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“Abbiamo tutti bisogno di ritornare ad una sana educazione”.

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Abbiamo tutti bisogno di ritornare ad una sana educazione”.

(de Il Grillo Scrivente)

Il 12 luglio scorso vengo a sapere dalla versione online del quotidiano Il Piccolo che a Grado, in provincia di Gorizia, un turista friulano di un Comune in provincia di Udine, è stato sanzionato dalla Polizia locale perché ha parcheggiato la sua vettura in un posto adibito ai disabili…usando il pass, cioè esponendo sulla macchina il contrassegno, che apparteneva ad una persona deceduta. È stato quindi anche segnalato per uso improprio di atto pubblico.

Ora, caro Blogger, potrei dirLe a quanto può ammontare la multa; di quanti punti viene decurtata la patente; che potrebbe scattare una denuncia per uso di atto falso secondo l’articolo 489 del Codice penale. Invece mi chiederei se non si possa essere scandalizzati davanti ad una cosa del genere!! Grado è una cittadina turistica, il che significa invasione di macchine e assalto ai parcheggi; però, caro Blogger, come si può arrivare fino a questo punto?… Ad utilizzare un diritto di un invalido deceduto pur di avere un parcheggio facilitato? Ma ce l’hanno, oltre ad una coscienza, anche una consapevolezza che viviamo in una società di persone nella quale dovrebbe prevalere la solidarietà e non un egoistico principio di sfrenato individualismo? Per la seconda volta nelle mie lettere, è facile trovare una risposta: assolutamente no! I veri morti sono loro, perché sono vuoti ed aridi! Privi di sentimenti! Un giorno ho sentito un anziano dire “eravamo più poveri ma più ricchi dentro”.
E gente del genere (anche se chiamarla “gente”…) è pure in buona compagnia, perché non Le dico quante persone ho scoperto (sempre online) averlo già fatto! Sì, sono consapevole che tutto questo non sia nient’altro che la punta dell’iceberg, ma parlarne è fondamentale per evitare che i comportamenti lontanissimi dai principi di un vivere comune diventino un’abitudine normalmente accettata. No, caro Blogger, una volta almeno per la morte si aveva rispetto; ora in Italia mi verrebbe da dire che è morto anche quello, ma con questa ripetizione mi sembrerebbe di fare lo stesso errore: quindi dico che in Italia ormai abbiamo perso anche quello. Qualche giorno dopo questa notizia terrificante, ho assistito ad una scena altrettanto deprimente: due giovani adulti seduti comodamente ad un bar sorseggiando un aperitivo, ridacchiavano divertiti perché c’era un ragazzo che un’ambulanza stava portando via in stato di delirio, urlante. Non so se fosse ubriaco o se avesse perso il senno, so solo che in questo paese non c’è più rispetto per nessuno! Come si sarebbero sentiti se fossero stati al posto di quel ragazzo?

Sono queste apparenti, piccole cose, che danno chiaramente il segno che abbiamo tutti bisogno di ritornare ad una sana educazione; altrimenti il futuro sarà rappresentato dal baratro verso il quale ci siamo già da tempo incamminati.

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“Fa forse oggi paura l’idea di riuscire a trovare le risposte e scoprire la verità?”

Si riporta la lettera come ricevuta.

“Fa forse oggi paura l’idea di riuscire a trovare le risposte e scoprire la verità?”

(de Il Grillo Scrivente)

Mercoledì 8 luglio scorso, per caso sento David Parenzo, mentre sta conducendo “L’aria che tira” su La7, annunciare un imminente servizio sugli umanoidi che stanno per arrivare nel nostro paese; lo definisce come un orgoglio per l’Italia. Caro Blogger, non ho potuto ascoltare tutto il servizio, ma il concetto è stato sufficientemente chiaro: ditte italiane hanno prodotto, e stanno “addestrando”, “Hero”, un robot con sembianze umane, che (ci tengono a precisare) non andrà a sostituire l’essere umano, ma lo affiancherà. Piccoli esempi che hanno dato: a chi farà lavori lungo l’autostrada, avviserà che sta per arrivare un mezzo pesante; se una macchina perde le ruote, le andrà a recuperare. Nelle fabbriche, farà una specie di facchinaggio pesante, cioè porterà carichi troppo pesanti per un uomo. Daniele Pucci, ingegnere fondatore di Generative Bionics, ha fatto notare che molti lavoratori denunciano problemi alla schiena proprio per aver portato carichi pesanti.

