Ripartono le attività della Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone.

Si riporta il comunicato come ricevuto.

Comunicato Stampa

Da mercoledì 26 agosto ripartono le attività della Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone: in arrivo spettacoli a Pordenone, Brugnera e una tappa in Veneto

Dopo una breve pausa estiva, riprendono le attività della Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone. Mercoledì 26 agosto per il progetto di rigenerazione urbana “CASE GIALLE RIGENERATION”, realizzato a Pordenone con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per il programma PR FESR 21-27 finanziato dall’Unione Europea, ci sarà nell’Arena esterna di Largo Cervignano alle 20.45, il concerto “Muse Sonore”, un omaggio musicale alle grandi donne che hanno segnato la storia della musica, abbattendo barriere, ispirando generazioni e trasformando il panorama artistico. Attraverso un viaggio sonoro ed emozionante, il progetto rende omaggio a compositrici, interpreti, cantautrici e innovatrici che hanno usato la musica come strumento di espressione, lotta e cambiamento, e lo fa celebrando le figure femminili della musica attraverso reinterpretazioni originali ispirate alla loro vita e carriera. Da Aretha Franklin a Whitney Houston, da Amy Winehouse a Mina, la storia delle grandi voci femminili della musica italiana e internazionale passa attraverso la voce di Francesca Ziroldo, cantante, insegnante, direttrice corale, Enrico Casarotto alla chitarra, Manuel Ziroldo al pianoforte, Giovanni Gorgoni al basso e Jacopo Zanette alla batteria. In caso di maltempo il concerto si terrà nella sala Assisi della Chiesa San Francesco d’Assisi in piazza San Gottardo.

Precedentemente rinviato a causa del maltempo, viene riprogrammato per sabato 5 settembre, ore 20.45 nel Parco di Villa Varda a Brugnera (Pn) “Malacarne – La ballata dell’amore e del potere”, spettacolo della Compagnia BRAT che va in scena per la XXVII edizione della rassegna di teatro all’aperto “Teatri fuori dai teatri”, realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del progetto “Viaggio nelle lingue venete lungo il Livenza” e parte della rete ItaliaFestival. Diretto da Michele Modesto Casarin, scritto da Marco Gnaccolini, lo spettacolo è una ballata epica e popolare che intreccia mito, storia e leggenda. In scena Claudio Colombo, Filippo Fossa, Agata Garbuio, Chiara Pellegrin e Federico Scridel raccontano le gesta di un personaggio quasi dimenticato, protagonista di una storia ambientata in Friuli nel 1420 che lo fa elevare a simbolo di tutti coloro che storicamente sono stati costretti a piegarsi, resistere o migrare. Travolto dalla conquista veneziana, Malacarne, antica maschera friulana della Commedia dell’Arte, guida il pubblico in una vicenda in cui la ricerca del leggendario tesoro di Aquileia e l’amore proibito tra Bora e Tergesteo si intrecciano nello scontro tra due forze opposte, l’Amore e il Potere, per una storia universale di identità, libertà e appartenenza. Maschere, comicità, musica dal vivo, lingue e dialetti danno vita a un teatro viscerale che, tra tradizione e innovazione, restituisce alla Commedia dell’Arte il suo spirito originario: usare il comico e il popolare per raccontare il presente. In caso di pioggia sarà realizzato nel Salone del vino, in località San Cassiano di Livenza.

La Compagnia di Arti e Mestieri sarà poi in Veneto, a San Donà di Piave (frazione Chiesanuova) mercoledì 2 settembre alle ore 18.30, con “Storie di fiume, fiume di storie”, scritto, diretto e interpretato da Bruna Braidotti con l’accompagnamento musicale di Nicola Milan alla fisarmonica. Lo spettacolo è realizzato in condivisione tra la rassegna “Teatri fuori dai teatri” e il “Fiume Festival” promosso dal Comune di San Donà di Piave (Ve), nell’ambito del bando “Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella regione Friuli Venezia Giulia” finanziato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. In questo lavoro Bruna Braidotti ripercorre la storia del Piave, il “fiume sacro alla Patria”, affidandone il racconto alla voce di un’Anguana, figura mitica profondamente legata alle acque e presente nelle leggende che popolano anche il bacino del fiume. L’Anguana ritorna sulle rive del Piave come erede di antichissime divinità dell’acqua, quando fiumi e sorgenti erano luoghi sacri attorno ai quali le comunità si riunivano per invocare protezione e prosperità e condividere un pasto rituale. Figure femminili acquatiche, benevole o inquietanti a seconda delle diverse tradizioni, le Anguane attraversano nei secoli l’immaginario popolare europeo, sopravvivendo alla scomparsa degli antichi culti nelle fiabe, nei racconti e nelle leggende tramandate lungo i corsi d’acqua.

