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Graziano Sartini, radiofonicamente conosciuto come Graziano D’Andrea, nuovo Direttore di Radio Diffusione Europea.

Graziano Sartini, radiofonicamente conosciuto come Graziano D’Andrea, nuovo Direttore di Radio Diffusione Europea.

Graziano Sartini è il nuovo Direttore di Radio Diffusione Europea. Prende il posto di Francesco Cenetiempo nella radio che, da Trieste, porta l’informazione in tutta l’area dell’Adriatico e non solo.
Graziano Sartini è giornalista con un’esperienza pluriennale nel settore dell’informazione radiofonica.
Dalle emittenti private ala presenza ventennale alla RAI del Friuli Venezia Giulia, Sartini fonda RDE – Radio Diffusione Europea di cui assume l’incarico di Direttore e, da oggi, anche quello di Direttore della testata giornalistica.


Il discorso di Graziano Sartini:

A seguito delle dimissioni di Francesco Cenetiempo da Direttore della testata giornalistica di Radio Diffusione Europea, l’Associazione AM Group ha ritenuto di nominarmi nuovo Direttore.
Per me, il conferimento di questo importante incarico, rappresenta, oltre ad una grande responsabilità, anche un altrettanto grande onore.
Un onore perché Radio Diffusione Europea rispecchia la realizzazione di un sogno. Il sogno di un piccolo gruppo di appassionati di radio e di giornalismo, di musica e di intrattenimento e che, coraggiosi, si sono avventurati nel mondo mass mediatico a piccoli passi ma con grandi ambizioni.

Grandi ambizioni. Infatti vogliamo essere presenti, come indica il nostro nome, a Trieste come in tutto l’Adriatico, questo mare che vede affacciarsi Stati differenti espressione delle variegate culture europee.
E non solo, trasmettiamo e siamo seguiti con nostra soddisfazione in tutta Italia e puntiamo ad essere network di informazione per il contesto europeo.

Sì, è vero, siamo ambiziosi ma il nostro iniziale sogno, a piccoli passi, che poi tanto piccoli non sono, si trasforma in realtà.
Noi ci crediamo: siamo riusciti a organizzare una radio partendo dal niente. Una radio che trasmette in onda media, che trasmette in internet e, da pochi mesi, siamo riusciti a dare il via anche alla nostra web TV.
Non ci fermiamo qui perché ancora tanti sono i nostri progetti.
Produciamo programmi che possiamo definire di successo e trattiamo temi ed argomenti che spaziano dalla politica internazionale al mondo del giornalismo.

Siamo un piccolo gruppo di persone preparate ed entusiaste, appassionate e convinte che questo progetto possa affermarsi sempre di più.
Un onore, vi dicevo. Un onore ma anche una responsabilità.
Una responsabilità perché muoversi da piccoli e soli quali siamo, in questo settore, è un’impresa che solo la determinazione che ci caratterizza rende possibile andare nella direzione che vogliamo.
Le difficoltà sono molte, moltissime, e tutto inserito anche in questo momento storico in cui gli impedimenti portati dall’epidemia di Corona virus si mostrano come ulteriori colpi assestati.
Il nostro sogno è la nostra fatica e, non vi nascondo, non sono mancati i momenti di sconforto.

Ma questi testardi, amanti della radio vogliono andare avanti e far sì che radio Diffusione Europea diventi un punto di comunicazione di riferimento serio.
Grazie anche a voi che ci ascoltate, assumo questo incarico di coordinare un gruppo di veri professionisti, preparati e liberi.

Alla ricerca dell’allegria!

(di Biagio Mannino)

Il senso dell’allegria sempre più dominante in Piazza Unità, a Trieste.
Ne abbiamo bisogno, tanto bisogno.
Abbiamo bisogno di sorridere più che mai in questo 2020.
E, forse, a guardare bene quella statua, a guardarla proprio bene, ma bene bene, l’allegria non può che arrivare! Decisamente!
Sì, è proprio… non so… originale, posta al centro di una delle piazze più belle del mondo, di una delle piazze dove è passata la storia, al centro di una delle piazze dove i turisti vengono da lontano e poi vedere da tre lati i magnifici palazzi e da quello rimanente, il mare.
Sì, lì, al centro, la statua, con quella base biancastra e quei bei strani cosi che spuntano.
Fa molta allegria! E fa venir voglia di tornare, a guardarla e chiedersi com’è che sia finita al centro di Piazza Unità!
Tra alberelli e prossime musichette natalizie, fa la sua bella figura.
Solo una domanda: quando la togliete?

A Trieste si prepara la “magica” atmosfera natalizia. Il 19 ottobre!

(di Biagio Mannino)

A Trieste si prepara la “magica” atmosfera natalizia. Il 19 ottobre!

