Elezioni 2018: cosa ha capito la politica italiana?

Giuramento_Mattarella_Montecitorio
Il Parlamento riunito in seduta comune presso la Camera dei Deputati.

(di Biagio Mannino)

 

I cittadini italiani lo avevano già detto.
La volontà di partecipare alla vita democratica dell’Italia, la voglia di un vero cambiamento, di un’effettiva direzione di modernizzazione della classe politica, era emersa chiaramente con il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Una riforma, quella voluta dal Governo Renzi che privilegiava tutto tranne la partecipazione togliendo, di fatto, la possibilità di votare in modo diretto i componenti del Senato.
Ma la Costituzione Italiana, al secondo comma dell’art. 1, chiaramente esprime che “La sovranità appartiene al popolo”.
E se la sovranità appartiene al popolo, se appartiene veramente al popolo, il diritto – dovere di voto è il pilastro del principio democratico.
Sì, lo avevano ben espresso con un ampia partecipazione e un risultato che non lasciava dubbi: 60% per i NO e 40% per i SI.
Nonostante questo non si volle vedere quanto gli italiani suggerivano, anzi, pretendevano, dalla politica: partecipare e contare.
E così venne approvato il Rosatellum Bis, la legge elettorale con la quale si è votato il 4 marzo.
Una legge proposta dal PD ed approvata anche da Forza Italia e Lega e, di conseguenza, voluta in modo sostanziale da quelle forze politiche più “antiche” nel sistema parlamentare.
Una legge che, anziché privilegiare, limita ulteriormente la partecipazione che, con il voto non disgiunto, di fatto affida alle segreterie dei partiti la stesura delle liste dei candidati praticamente certi di entrare nel contenitore parlamentare.
Inoltre, a completamento del tutto, nessuna preferenza da esprimere.
No, quel segnale lanciato il 4 dicembre 2016 non è stato colto ma, nonostante tutto questo gli italiani vanno a votare smentendo chi prevedeva ampio astensionismo.
File e disagi non hanno impedito di continuare a esprimere la volontà di partecipare anche dopo una campagna elettorale che, a colpi di promesse elettorali, metteva in evidenza la mancanza di idee di tante forze politiche.
Tracollo del PD che, inevitabilmente, paga i cinque anni di Governo e di protagonismi soprattutto del suo leader Matteo Renzi.
Renzi, il protagonista degli ultimi anni che, nel ruolo del “rottamatore”, ha gestito la politica in un modo tale da divenire in brevissimo tempo il prossimo “rottamato”. E nessuno può essere incolpato poiché ha fatto tutto da solo.
Ma restano le macerie, quelle di un PD che rappresentava solo cinque anni fa, un’effettiva speranza di cambiamento divenendo, però, solo la continuazione di un mondo veramente bisognoso di guardare a ciò che lo circonda.
Modernità e disoccupazione, tecnologie e disperazione, progresso e recessione… tutto gravita intorno e nulla viene visto, avvertito.
La sinistra si stacca e precipita ulteriormente: LEU e tutte le altre componenti non si accorgono delle esigenze effettive del loro popolo e, in queste elezioni, la svolta, o meglio, la fine di un mondo che era già finito dopo il 1989.
Se il centro sinistra deve guardarsi allo specchio, Silvio Berlusconi dovrebbe rendersi conto che anche lui ha fatto il suo tempo: tavoli, contratti con gli italiani, barzellette e promesse, sono ormai spot da cabaret che ricordano di più Drive In che le effettive esigenze di un popolo sofferente, che guarda al domani con ansia e preoccupazione, che è in calo demografico grave poiché non può permettersi il lusso di ciò che è naturale: un figlio.
Forza Italia precipita ai minimi e viene superata da una Lega che nella concretezza di Matteo Salvini prende i voti proprio a Berlusconi ormai invecchiato.
La Lega motore del centro destra, motore addirittura di sé stessa con prospettive di divenire Il centro destra mentre Fratelli d’Italia si confermano nelle loro posizioni ma ancora troppo piccole per aspirare a qualche cosa di più.
I vincitori: il Movimento Cinque Stelle.
Non solo confermano il risultato di cinque anni fa ma lo superano di sette punti ed arrivano al 32,5%.
Un Movimento che ha saputo incanalare la visione di molti, di esigenze di cambiamento, di nuovi volti, di generazioni al passo con i tempi.
Ma, è altrettanto vero, con grandi problemi di inesperienza gestionale e con sistemi rigidi di controllo dei propri iscritti. Con tentazioni sempre presenti e con gesti di effettiva volontà di cambiare la politica.
Riuscirà o, con il passare del tempo, diverrà come, alla fine, la politica porta ad essere?
Questa è la sfida maggiore che il M5S dovrà affrontare poiché il rischio sarebbe una grande, anzi, grandissima delusione, per i propri elettori.
Nel frattempo… per effetto del Rosatellum Bis… la politica fa… la politica e, incurante del segnale del 4 dicembre 2016, del 4 marzo 2018… studia percorsi alternativi per traslare parlamentari ora di qua, ora di là in un gioco di contrasti personali e non di interessi nazionali.
Non sono le leggi elettorali o le Costituzioni a creare l’ingovernabilità bensì la presenza, o l’assenza, della volontà
Semplicemente… la volontà.