È dunque un’Anguana in veste popolare a tornare sulla riva del Piave per rinnovare simbolicamente quell’antico rito attraverso le storie e il cibo condiviso. Lo spettacolo nasce da una ricerca che Bruna Braidotti e Giulio Ferretti conducono da oltre trent’anni sui fiumi, sulle comunità che vivono lungo le loro rive e sulle figure mitiche legate all’acqua. Di fiume in fiume, l’Anguana ritorna così a raccontare ogni volta una storia diversa e insieme antichissima, facendo rivivere il legame simbolico fra acqua, natura e comunità e interrogando il presente sul rapporto che abbiamo costruito con i nostri fiumi.

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Le Borse nella settimana dal 24 al 28 agosto 2026.

Le Borse oggi 28 agosto 2026.

FTSE MIB 0,67% – 52616,12. Andamento settimanale: -0,10%

Dow Jones -0,02% – 53559,99. Andamento settimanale: 0,53%

Nasdaq -0,52% – 26402,42. Andamento settimanale: 0,85%

Le Borse oggi 27 agosto 2026.

FTSE MIB -1,17%

Dow Jones 0,20%

Nasdaq 1,57%

Le Borse oggi 26 agosto 2026.

FTSE MIB 0,31%

Dow Jones -0,21%

Nasdaq -0,086%

Le Borse oggi 25 agosto 2026.

FTSE MIB 0,34%

Dow Jones 0,30%

Nasdaq 0,666%

Le Borse oggi 24 agosto 2026.

FTSE MIB -0,24%

Dow Jones 0,26%

Nasdaq -0,76%

NOTA: l’immagine in questo post è opera di Biagio Mannino.

 Quando l’invidia sociale si tramuta in uno sfacciato uso della volgarità e della maleducazione.

Si riporta la lettera come ricevuta.

Quando l’invidia sociale si tramuta in uno sfacciato uso della volgarità e della maleducazione.

(de Il Grillo Scrivente)

Le ho già esternato la mia costernazione ben due volte, in due lettere distinte, riguardo alcuni aspetti del mondo social: ricordo che avevo commentato una ragazza che, nei video che posta, si limita a ridere, con opinioni che dichiarano quanto abbia migliorato la giornata ad alcuni di loro. In una seconda lettera, la mia costernazione si è trasformata in indignazione, dopo aver scoperto “professionisti”, che tali si dichiarano, inventarsi che la Terra è piatta, insultare, fare gestacci e via dicendo. In questi ultimi giorni, caro Blogger, ho iniziato a scoprire che l’indecenza non ha limiti, perché mi sono capitati video in cui gli pseudo professionisti raccontano (o meglio inveiscono, ma lasciamo perdere) di aver ricevuto certe critiche che (fanno capire) non hanno per niente gradito. E fin qua, liberissimi di non gradire, e soprattutto le critiche vanno fatte con educazione e finezza! Ma nel rispondervi, dimostrano di dare “proprio il buon esempio”: non solo lasciamo perdere che è meglio, il “massimo della raffinatezza” usata da costoro (che ormai è implicito, non posso riportare in questa sede); ma questa “raffinatezza” è riferita alla sfera dell’intimità. Dulcis in fundo, il tutto viene utilizzato per dichiarare all’utente che ha espresso la critica (che afferma di aver frequentato l’università a differenza di chi ha postato il video) che questi è riuscito ad arrivare negli ambienti universitari proprio grazie al fatto di aver condiviso quella sfera intima con i professori. Conclusione degna del tutto: all’utente la laurea non è servita a nulla perché non ha capito assolutamente niente. Inoltre, tutto ciò dimostra una subdola trasformazione dell’atto dello studiare, non in un elemento di faticoso arricchimento personale ed anche collettivo, ma in un tristemente sostanziale disvalore.

È “un piacere”, caro Blogger, poter constatare una volta di più quanto in questa società ormai domini la “serietà” e la “raffinatezza”… Oltre che una forma di, ormai sempre più evidente, invidia sociale, che si tramuta in uno sfacciato uso della volgarità e della maleducazione, interpretate come nuovi valori e simboli di appartenenza ai gruppi considerati puri proprio perché ignoranti.

Caro Blogger, com’è cambiato il mondo… Venti, trenta, quarant’anni fa,… non avremmo mai assistito a scene indecorose di questo tipo. I veri professionisti non avrebbero mai e poi mai fatto discorsi osceni per rispondere ad una critica; non avrebbero usato parolacce; non avrebbero mai offeso l’altro. Questo nostro mondo si è arricchito di mille possibilità, di tante scoperte, ma si è impoverito dal punto di vista umano. L’uomo, nonostante tutto, continua ad essere più del computer: ci siamo impoveriti più velocemente di quanto avanzati tecnologicamente.

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