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 Quando l’invidia sociale si tramuta in uno sfacciato uso della volgarità e della maleducazione.

Si riporta la lettera come ricevuta.

Quando l’invidia sociale si tramuta in uno sfacciato uso della volgarità e della maleducazione.

(de Il Grillo Scrivente)

Le ho già esternato la mia costernazione ben due volte, in due lettere distinte, riguardo alcuni aspetti del mondo social: ricordo che avevo commentato una ragazza che, nei video che posta, si limita a ridere, con opinioni che dichiarano quanto abbia migliorato la giornata ad alcuni di loro. In una seconda lettera, la mia costernazione si è trasformata in indignazione, dopo aver scoperto “professionisti”, che tali si dichiarano, inventarsi che la Terra è piatta, insultare, fare gestacci e via dicendo. In questi ultimi giorni, caro Blogger, ho iniziato a scoprire che l’indecenza non ha limiti, perché mi sono capitati video in cui gli pseudo professionisti raccontano (o meglio inveiscono, ma lasciamo perdere) di aver ricevuto certe critiche che (fanno capire) non hanno per niente gradito. E fin qua, liberissimi di non gradire, e soprattutto le critiche vanno fatte con educazione e finezza! Ma nel rispondervi, dimostrano di dare “proprio il buon esempio”: non solo lasciamo perdere che è meglio, il “massimo della raffinatezza” usata da costoro (che ormai è implicito, non posso riportare in questa sede); ma questa “raffinatezza” è riferita alla sfera dell’intimità. Dulcis in fundo, il tutto viene utilizzato per dichiarare all’utente che ha espresso la critica (che afferma di aver frequentato l’università a differenza di chi ha postato il video) che questi è riuscito ad arrivare negli ambienti universitari proprio grazie al fatto di aver condiviso quella sfera intima con i professori. Conclusione degna del tutto: all’utente la laurea non è servita a nulla perché non ha capito assolutamente niente. Inoltre, tutto ciò dimostra una subdola trasformazione dell’atto dello studiare, non in un elemento di faticoso arricchimento personale ed anche collettivo, ma in un tristemente sostanziale disvalore.

È “un piacere”, caro Blogger, poter constatare una volta di più quanto in questa società ormai domini la “serietà” e la “raffinatezza”… Oltre che una forma di, ormai sempre più evidente, invidia sociale, che si tramuta in uno sfacciato uso della volgarità e della maleducazione, interpretate come nuovi valori e simboli di appartenenza ai gruppi considerati puri proprio perché ignoranti.

Caro Blogger, com’è cambiato il mondo… Venti, trenta, quarant’anni fa,… non avremmo mai assistito a scene indecorose di questo tipo. I veri professionisti non avrebbero mai e poi mai fatto discorsi osceni per rispondere ad una critica; non avrebbero usato parolacce; non avrebbero mai offeso l’altro. Questo nostro mondo si è arricchito di mille possibilità, di tante scoperte, ma si è impoverito dal punto di vista umano. L’uomo, nonostante tutto, continua ad essere più del computer: ci siamo impoveriti più velocemente di quanto avanzati tecnologicamente.

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“Grandi” novità dal punto di vista sanitario! Arrivano… i robot!

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Grandi” novità dal punto di vista sanitario! Arrivano… i robot!

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

grandi novità dal punto di vista sanitario! No, non parlo di nuovi ospedali; no, non di nuovi posti letto; neppure di assunzioni del personale. Ci sono importanti novità dal punto di vista tecnologico: il 30 aprile scorso, su corrieredelveneto.corriere.it, la giornalista Annamaria Schiano ha informato che sta per (forse a quest’ora sarà successo, chissà) attuarsi il progetto promosso dall’azienda BhealthCare (la quale per questo ha scelto l’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona): l’ospedale di Borgo Roma sarà il primo al mondo a far fare prelievi venosi del sangue ad un robot! Questo con l’approvazione del comitato etico e del ministro della Salute (i miei “complimenti” al ministro Schillaci…). Il dispositivo, “HEIVA Essential”, dovrà identificare automaticamente il miglior punto di puntura. La cosa deve essere testata da duemila volontari tra il personale sanitario.
L’obiettivo è vedere se i campioni prelevati saranno di qualità equivalente o superiore; elevare la qualità della vita.