Ora, avere qualcuno che fa le cose al posto tuo, soprattutto se pesanti, fa comodo a chiunque; ma mi chiedo se sia proprio così indispensabile introdurre questi robot invece che cercare di trovare soluzioni alternative; perché, mi perdoni, caro Blogger, ma a me l’idea di questi robot umani fa veramente venire la pelle d’oca! E poi, perché ho la sensazione che questo sia solo il primo passo verso la sostituzione completa dell’essere umano, come, in molti settori, in Cina già avvenuto, come ha fatto notare Sandro Iacometti del quotidiano “Libero”?
È stato fatto sentire e vedere anche uno spezzone di un’intervista ad Elon Musk, nella quale afferma che, grazie all’intelligenza artificiale, “il lavoro sarà facoltativo, sarà come fare sport”. Di grazia, e che cosa faremo, caro Blogger? Diverranno realtà quei film ambientati nel futuro in un pianeta Terra abitato solo dai robot?

Tanto per aiutarmi a “farmi passare la pelle d’oca”, Parenzo mostra anche un articolo di Adnkronos, riguardo il fatto che la Cina ha ridotto del 30% le materie umanistiche all’università; spiegazione, a riguardo, di Iacometti: perché le discipline umanistiche “creano disoccupati”. Beh, alla faccia del linguaggio discriminatorio che tanto si cerca (giustamente) di combattere, i laureati in materie umanistiche in ascolto avranno sicuramente ringraziato Iacometti.

Caro Blogger, non solo non riesco a capire questa mancanza di rispetto, oltre che disprezzo (o quantomeno questo sottovalutare e denigrare) il campo umanistico; che non solo reputo dia una cultura immensa, ma credo fortemente anche aiuti molto ad aprire la mente (cosa oggi quanto mai necessaria, visto il livello dei confronti e dei dibattiti). Ma il commento di Iacometti mi ha fatto pensare a quello che Lei spesso fa notare, quanto tutto ciò che dice la scienza sia diventato invece un dogma intoccabile. Ma che cos’è questa scienza, un dio? Se l’uomo è andato avanti lungo il corso della storia, è perché ha saputo mettersi in discussione e porsi domande. Fa forse oggi paura l’idea di riuscire a trovare le risposte e scoprire la verità?

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Quando la ricerca di visibilità supera la mancanza di rispetto e diventa stupidità.

Si riporta la lettera come ricevuta.

Quando la ricerca di visibilità supera la mancanza di rispetto e diventa stupidità.

(de Il Grillo Scrivente)

Caro Blogger,

nell’ultima lettera che Le ho scritto, ho criticato tanto quei turisti, perché ritenevo che il comportamento che hanno tenuto presso lo stabilimento balneare “Alla Lanterna” di Trieste fosse da considerarsi una mancanza di rispetto. Già nel corso delle lettere precedenti, Le ho più volte detto molto chiaramente quanto ritengo in questa società stia svanendo il concetto di rispetto. Ma è vero quando dicono che al peggio non c’è mai fine: caro Blogger, di recente mi sono stati inviati dei video di Facebook, nei quali una ragazza con un atteggiamento finalizzato a mettere in mostra se stessa, probabilmente in cerca di visibilità veloce in un mondo sempre più superficiale, afferma che è meglio avere forti problemi di salute piuttosto che essere di sinistra. Caro Blogger, non so se si tratti di ironia o, come detto, di una banale strategia per attirare l’attenzione; ma non si può arrivare a toccare problemi seri di salute…
Mi domando se questa persona abbia un’idea di quello che dice. Inoltre, non è l’unico esempio di “valori e sani principi”, perché persone che realizzano video di questo tipo sono sempre di più, dandoci chiaramente l’idea di quale sia ormai il livello di confusione nell’affrontare il vero significato della morale.
Come si fa ad ironizzare sulla salute di un essere umano? Prima di realizzare il video, si è immaginata solo per un attimo di ritrovarsi lei, in quelle condizioni? E non credo ci sia bisogno di farlo. Questa non è mancanza di rispetto, questa è stupidità, è…mi perdoni, caro Blogger, ma non mi vengono le parole. Forse è meglio; perché temo che se mi venissero, rischierei di parlare come lei; e mi permetta di dire “come loro”, visto che ormai affrontare un dialogo minimamente degno del significato di questa parola, è ormai una cosa più unica che rara.

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