 

NOTA: l’immagine in questo post è stata tratta da www. Wikipedia. it.

Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino parlano di confini.

CONF-1X2All’Università delle Liberetà Auser di Trieste, lunedì 19 febbraio, si è tenuta una conferenza avente ad oggetto i confini.
“Confini materiali e confini mentali” era il titolo dato all’incontro che ha visto come relatori Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino.
La particolarità dell’evento è consistita anche nel fatto che nella sala si sperimentato per la prima volta per le Liberetà il sistema della videoconferenza.
Il risultato, eccellente sotto tutti i punti di vista” si è raggiunto grazie al lavoro sinergico con tutta la struttura e che in Franco Deluca, ha visto la realizzazione informatica, in Sebastiano Truglio l’organizzazione e in Rossella Maffi la gestione della grafica e dei collegamenti in diretta facebook.
La volontà è stata quella di fornire un prodotto di qualità alla fruizione multimediale.
Infatti, se da un lato il collegamento Skype ha permesso ai due relatori di dialogare tra Trieste e Tokyo, dall’altro la diretta facebook ha rappresentato l’occasione anche per chi non era presente in sala, di seguire l’incontro.
Non solo: nel profilo facebook dell’Università delle Liberetà Auser di Trieste è possibile rivedere quanto fatto in tutte le sue manifestazioni.
Per quanto riguarda i contenuti, come detto, sono stati affrontati i confini nelle loro differenti espressioni. Sotto il profilo della materialità e sotto quello della espressione mentale, psicologica e psichiatrica.
Il “limes” che se per un europeo rappresenta la normalità, per un giapponese è immaginato ma diviene reale e concreto quando lo si intende come fisico e mentale.
Il confine nella vita dell’uomo, nella storia, nelle conseguenze delle tragiche esperienze belliche che divide i popoli, che li pone opposti gli uni agli altri.
E il confine diviene mentale quando la psiche diviene elemento di divisione e fonte di pregiudizio, di paura, e, di conseguenza, di isolamento.
Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino hanno colloquiato tra loro partendo proprio dall’analisi di ciò che significa “confine” per poi affrontarlo nelle sue vicende storiche, nelle conseguenze, nella psichiatria.
Dal Muro di Berlino alla Cortina di Ferro, quindi, a Trieste.
Un pubblico numeroso ha avuto modo di partecipare anche con molte domande dimostrando come iniziative come queste si rivelino di grande interesse ed attenzione.

 

NOTA: l’immagine in questo post è opera di Rossella Maffi.

Trieste e Tokyo, il 19 febbraio, dialogheranno all’Università delle Liberetà su confini materiali e mentali. Anche in diretta facebook.

CONF-1X2

Logo Università LiberetàSui corsi dell’Università delle Liberetà di Trieste non tramonta mai il sole.
Se Carlo V d’Asburgo avesse visto cosa l’Università delle Liberetà Auser di Trieste sta organizzando, avrebbe rivissuto i fasti del passato.
E’ proprio così. Le Liberetà, lunedì 19 febbraio, alle ore 15, presso la sede di via San Francesco 2 a Trieste, , presenteranno una conferenza dagli importanti contenuti e dalle metodologie assolutamente al passo con i tempi tecnologici e comunicativi contemporanei.
Infatti alla conferenza “Confini materiali e confini mentali”, i relatori saranno sì presenti in sala ma, uno di questi, in diretta video da Tokyo.
L’argomento molto importante, oggi più che mai, riguarda i confini, in un’Europa che non riesce ancora a trovare una spinta effettivamente comune e una direzione d’insieme, in un’epoca in cui alla caduta del Muro di Berlino e, successivamente dei confini, è seguita una ricostituzione di barriere in altre zone dell’UE.
I relatori si confronteranno con opinioni e considerazioni differenti, frutto di punti di vista fondamentalmente derivanti dalle origini Europea ed Asiatica.
Suzuki Tetsutada e Biagio Mannino hanno condotto, ciascuno per proprio conto, studi approfonditi su questo tema. In particolare Suzuki Tetsutada ha avuto modo di affrontare non solo un’analisi del confine materiale ma anche di quello mentale, con particolare attenzione all’esperienza di Basaglia a Trieste.
Biagio Mannino ha studiato gli effetti che i confini imposti hanno causato nelle popolazioni che vivevano le divisioni forzate, con una particolare attenzione alle conseguenze di ciò che accadde a Berlino con la costruzione del Muro e quello che è accaduto negli effetti post generazionali all’identità degli esuli istriani.
Temi di assoluto interesse, anche perché le valutazioni di questi possono essere di sicuro aiuto nell’affrontare le sfide politiche e sociali che ci troviamo ad affrontare a seguito dei grandi cambiamenti globali.
Ciò che maggiormente colpisce è il fatto che l’Università delle Liberetà vuole diventare 3.0 nell’epoca della comunicazione.
Inoltre, per venire incontro a tutte le esigenze, l’evento avrà anche una diretta facebook dal profilo dell’Università delle Liberetà AUSER di Trieste.
Una conferenza che unirà virtualmente Trieste a Tokyo in quella che potrebbe rappresentare una vera novità.

 

NOTA: le immagini in questo post sono state fornite dell’Università delle Liberetà AUSER di Trieste.

…il blog di Biagio Mannino

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