Due mesi dopo, il 13 giugno scorso, su ilnordest.it, il giornalista Edoardo Anese ci informa che alla casa di riposo Casa Serena, a Pordenone, è arrivata la nuova macchina (unica nella provincia) che confezionerà i farmaci, li controllerà attraverso scanner e codice identificativo (perché mi viene in mente Star Trek?…), preparerà terapie,… . Così gli infermieri avranno più tempo da dedicare alle persone. C’è pure la garanzia: autoblocco del sistema in caso di errore.

Allora, caro Blogger, penso Lei ormai avrà capito che mi piace porre domande:

  1. cominciamo con la prima: non si può non condividere la nobiltà etica dell’obiettivo “facciamo trascorrere più tempo con i pazienti”; ma non corriamo il rischio che questo sia il primo passo verso la sostituzione dell’essere umano da parte di un robot?
  2. e non si poteva assumere altro personale in modo da distribuire le mansioni? Così, uno era alleggerito e l’altro aveva trovato un lavoro.
  3. non è che l’introduzione dei robot rappresenta un investimento economico, più che uno nella direzione del benessere e della sicurezza della salute del paziente?

Per il resto posso dirLe solo una cosa: tutto quello che ci circonda sta diventando un macchinario, un computer, tecnologia,… (Le ho già raccontato delle obliteratrici sui mezzi pubblici). Tra un po’ avremo bisogno che Google ci spieghi cosa vuol dire “essere umano”. Paolo Petralia, direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria integrata veronese, ha dichiarato che sono “orgogliosi di ospitare uno studio che è assolutamente unico al mondo e che permette di anticipare l’introduzione della nuova tecnologia”. Io dichiaro invece sconcerto, timore, e tanta, tanta preoccupazione…

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Siamo nell’epoca degli esperti… “improvvisati”!

Si riporta la lettera come ricevuta.

Siamo nell’epoca degli esperti… “improvvisati”!

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

che avvilimento… È da un po’ che mi vengono inviati video (Facebook, Instagram, Youtube) di gente che si definisce professionista e ha (per fare solo un esempio) decine di migliaia di persone iscritte al proprio canale; così come sono migliaia (se tutto va male…) le persone che ne seguono la diretta. Altri mostrano video con la folla di persone venuta ad ascoltarli nonostante una giornata assolutamente estiva, che invoglia ad andare in gita o al mare, non a chiudersi in una sala.

Che problemi ci sono? Nessuno; a parte che in questi video vengono dette “perle di saggezza” del tipo che la Terra è piatta, che la guerra non esiste,… E tante altre che richiederebbero una sola domanda: ma con che coraggio riuscite a dire queste cose?
Non mancano (anzi abbondano) frasi “estremamente rispettose” nei confronti di chi ha un’opinione diversa: si passa dall’evidente idolatria nei confronti di Donald Trump a considerazioni secondo le quali chi non la condivide, è l’ultimo dei deficienti (e questo è uno dei concetti più gentili che ho sentito esprimere…). Non mancano in certi casi pernacchie, parolacce, e gestacci con le braccia (che qui non descrivo ma penso possa essere chiaro cosa intendo).

Ora, caro Blogger, già non c’è nessun bisogno che io mi metta a commentare simili esternazioni, perché esse si commentano da sole. Ma, in particolar modo, sentire cose del genere per una persona come me, che La seguo sempre con tanto interesse; Lei che, delle guerre e tutte le loro conseguenze, ne parla con serietà, professionalità e competenza; Lei che non fa il “commento” su Trump, ma una lucida e profonda analisi della situazione americana; e senza gestacci accompagnatori… Capisce che ad una persona come me, davanti a tutto questo, non resta altro che scuotere il capo e chiedersi: che beneficio, che utilità, che insegnamento ci danno questi improvvisati esperti che di tutto potrebbero trattare, ma non certamente di argomenti seri e importanti come quegli che si legano alla comprensione dei grandi mutamenti sociali in atto?

Concludo citando Massimo D’Azeglio: “L’Italia è fatta, ora bisogna fare gli italiani”; e mi permetto di aggiungere “umili, rispettosi, ma soprattutto preparati”.

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