spaziale.
Agli USA, alla Russia, si sono aggiunti l’Europa, l’India, il Giappone e la Cina che appare essere la più agguerrita nel volere raggiungere nuovamente la Luna e poi Marte.
Vero è che sembra di tornare indietro agli anni ‘60 dove scienza e propaganda si intersecano e diventano un tutt’uno facendo dimenticare che, alla fine, l’umanità è una ed unica.

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NOTA: le immagini in questo post sono tratte da Google immagini.

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