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Guerra Chiama. Guerra Dove porta il riarmo? Il VIDEO del convegno.

Guerra Chiama Guerra. Dove porta il riarmo?
CONVEGNO: sabato 20 settembre 2025 ore 17.00 – 19.00 Sala Xenia – Riva III novembre 7 – Trieste
I tradizionali strumenti della diplomazia e del diritto internazionale appaiono oggi deboli e delegittimati. L’utilizzo di un rampante militarismo – l’idea che la guerra sia il mezzo più opportuno per conseguire dei fini politici – si sta rapidamente insinuando nella società. La soluzione per la “sicurezza” prospettata da molti leader sembra passare quasi esclusivamente per un rapido e massiccio riarmo.
Quanto sono giustificati i timori per la sicurezza in Europa? L’informazione attuale esprime adeguatamente la complessità di un mondo sempre più multipolare? Il militarismo, il nazionalismo, la logica dell’escalation, quali conseguenze possono avere sulla società? Quanto costa il riarmo?
Queste le principali questioni trattate nel convegno che si avvale di qualificati relatori alcuni con esperienza diretta sul campo di guerra.
Partecipano:
► Marc Innaro, scrittore e giornalista, già storico corrispondente Rai da Mosca, Gerusalemme e da Il Cairo. Ha seguito da vicino i conflitti e le tensioni che hanno attraversato l’Est Europa, il Medio Oriente e l’Africa.
► Diana Bošnjak Monai, scrittrice, illustratrice, è nata a Sarajevo da una famiglia multietnica e multiculturale. Ha conosciuto la tragedia delle guerre balcaniche che ha raccontato in alcuni suoi libri.
► Francesco Vignarca, Coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo è autore di diversi libri e articoli sul tema degli armamenti. È co-fondatore di «Milex» – osservatorio sulle spese militari italiane.
► Introduce e modera: Biagio Mannino, giornalista specializzato in politica internazionale e analista della comunicazione pubblica.

Il convegno è stato realizzato dal Comitato Mutuo Appoggio Lavoratori Radio TV in collaborazione con Il vento di nord est.

Primo Maggio a Trieste: c’è molto da riflettere e tutto… da ricominciare.

Primo Maggio a Trieste: c’è molto da riflettere e tutto… da ricominciare.
(di Biagio Mannino)

Una bella giornata, climaticamente parlando, che sta caratterizzando in queste ore la città di Trieste ma, definirla altrettanto bella, forse, non si può per chi la vive intensamente per quella che è: la giornata dedicata al lavoro ed ai lavoratori.
In Piazza Unità d’Italia c’era tantissima gente. Sì, tantissima. Di tutte le età, giovani in particolare, e le diverse parlate e lingue risuonavano ovunque. Lavoratori? No, turisti! E nella quasi totalità…
Un comizio al centro della piazza, un piccolo palco, tante bandiere di colore rosso vivo che sventolavano ma, gli interessati all’evento, nel suo profondo significato, definirli pochi è essere ottimisti.
I discorsi che riecheggiavano si contendevano l’attenzione con mille altri suoni, rumori, sirene, grida di turisti alla ricerca di ristoranti, e chi era sotto il piccolo palco chiacchierava con l’amico incontrato o guardava lo smartphone o si aggirava tra i presenti alla ricerca di volti noti.
Un’immagine, nella sua semplicità, che dice tutto e di più, che non può che far riflettere su tante cose, proprio nel momento in cui il mondo del lavoro si trova in una delicatissima fase di passaggio, dove la digitalizzazione e l’informatizzazione rischiano di escludere, non includere, dove le tutele ed i diritti dei lavoratori appartengono a lotte del passato che sembrano essere dimenticate se non, purtroppo, perse.
Tutto da rifare… a partire da quel 2021, dove la fiducia degli italiani si è polverizzata di fronte alle restrizioni che, in nome della limitazione degli effetti della pandemia, colpivano duramente proprio i lavoratori e mettevano in crisi i principi ed i diritti sanciti dalla Costituzione riguardanti… proprio il mondo del lavoro.
E i sindacati? Non sembrano essersi accorti di quanto accaduto, neanche a distanza di anni, quando ancora adesso sono in molti, i lavoratori, che ne pagano le conseguenze. Ma, al contrario, continuano a guardare al di sopra della linea dell’orizzonte. Quella linea che divide ciò che è veramente da ciò che si crede essere.
Di fronte ad una immagine come quella di oggi, fatta di turisti e non di partecipanti, di suoni e non di parole, di bandiere e non di risultati, verrà, alla fine, il dubbio che si deve cambiare rotta?
Verrà, alla fine, la consapevolezza che chi ha dato e fatto in passato, adesso, deve lasciare il posto (e lasciarlo VERAMENTE) a chi vive la realtà oggettiva del mondo del lavoro contemporaneo?

NOTA: foto di Biagio Mannino – Trieste,1 maggio 2025.

Trieste: il caso “no vaccinato – no operato” ci riporta tutti al punto di partenza.

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NOTA sui brani musicali: in questo video si fa uso di brani musicali con licenza di libero uso (CC BY) tratti dal sito FREE MUSIC ARCHIVE ( https://freemusicarchive.org ). In particolare in questo video è stato utilizzato il seguente brano: Axletree – Goldfinch_ Flight to the North

NOTA: l’immagine copertina del video è opera di Biagio Mannino.