Non c’è dubbio! Trieste anticipa tutti e tutto! Già si respira l’atmosfera natalizia in Piazza Unità dove, in una bella e calda giornata di metà ottobre, si allestiscono alberelli e luminarie.
Che il 2020 sia un anno strano lo ha ormai capito chiunque. Che le cose nella nostra vita quotidiana siano cambiate è un dato certo. Ma vedere alberi natalizi quando ancora non è chiaro se indossare il cappotto o meno, questo non lo si immaginava!
E così, se vi capita di passeggiare per le vie del centro, aspettatevi quelle belle sensazioni che solo il Natale ci può dare, quei bei momenti di serenità e quelle simpatiche corse agli acquisti.
Sì, mentre per le strade, la gente cammina, con mascherine e preoccupazioni. Vere preoccupazioni.

Migliaia di persone presenti alla fiaccolata per i poliziotti uccisi a Trieste.

Migliaia di persone, ieri sera, sono state presenti alla fiaccolata dedicata ai due poliziotti uccisi venerdì pomeriggio presso la Questura di Trieste.
Le vie, grandi e piccole, intorno alla Questura, erano gremite di gente che, silenziosamente, portava la propria presenza in questo triste e difficile momento. Solo gli applausi spontanei interrompevano un silenzio profondo ogni tanto accompagnato dal suono delle campane.
Il senso di sgomento, provocato dalla vicenda, ha colpito tutti i triestini che continuano ad essere partecipi attivamente al lutto delle famiglie degli agenti.
Trieste da ieri è una città ferita e segnata.

Video:

 

Verità per Giulio Regeni.

verità per giulio regeni(di Biagio Mannino)

“Verità per Giulio Regeni”. Così è scritto su un piccolo adesivo che ho sulla scrivania. Uno dei tanti che sono stati e che vengono distribuiti da quando Giulio Regeni, assassinato orribilmente, è divenuto un vero e proprio simbolo.
Un simbolo di tutto ciò che va, come la voglia di conoscere, di studiare, di portare la ricerca della verità ai massimi livelli, di combattere i soprusi, di esercitare la libertà di pensiero, di stampa, di essere cittadini del mondo, di viaggiare e conoscere, di confrontarsi in modo civile e democratico, di aprirsi alle idee di tutti, di avere un dialogo tra culture diverse, di far conoscere tutto questo a tutti.
E Giulio è anche il simbolo di ciò che non va, della violenza che distrugge tutto, che caratterizza come ha caratterizzato la vita degli uomini nel tempo, di come pochi possano essere l’incubo di tanti, della libertà negata, della soppressione e della cancellazione del pensiero, della volontà di creare, per gli altri, un mondo triste, e, alla fine, della verità negata.
Sì, della verità negata perché questo giovane, caduto vittima di logiche più grandi di lui, si trova anche a vivere dopo morto contrapposizioni dettate da altre logiche.
La  sua morte, anche questa, diviene simbolo del soppruso e del fatto che, poi, alla fine, non se ne verrà fuori.
E allora che significato ha esporre un adesivo, una bandiera, uno striscione con scritto “Verità per Giulio Regeni”?
Nessuno, se vogliamo rassegnarci all’idea dell’incapacità e dell’inutilità di chiedere, di chiedere che si conosca cosa è successo, perché, se si ritiene che anche il diritto all’indignazione sia da mettere da parte e dimenticare come tante altre cose.
Quell’adesivo, quello striscione e quella bandiera indicano che esiste un popolo e questo popolo vuole vivere da protagonista la propria vita.
Diviene, in una sorta di metamorfosi, l’espressione della presenza, del valore di democrazia ma sempre di più messo da parte.
Adesivi, bandiere, striscioni. Tutti uguali, gialli con la scritta nera “Verità per Giulio Regeni”. Tanti in tanti luoghi come sulla facciata del Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, nella Piazza Unità di Italia, anche questa simbolo, a Trieste.
Ma non più. Decisione irrevocabile, lo striscione va tolto.
Quel simbolo sparisce e sparisce quella piccola grande funzione che aveva, in un luogo importante, frequentato, turisti e ancora e ancora gente e genti di tutti i posti. Visibilità, guardare e riflettere, non solo su Giulio ma un po’ più in là, su di noi, sul mondo dell’uomo e della politica, sul significato di essere cittadini, sul significato di democrazia.
Quasi un controsenso che proprio là dove si dedica una piazza all’Unità di Italia, proprio un italiano caduto vittima, lontano, non troverà più  il suo posto, utile solo ad uno striscione che, silenziosamente, gridava “Verità per Giulio Regeni”.
Tolto. Niente di tutto questo potrà essere più.
Un pensiero va proprio ai genitori di Giulio Regeni che vedono proprio a Trieste sparire un piccolo pezzo di speranza. Non cambierà molto le cose, nel resto di Italia tutto resta ma a Trieste… no.

spot

 

NOTA: l’immagine in questo post è stata tratta da google immagini.